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  • Strada Malpensa, bando di gara da Vigevano ad Abbiategrasso: e fino a Magenta.. quando?

    Strada Malpensa, bando di gara da Vigevano ad Abbiategrasso: e fino a Magenta.. quando?

    Non c’è dubbio si tratti di una grande notizia, attesa da decenni nell’est Ticino: ma obiettivamente la soddisfazione va commisurata alla consapevolezza che manca una parte importante, che peraltro si potrà innestare sul via libera di Anas alla cosiddetta tratta C, ossia il bando di gara per appaltare i lavori (nel 2024) da Vigevano ad Abbiategrasso/Albairate.

    E’ il progetto riguardante l’Iter della cosiddetta Tratta C, quella che dal ponte sul Ticino, da Ozzero, porta a Albairate Vermezzo, è stato approvato. Adesso si fanno gli esecutivi. Il cantiere ad ogni modo esisterà e andrà in appalto nel 2024». Lo scorso marzo, il ministero delle infrastrutture aveva dato il via libera per il progetto legato al collegamento tra la Lomellina e la superstrada 336 alle porte di Magenta.

    I PRIMI 7 KM, PER QUASI 170 MILIONI
    L’intervento approvato e con bando di gara aperto, nello specifico, ha una lunghezza di circa 7 km e interessa il territorio dei Comuni di Albairate, Abbiategrasso e Ozzero, nella Città Metropolitana di Milano. L’importo dei lavori sarà di 169.434.769,64 euro per la Tratta C. Le ditte che saranno interessate a partecipare, avranno tempo di presentare domanda fino al 27 febbraio 2024, mentre l’8 marzo è prevista l’apertura delle offerte. Il sindaco di Vigevano Andrea Ceffa, durante il corso di un’intervista rilasciata all’Araldo Lomellino, aveva lasciato intendere che sarebbe potuto accadere qualcosa di importante a tal proposito, ancor prima che terminasse l’anno: «Manca ancora qualche giorno…è una battuta ma confido in un regalo tra Natale e la Befana, in gennaio attendiamo anche il bando di gara per le infrastrutture di collegamento al ponte. Se le due procedure dovessero partire in contemporanea, potremmo sperare di vedere completate l’accessibilità e la Tratta C in parallelo, sarebbe la ciliegia sulla torta».

    E FINO A MAGENTA..
    Il tratto più delicato è quello destinato a passare da Albairate, Cassinetta, Castellazzo di Robecco e Magenta, per connettersi alla statale 336 per Malpensa. La dichiarazione di pubblica utilità dei mesi scorsi ha poi dato il via agli espropri.

    Il complesso della Vigevano-Malpensa prevede come noto da tempo tre tratte: la A da Magenta ad Albairate, alle porte di Vigevano,la B da Albairate alla tangenziale ovest di Milano e infine tratta C da Albairate a Vigevano, compreso un nuovo ponte sul Ticino. Il tema è capire come e quando si potrà innestare le due tratte, per evitare che conclusa una tratta la strada non si interrompa ad Abbiategrasso, diventando una pericolosa incompiuta ma soprattutto lasciando senza soluzione i problemi alla viabilità che attanagliano da decenni l’Est Ticino. Se serviranno 3 anni per realizzare il primo tratto, obiettivamnte c’è tutto il tempo per unire le due tratte e garantire che la superstrada copra l’intero asse vigevanese-magentino. Soddisfazione insomma per questo primo risultato, ma senza dubbio i Comuni di Robecco, Magenta e Abbiategrasso attendono una risposta attesa da tempo immemore. Un primo ‘muro’ è stato abbattuto, ma ne resta un secondo di altrettanta (e forse ancora maggiore) importanza. Un’opera sospirata da tempo immemore, che forse nel 2024 (mezzo secolo dopo le prime progettazioni di variante alla ss 526 dell’Est Ticino) vedrà finalmente la luce.

    F.P.

  • Siani torna con la commedia “Succede anche nelle migliori famiglie”

    Siani torna con la commedia “Succede anche nelle migliori famiglie”

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    MILANO (ITALPRESS) – “La famiglia è sempre stata vista come qualcosa di importante e di sacro. “Succede anche nelle migliori famiglie” significa che può capitare a tutti”. A parlare è Alessandro Siani, attore e regista, presentando, in un’intervista all’Italpress, il film “Succede anche nelle migliori famiglie”, al cinema da lunedì 1 gennaio.
    “”Succede anche nelle migliori famiglie” è una frase che sentivo già da ragazzino, dietro si nascondeva una retorica”, ha spiegato.
    “Nel mio caso volevo raccontare – ha aggiunto – la storia di una famiglia che sembra perfetta con il papà medico amato e apprezzato da tutti, la mamma dedita alla famiglia, la sorella che è una psicologa di successo, il fratello che è un avvocato di successo e io che sono quello che avrebbe voluto seguire le orme del padre ma è naufragato nell’ansia di prestazione. Poi avviene un evento: la morte del padre. Da quel momento c’è una serie di squilibri che ci fanno vedere in faccia la realtà. Io, che sembravo la pecora nera della famiglia, mi dimostrerò quello più talentuoso nel risolvere i problemi”.
    Un cast importante con interpreti di alto livello. “Una scatenatissima Cristiana Capotondi, Anna Galiena meravigliosa ed Euridice Axen che passa dalla comicità alle note più malinconiche. Un cast eccezionale”, ha sottolineato Siani, parlando di Capotondi con cui aveva già lavorato: “Mi sono trovato benissimo perchè è un’attrice di grande sensibilità e umanità, come tutto il cast”. Nella commedia ci sono anche Antonio Catania e Dino Abbrescia che sono “attori di grande calibro” e Sergio Friscia che “è stato esilarante”, ha spiegato Siani. Moderna e attuale la parte musicale. “Una perla scritta da Rocco Hunt. Mi ha fatto un grande regalo – ha affermato – perchè ha scritto un pezzo che riesce a sottolineare e commentare in maniera precisa le atmosfere del film. E’ un motivo in più per ricordare che nel film “Succede anche nelle migliori famiglie” ce n’è per tutti i gusti”.
    “Non parlo della mia famiglia – ha detto Siani – perchè è meno drammatica, sotto alcuni punti di vista, ma molto più simpatica. Mio padre è un mancato comico, mia madre è dedita alla famiglia. Per il resto le dinamiche del film non riguardano la mia famiglia. La pecora nera nella mia casa era mia sorella che si è laureata e ha creato scompiglio per noi che sguazzavamo nell’ignoranza”, ha aggiunto sorridendo.
    Nel film c’è “anche un discorso sulla meritocrazia e il nepotismo fino ad arrivare al clientelismo. Mi sono informato – ha detto – e ho visto che quando si parla di meritocrazia esiste un “meritometro”. L’Italia è fanalino di coda mentre ai primi posti c’è la Finlandia”.
    Nel film si parla anche delle aspettative dei genitori nei confronti dei figli. “C’è sempre un’aspettativa nei confronti dei figli ma spesso c’è anche una grande aspettativa nei confronti dei genitori. La cosa migliore – ha affermato – è lasciare i ragazzi liberi di esprimere il loro talento, che poi entra senza bussare. Per quanto riguarda la pressione e l’ansia, è chiaro che si vorrebbe il meglio per la propria famiglia e per i figli”.
    A Natale Siani torna a teatro a Napoli per i 20 anni di “Fiesta”. “Lo spettacolo si chiamava Fiesta – ha raccontato – e nel 2003 sono salito su un palco proponendo uno spettacolo con un linguaggio abbastanza underground, metropolitano. Era un linguaggio completamente nuovo. Non c’era mai stato questo spaccato di ragazzo di strada che voleva raccontare quello che succedeva realmente nei ghetti. Incredibilmente ebbe un grande successo e mi portò a esibirmi allo stadio San Paolo per la prima volta. Dopo 20 anni lo ripropongo. La cosa più bella è che c’è un giovane ragazzo di 20 anni che si chiama Geolier, che secondo me è uno dei più grandi musicisti e cantanti del momento. E’ cresciuto con quello spettacolo e oggi mi ha scritto le musiche”. C’è, quindi, “anche il piacere di tornare indietro ma con uno sguardo verso il futuro”, ha sottolineato.
    Forse il futuro parla anche di musical? “Anche. Siamo nei teatri a Napoli con Mare Fuori. Un esperimento – ha evidenziato – interessante sotto alcuni punti di vista: vedere questi ragazzi venire dalla serie ed esibirsi su un palco, metterci il cuore e l’anima, cantare, ballare e recitare, essere accolti dal pubblico con grande affetto è stato un bell’esperimento. Arriveremo anche a Milano. E’ chiaro che nel musical c’è più speranza e una voglia di raccontare qualcosa di diverso che non è stato raccontato nella serie. E’ stato un esperimento – ha concluso – che per fortuna è stato accolto molto bene”.
    -foto Italpress –
    (ITALPRESS).

  • Stroncato traffico di droga nel Foggiano, 13 arresti

    Stroncato traffico di droga nel Foggiano, 13 arresti

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    FOGGIA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Comando provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il locale Tribunale, nei confronti di 13 indagati – di cui 6 destinatari del carcere e 7 degli arresti domiciliari – gravemente indiziati di traffico, detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti.
    Le indagini, condotte da ottobre 2022 a luglio 2023 dai Carabinieri della Compagnia di Vico del Gargano e dirette dalla Procura di Foggia, hanno consentito di disarticolare un florido traffico di sostanze stupefacenti che ha interessato i comuni ricadenti nell’area nord del Gargano, tra cui Rodi Garganico, Cagnano Varano, San Nicandro Garganico e San Severo.
    In particolare nel centro storico del comune di Rodi Garganico alcuni indagati gestivano una piazza di spaccio di cocaina e hashish acquistati da tre fornitori – anch’essi identificati e sottoposti a misura cautelare – residenti rispettivamente a San Severo, San Nicandro Garganico e Cagnano Varano.
    La necessità di non interrompere il giro d’affari derivante dalla compravendita al dettaglio di stupefacente avrebbe indotto gli indagati ad adottare espedienti finalizzati ad eludere eventuali controlli delle forze di polizia, ricorrendo anche allo “spaccio a domicilio”, ovvero alla consegna diretta presso gli acquirenti. Durante le investigazioni, i Carabinieri hanno difatti accertato un mutamento delle modalità di cessione al dettaglio della droga, che sarebbe stato attuato per disorientare gli investigatori che avevano proceduto a serrati controlli e al sequestro di stupefacente nei pressi della piazza di spaccio gestita dai principali indagati.
    Nel corso delle attività investigative, infatti, sono stati effettuati 4 arresti in flagranza di reato e 2 denunce per detenzione finalizzata alla vendita di sostanza stupefacente, nonchè contestati 11 illeciti amministrativi ad altrettanti acquirenti e sequestrati complessivamente 700 grammi circa tra cocaina e hashish.
    – foto: screenshot da video ufficio stampa Carabinieri – (ITALPRESS).

  • Milano, Ultima Generazione deturpa persino albero di Gucci in Galleria

    Milano, Ultima Generazione deturpa persino albero di Gucci in Galleria

    Per il blitz di Ultima Generazione contro l’albero di Gucci in Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, quattro attivisti sono stati accompagnati in questura dagli agenti della Digos e verranno denunciati. Si tratta di quattro italiani, due uomini e due donne. Lo fa sapere in una nota la questura di Milano.

    Intervenuti sul posto gli agenti, che li hanno denunciati all’autorità giudiziaria che ora deciderà le ipotesi di reato, che potrebbero essere quelle di imbrattamento o danneggiamento. Si tratta di due ragazze di 24 e 26 anni, un ragazzo di 21 e un uomo di 44. Gli attivisti oltre a gettare della vernice potrebbero anche essersi incollati ad alcune parti dell’albero, e quindi si attende anche la valutazione su eventuali danni causati.

    “Ennesima dimostrazione di stupidità da parte dei giovani attivisti di ‘Ultima Generazione’ che pensano di occuparsi di ambiente e clima imbrattando e vandalizzando monumenti storici e opere d’arte. A Milano, e più in generale in Lombardia, questa cultura dell’idiozia è sempre più dilagante”.

    Lo ha detto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, commentando il blitz degli attivisti di Ultima generazione che oggi in galleria Vittorio Emanuele a Milano hanno imbrattato con vernice arancione l’albero di Natale di Gucci.

    “Continuare a spendere parole nei confronti di simili soggetti è inutile – ha aggiunto l’assessore -. Tutti, nessuno escluso, dovrebbero unirsi nel coro di condanna verso chi agisce in questo modo stupido e scriteriato”.

  • Santalucia “La legge bavaglio è sbagliata”

    Santalucia “La legge bavaglio è sbagliata”

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    ROMA (ITALPRESS) – Il bavaglio Costa contro i giornalisti? “E’ una norma sbagliata, che peraltro non può realizzare il fine che si prefigge”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia che, tecnicamente, rivela il danno prodotto dall’emendamento del responsabile Giustizia di Azione Enrico Costa “ai diritti delle persone, al processo, alla sua strutturademocratica”. “Comunque il contenuto dell’ordinanza di custodia potrà essere pubblicato, e quindi si affida al giornalista il compito di riassumerne il testo, quando è meglio, per lo stesso indagato, che l’ordinanza sia conoscibile per ciò che è oggettivamente, e non per le mediazioni di riassunto del cronista”, aggiunge. Alla domanda se, in merito all’indagine romana su Verdini junior, la norma Costa, se fosse operativa, occulterebbe le responsabilità degli indagati, risponde: “No, non avrebbe questo effetto perchè l’arresto e i suoi motivi certamente sarebbero conosciuti, ma impedirebbe, in casi come questo di particolare complessità, una conoscenza compiuta e corretta di ciò che è accaduto”.
    Santalucia ritiene che il blackout della comunicazione danneggerebbe anche gli stessi imputati e indagati, “perchè espone in modo del tutto inutile al rischio di informazioni distorte, imprecise, incomplete”. “Il danno per l’imputato – spiega – è che l’ordinanza non potrà essere conosciuta, fino alla conclusione dell’udienza preliminare, per ciò che contiene e per ciò che il giudice che l’ha emessa ha ritenuto rilevante. Ancora una volta il passaggio attraverso l’interpretazione del singolo giornalista, che gioco forza potrà enfatizzare alcuni passaggi, minimizzarne o addirittura ometterne altri, non significa affatto rendere un buon servizio ai diritti dell’indagato”. “Questo emendamento – sottolinea – tradisce una concezione del processo penale antistorica e in contrasto con i principi costituzionali che reggono l’esercizio della giurisdizione. Ciò che avviene nel processo dev’essere conosciuto, salvo eccezioni. Invece quest’emendamento, per una malintesa concezione della cosiddetta gogna mediatica, pretende di oscurare ciò che invece deve essere conosciuto”.
    “Intanto, chiarisco che se l’emendamento diventerà legge, questa nuova regola dovrà essere interamente applicata da tutti, anche dai magistrati”, prosegue Santalucia, sottolineando che “il divieto di Costa attiene alla pubblicazione, ma fortunatamente non si arriva fino a segretare del tutto l’ordinanza cautelare. Per il semplice motivo che tutti gli atti segreti non sono pubblicabili, ma che non tutti gli atti non pubblicabili sono segreti”.
    “L’attuale emendamento Costa – puntalizza – vieta la pubblicazione anche parziale dell’ordinanza. Ma non interferisce con la disposizione del codice di procedura penale – il comma sette dell’articolo 114 – che consente sempre ‘la pubblicazione del contenuto di atti non coperti dal segretò”. All’osservazione sollevata che dopo la norma Costa l’ordinanza sarà segreta, risponde “No, l’ordinanza sarà solo non pubblicabile, anche solo parzialmente”. “Non ci potranno essere pubblicazioni integrali o parziali del testo – dice -, ma potrà uscire solo il contenuto nella forma del riassunto, e io giudico questo uno svantaggio per tutti, ivi compreso l’indagato”. “Se l’ordinanza sarà pubblicabile nel suo contenuto – prosegue – dovrà essere necessariamente conosciuta dai giornalisti che potranno solo riassumerla, ma dovranno leggerla e conoscerla, quindi non vedo una possibile violazione”. “La norma vive per quello che è. In questo senso, ribadisco le mie perplessità su un emendamento che non solo non ottiene il risultato auspicato, ma rischia pure di incentivare le distorsioni del cosiddetto processo mediatico”, osserva Santalucia, secondo cui “se ci sarà un divieto di pubblicazione è ovvio che il giornalista non potrà chiederne ufficialmente copia a fini di pubblicazione, ma continueranno a circolare le copie delle ordinanze, in un sottobosco assai poco regolato di consegne informali, ma non per questo illegali”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • San Matteo di Pavia: scoperta la causa di una grave malattia polmonare

    San Matteo di Pavia: scoperta la causa di una grave malattia polmonare

    Scoperta la causa di una grave patologia dei polmoni, anche grazie alla ricerca italiana. Il deficit ereditario del recettore Ccr2 è alla base della malattia polmonare policistica progressiva, conclude uno studio pubblicato su ‘Cell’, al quale ha collaborato un gruppo del Policlinico San Matteo di Pavia, coordinato da Alessandro Borghesi. La scoperta – spiegano dall’Irccs lombardo – è stata confermata con esperimenti effettuati nell’ambito di una consolidata collaborazione di diversi laboratori tra cui il San Matteo, unico centro italiano coinvolto nel lavoro, l’Istitut Imagine di Parigi in Francia e la Rockefeller University di New York negli Usa.

    I ricercatori guidati da Jacinta Bustamante e Jean-Laurent Casanova del Laboratorio di Genetica umana delle malattie infettive di Parigi – si legge in una nota del San Matteo – hanno studiato 9 bambini in cui sono stati riscontrati: Pap (proteinosi alveolare polmonare), malattia polmonare policistica progressiva e infezioni ricorrenti, condizioni che portano a una malattia polmonare diffusa, con una progressiva limitazione ostruttiva del flusso aereo che non risponde al trattamento con broncodilatatori, oltre che uno stato infiammatorio sistemico. La Pap è una sindrome rara caratterizzata dall’accumulo in quantità eccessive di surfattante, una sostanza normalmente presente negli alveoli polmonari. In tutti i pazienti studiati sono state riscontrate varianti genetiche che aboliscono l’espressione di Ccr2 sulla superficie delle cellule.

    Le cellule principalmente colpite dal deficit ereditario di Ccr2 sono i macrofagi alveolari, normalmente responsabili di mantenere il surfattante polmonare in quantità ottimali e presenti in numero ridotto nei soggetti affetti. Ne consegue un eccesso di surfattante negli alveoli polmonari e una compromissione dello scambio gassoso polmonare. “Si è voluto descrivere una nuova malattia polmonare dovuta al deficit completo del recettore Ccr2 (recettore delle chemochine 2) – afferma Borghesi – Questa condizione genetica si presenta nell’infanzia con lo sviluppo di una malattia polmonare policistica progressiva, di Pap e di infezioni a livello delle vie aeree, a causa di un’alterata migrazione ai polmoni e ai tessuti infetti di cellule del sistema immunitario chiamate monociti-macrofagi. La mancanza di Ccr2 porta a elevati livelli di” proteina “Ccl-2 nel sangue di tutti i pazienti. Tale osservazione può costituire la base per disegnare un test diagnostico per lo screening di bambini con malattie polmonari inspiegabili”. Oltre a Borghesi, i ricercatori che hanno contribuito alla scoperta sono Stefano Ghirardello, Micol Angelini, Francesca Trespidi, Federico Capra Marzani, Costanza Natalia Julia Colombo e Guido Tavazzi.

  • Picchia moglie e figlia 11enne: egiziano arrestato a Milano

    Picchia moglie e figlia 11enne: egiziano arrestato a Milano

    Prima ha picchiato violentemente la moglie, prendendola a pugni e spingendola contro al muro. Poi si è accanito anche sulla figlia di 11 anni e l’ha colpita fino a procurarle una brutta lesione a una spalla. Un 40enne egiziano è stato arrestato a Milano dalla polizia di Stato per maltrattamenti e lesioni gravi: ha fatto finire in ospedale sia la moglie, italiana di 37 anni, sia la bimba, dimesse rispettivamente con 21 e 35 giorni di prognosi.

    L’aggressione è avvenuta ieri mattina intorno alle 10.30 nell’abitazione della famiglia a Milano, dove era presente anche l’altra figlia della coppia. Con un provvedimento del pm Alessia Menegazzo, l’uomo è stato sottoposto all’allontanamento d’urgenza dalla casa, secondo quanto previsto dal codice rosso rafforzato.

  • Incendio alla Gigi Ferramenta di Corbetta, le fiamme prima dell’arrivo dei vigili del fuoco

    Incendio alla Gigi Ferramenta di Corbetta, le fiamme prima dell’arrivo dei vigili del fuoco

    Il Sindaco di Corbetta Marco Ballarini ha emesso un’ordinanza di inagibilità di alcuni locali interessati dall’incendio alla Gigi Ferramenta di venerdì pomeriggio.

    Le fiamme hanno raggiunto il tetto dello stabile di via Brera danneggiandolo parzialmente. Mentre la ferramenta è andata distrutta. Sono ancora in corso le indagini per chiarire le cause del rogo.

  • Genoa-Inter 1-1, Dragusin risponde ad Arnautovic

    Genoa-Inter 1-1, Dragusin risponde ad Arnautovic

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    GENOVA (ITALPRESS) – L’Inter non brilla e s’incaglia contro il Genoa. Finisce 1-1 la sfida di Marassi: decisive le reti di Arnautovic e Dragusin, entrambe segnate nel primo tempo. I nerazzurri rimandano la conquista del titolo d’inverno; la Juventus, domani in campo contro la Roma, avrà la possibilità di tornare a -2.
    Due le assenze chiave per Simone Inzaghi, ovvero Dimarco e Lautaro Martinez (entrambi presenti a Genova per sostenere la squadra): sulla corsia mancina spazio per Carlos Augusto, davanti confermato Arnautovic al fianco di Thuram. Gilardino ha invece risposto col solito 3-5-2, con Ekuban e Gudmundsson a comporre il reparto offensivo. I padroni di casa hanno iniziato col piede premuto sull’acceleratore, i nerazzurri hanno invece faticato a trovare la soluzione giusta negli ultimi sedici metri: l’unica conclusione nel primo quarto d’ora è arrivata dalle parti di Thuram, ma il colpo di testa del francese è stato intercettato da Martinez. La prima frazione è stata caratterizzata dai sette minuti abbondanti di sospensione a causa dei fumogeni dei padroni di casa e da un maxi recupero: l’Inter come al solito ha trovato il gol nei minuti finali grazie alla deviazione sotto porta di Arnautovic dopo il palo colpito da Barella. Furiose le proteste da parte dei padroni di casa per una spinta di Bisseck ai danni di Strootman avvenuta poco prima della rete del vantaggio interista.
    La reazione è stata immediata: al 52′ è arrivato il pareggio di Dragusin di testa dopo la pennellata da calcio d’angolo del solito Gudmundsson. Nella ripresa gli uomini di Inzaghi ci hanno provato prima con Arnautovic – mancino violento terminato di poco sul fondo -, poi con il colpo di testa di Acerbi, intercettato da Martinez. Qualche sussulto nel finale non ha cambiato il risultato: terzo pari per l’Inter, nel prossimo turno i nerazzurri sfideranno il Verona e proveranno nuovamente a laurearsi campioni d’inverno.
    – foto LivePhotoSport –
    (ITALPRESS).

  • Soulé illude il Frosinone, la Lazio rimonta e vince 3-1

    Soulé illude il Frosinone, la Lazio rimonta e vince 3-1

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    ROMA (ITALPRESS) – Fuochi d’artificio di fine 2023 per la Lazio che festeggia l’ultima vittoria dell’anno battendo 3-1 in rimonta il Frosinone nella 18esima giornata di Serie A. Allo stadio Olimpico i ciociari sono andati in vantaggio con Soulé su rigore a inizio ripresa, ma i biancocelesti hanno ribaltato il risultato in due minuti, dal 70′ al 72′ con le reti di Castellanos e Isaksen, e poi dilagato con Patric nel finale. La squadra di Sarri trova continuità con il secondo successo consecutivo, nonostante le pesanti assenze di Immobile e Luis Alberto per infortunio. Un plauso agli uomini di Di Francesco, bravi per più di un’ora e ormai sempre più una certezza come dimostrato per tutto il primo tempo. Sono loro ad andare più vicini alla rete con le occasioni di Harroui e di Monterisi. La Lazio invece patisce ancora il mal di gol e non è mai pericolosa, se non con Zaccagni. A inizio secondo tempo Pellegrini scuote gli animi con un’interessante iniziativa personale di poco fuori dalla porta. Poi arriva l’episodio che cambia la gara: Guendouzi colpisce con il pugno il pallone in area. L’arbitro Feliciani, dopo aver rivisto l’azione al Var, assegna calcio di rigore. Dal dischetto al 58′ Soulè non fallisce lo 0-1 dei ciociari.
    I biancocelesti accusano il colpo e sbandano, poi reagiscono e in due minuti ribaltano il risultato. Ci pensano Castellanos e Isaksen, rispettivamente al 70′ e al 72′, un gol e un assist per il compagno a testa. L’argentino pareggia in torsione e il danese buca di sinistro per il raddoppio. Il centrocampista colpirà pure una traversa nel recupero, ma intanto all’84’ ci aveva pensato Patric a chiudere definitivamente i conti. Il difensore segna il 3-1 infilando in rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La Lazio chiude in trionfo e risale la china, il Frosinone non ha avuto la forza di sopportare l’urto della rimonta.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).