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  • Morata e Okafor nel finale, il Milan rimonta il Toro

    Morata e Okafor nel finale, il Milan rimonta il Toro

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    MILANO (ITALPRESS) – Per 88 minuti il Milan ha balbettato. Poi, approffitando di tutto l’organico a disposizione e di un calo fisico del Torino, i rossoneri sono riusciti a rimediare un punto d’oro. I granata stavano facendo festa a San Siro, nonostante il sold out, la presentazione di Fofana (avvenuta durante l’intervallo) e un pubblico, quello rossonero, che ha sostenuto la squadra sino al triplice fischio: 2-2 il risultato finale, maturato con l’autogol di Thiaw, la rete di Zapata e i gol rossoneri dei neo entrati Morata e Okafor. Qualcosa non va nel sistema di Fonseca, a cominciare dalla scelta di schierare Saelemaekers terzino con Theo Hernandez out, con Bellanova che affonda quando e come vuole nella burrosa fascia rossonera. A dire la verità nemmeno la goal line funziona in maniera limpida ma il Var copre le mancanze e il gol, anzi autogol, dello 0-1 è salvo.
    Si comincia e al 5′ Leao dapprima guadagna un angolo poi, sul corner, conclude alto dopo un rimpallo in area. Risposta del Toro al 14′ con Zapata che fa tutto da solo e tira dal limite dell’area: sfera a lato. Un tiro di Leao centrale (21′) anticipa il gol granata. Scambio Sanabria-Zapata, testa di Bellanova, palo, poi nè Tomori e nè Thiaw (autore dell’autorete) riescono a evitare che la palla entri in rete. Lazaro calcia un angolo (37′), girata superba di Zapata e ottima risposta di Maignan che salva i rossoneri. Leao vola verso la porta di Milinkovic-Savic ma il portiere del Torino è bravissimo a opporsi nell’uno contro uno. La risposta di Bellanova per il velo di Zapata, Ilic tira ma Maignan vola a deviare in angolo. Un tiro di Chukwueze chiude il primo tempo. Nella ripresa Pulisic non approfitta di un errore di Lazaro e, dopo aver evitato il portiere avversario, la mette sull’esterno della rete. Fonseca ne cambia tre tutti insieme, Morata dà nuova linfa al Milan, cerca un rigore che il Var gli nega (20′). Al 22′, però, Lazaro, da sinistra, scova la testa di Zapata, che mette dentro il 2-0. San Siro ammutolisce.
    Pulisic ha una chance (27′) ma spara alto. Poi il Torino sembra governare la situazione finchè Reijnders tira, Morata ci mette il piede e, all’89°, dimezza le distanze. Finale arrembante con i rossoneri all’assalto: Okafor è quindi bravissimo, al 95°, a trovare la deviazione vincente al volo che vale il 2-2 conclusivo.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • L’Inter stecca la prima, 2-2 sul campo del Genoa

    L’Inter stecca la prima, 2-2 sul campo del Genoa

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    GENOVA (ITALPRESS) – Partenza in sordina per l’Inter. I campioni in carica non vanno oltre il pareggio, 2-2 il finale, sul campo del Genoa. Due reti nel primo tempo, con Thuram che risponde al vantaggio iniziale dei padroni di casa, firmato da Vogliacco. Poi, a cinque minuti dalla fine, altro colpo dell’attaccante francese, figlio d’arte. Infine il definitivo pari di Messias in pieno recupero.
    Moduli speculari per il Genoa e l’Inter in avvio di gara. Gilardino ha “perso” durante il calciomercato Retegui e Gudmundsson, oltre al portiere Josep Martinez, passato proprio ai nerazzurri. In più deve fare a meno di Ekuban e del neo arrivato Pinamonti. Così nel 3-5-2 iniziale dei liguri spazio a Vogliacco, Bani e De Winter, schierati a protezione di Gollini; con Zanoli, Frendrup, Badelj, Malinovskyi e Martin lungo la linea mediana e con il tandem offensivo composto da Vitinha e da Messias. L’Inter ha risposto con Sommer confermatissimo fra i pali; con Bisseck, Acerbi e Bastoni in difesa; con Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan e Dimarco nella zona nevralgica e con Lautaro Martinez e Thuram in avanti.
    La prima occasione del match capita sui piedi di Thuram ma il suo destro debole è intercettato da Gollini (con Mkhitaryan che era comunque in offside). Allo scoccare del 14′ poi ci prova Calhanoglu da fuori: destro di poco al lato. Al 18′ Vitinha si presenta tutto solo davanti a Sommer ma tentenna, facendosi anticipare dal portiere nerazzurro e fallendo di fatto una ghiotta occasione. E’ un chiaro campanello d’allarme. Passano altri due minuti e i rossoblù segnano. Punizione dalla trequarti battuta da Martin, colpo di testa di Bani, a dire il vero morbido, Sommer appare in ritardo e lascia sbattere il pallone sulla traversa. Le sfera torna al centro dell’area, dove Bisseck è ancora in letargo, al pari del portiere nerazzurro, e permette a Vogliacco un facile tap in per l’1-0. Immediata la reazione dell’Inter. Alla mezzora arriva l’1-1: cross da destra di Barella e rete di testa di Thuram, bravo ad anticipare Bani e a insaccare con una perfetta rotazione. Lo stesso attaccante francese un minuto più tardi impensierisce Gollini. Al 37′ rigore in favore dell’Inter (per un contatto Badelj-Thuram) prima assegnato e poi cancellato, dopo revisione al Var. Al 40′ Martin perde un pallone sanguinoso nell’area di rigore del Genoa, quindi Gollini si supera in uscita su Lautaro, infine Badelj salva i suoi compagni deviando in angolo il colpo a botta sicura di Dimarco.
    La ripresa si è apre quindi, al 4′, con una clamorosa occasione sui piedi di Badelj, con pallone spedito al cielo da ottima posizione. Al 7′ gol di Dimarco, annullato giustamente per fuorigioco di Darmian. Al 14′ Gollini salva di piede su tiro ravvicinato ma debole di Thuram. Poi una girandola di sostituzioni hanno cambiato il volto della gara. Al 40′ i cambi dell’Inter e Thuram (nettamente il migliore in campo) hanno fatto la differenza. Sponda di Taremi, assist di Frattesi (entrambi neo entrati) poi tocco morbido vincente della punta transalpina. Sembrava pronta la festa dell’Inter ma un fallo di mani in area di Bisseck ha pregiudicato tutto. Rigore per il Genoa, concesso dopo Var review. Dal dischetto si presenta Messias: para Sommer ma sulla respinta lo stesso Messias deposita in rete. Termina così 2-2: liguri contenti, nerazzurri rimandati.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Maserati GT2 Stradale debutta in anteprima alla Monterey Car Week

    Maserati GT2 Stradale debutta in anteprima alla Monterey Car Week

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MONTEREY (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Si chiama Maserati GT2 Stradale ed è la nuova super sportiva firmata Maserati, presentata in anteprima mondiale all’edizione 2024 della Monterey Car Week, in California.
    Venerdì 16 agosto, la vettura è stata svelata al pubblico riunitosi per l’imperdibile appuntamento annuale nella rinomata località americana, nella prestigiosa cornice di The Quail, A Motorsports Gathering, evento clou della settimana motoristica dedicata a intenditori e appassionati.
    “Maserati GT2 Stradale è un’ode alla sportività più straordinaria ed esclusiva, frutto di un sodalizio tecnico e stilistico tra Maserati GT2, capolavoro di performance creato per il ritorno del marchio alle competizioni GT, e Maserati MC20, vettura iconica del Tridente caratterizzata da uno stile inconfondibile – si legge in una nota -. Partendo da una base già eccellente, Maserati ha sviluppato un’auto capace di concentrare su di sè il meglio della produzione da corsa e di serie del marchio, trasferendo le caratteristiche distintive della vettura da pista e garantendo una ulteriore evoluzione della sua super sportiva più amata”.
    In Maserati GT2 Stradale convergono un approfondito trasferimento tecnologico della performance più pura, tipica di un’auto da gara, unito alle doti intrinseche di MC20. La nuova super sportiva rievoca così stile e prestazioni racing, garantendo al contempo un feeling e un comfort ideali in ogni condizione di utilizzo, senza privarsi della migliore esperienza di guida su strada, tipica dell’offerta Maserati.
    Con una velocità superiore a 320 km/h, la potenza massima aumentata a 640 CV (10 CV in più rispetto a MC20), un peso alleggerito di 60kg, e l’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,8 secondi, Maserati GT2 Stradale promette sensazioni impareggiabili, prestazioni di livello superiore, grazie anche alla sofisticata aerodinamica, e un design accattivante ereditato dalla sorella da corsa.
    Al volante, la sensazione sarà quella di guidare una tra le più incredibili vetture da pista in circolazione, con la possibilità di goderne il meglio sulle strade del mondo.
    Fiore all’occhiello di Maserati GT2 Stradale sono l’ampia varietà di optional, la possibilità di personalizzazioni con pacchetti dedicati al miglioramento delle performance o alla ricerca di un’estetica più aggressiva, gli esclusivi contenuti Fuoriserie, e le configurazioni specifiche (disponibili a seconda del mercato).
    “Maserati GT2 Stradale è un prodotto unico, che raccoglie la migliore eredità sportiva del marchio e allo stesso tempo rappresenta l’evoluzione di una delle vetture più iconiche di Maserati, la halo car MC20 – afferma Davide Grasso, CEO di Maserati -. Questo modello dedicato alla guida di tutti i giorni nasce dalla volontà di offrire ai nostri clienti sempre di più in termini di maestria tecnica, innovazione, design ed emozioni nella guida su strada: da un lato ritroviamo soluzioni sofisticate riservate a modelli pensati per il solo utilizzo in pista, massima espressione del DNA racing di Maserati, dall’altro siamo in grado di garantire un comfort ottimale abbinato a tutti i sistemi di assistenza alla guida più avanzati. Maserati GT2 Stradale è un prodotto capace di soddisfare gli appassionati più esigenti, una nuova creazione che esprime tutta l’essenza del brand”.
    All’anteprima mondiale di Maserati GT2 Stradale a The Quail, erano presenti anche altre due spettacolari vetture del Tridente: MC20 Icona, al suo debutto in Nord America, e MCXtrema, protagonista a Laguna Seca in un evento dedicato alla consegna del primo esemplare della “belva” da pista di Maserati.
    Presentata a giungo di quest’anno, MC20 Icona è una serie speciale nata per celebrare il ventesimo anniversario del ritorno del marchio in pista nei campionati GT, con l’indimenticabile e vincente MC12. Prodotta in tiratura limitata di 20 esemplari, con la sua caratteristica livrea Bianco Audace Matte e Blu Stradale, MC20 Icona è un omaggio a una Maserati del passato amatissima dagli appassionati di auto di serie dall’indole agonistica, la MC12 Stradale del 2004: con il motore 12 cilindri di derivazione Ferrari, rappresentava Maserati nella sua forma prestazionale più estrema e fu creata per poter omologare il modello per le competizioni GT internazionali.
    Nel 2024 MCXtrema torna sul palco di The Quail dopo la global premiere del 2023 e si prepara a un altro evento esclusivo in occasione della consegna del primo dei 62 esemplari prodotti in tutto il mondo – il 18 agosto al WeatherTech Raceway Laguna Seca. Realizzata e omologata per il solo utilizzo in pista, con i suoi 740 CV di potenza e il design audace e ricercato, MCXtrema è stata fin da subito pensata come un prodotto fuori dagli schemi: una super sportiva dedicata a una clientela selezionata estremamente esigente in fatto di performance ed eccellenza tecnica. Maserati MCXtrema è oggi l’auto da pista più potente del marchio italiano, una vettura esaltante sotto tutti i punti di vista e destinata a dettare il passo per il futuro di Maserati, elevandone il suo spirito racing.

    – Foto ufficio stampa Maserati –

    (ITALPRESS).

  • Magenta, segnalazione da una lettrice: “Attenzione, c’è un tombino rotto in via Pusterla”

    Magenta, segnalazione da una lettrice: “Attenzione, c’è un tombino rotto in via Pusterla”

    Una lettrice ci avvisa di un problema in via Pusterla a Magenta e mette in guardia i cittadini da eventuali incidenti. Allo Stop di quella via c’è un tombino rotto e qualcuno, magari sbadatamente o mentre guarda il cellulare, potrebbe metterci il piede sopra e farsi male.

    Naturalmente sono stati già avvisati gli enti di competenza che interverranno per sistemarlo.

  • Magenta, odori nauseabondi a Pontenuovo: “Vogliamo sapere da dove provengono”

    Magenta, odori nauseabondi a Pontenuovo: “Vogliamo sapere da dove provengono”

    Odore nauseabondo ad intermittenza. Nella frazione magentina di Pontenuovo i residenti protestano per i continui miasmi che disturbano e creano disagi. I soggetti fragili, come Maria, soffrono a non finire. «Ho la gola irritata e gli occhi che lacrimano – commenta – non ne posso più». A dire il vero non c’è certezza sulla provenienza delle puzze degli ultimi giorni. E’ sempre Maria a dire che l’odore comincia ad avvertirsi lungo la Boffalora Malpensa, all’altezza di Marcallo con Casone e nel tratto finale verso Magenta. «Un paio di chilometri durante i quali trattengo il respiro – continua – ma l’altra sera lo stesso odore è arrivato anche a Pontenuovo».

    Tra Marcallo e Boffalora è in corso irrigazione del mais, quindi non viene lasciato il concime. Difficile, quindi, dire con certezza da dove provengano quegli odori. Forse miasmi provenienti dal depuratore. Miasmi concentrati che, con il caldo, emanano odore fortissimo. Di certo la frazione di Pontenuovo sta soffrendo da tempo memorabile situazioni di difficoltà, a cominciare proprio dall’inquinamento lasciato dai mezzi in transito lungo la statale 11 e da quello acustico. «In questi giorni è impossibile anche lasciare la finestra aperta», aggiunge Giuseppe. A farne le spese sono le persone anziane e chi soffre di patologie, come Maria che è sotto terapia costante per una malattia cronica che la affligge da anni. «La nostra frazione è invivibile – afferma – al momento si parla di qualche progetto per sistemare il degrado e di una ipotetica variante, ancora sulla carta, che toglierebbe una parte del traffico dalla frazione per spostarlo su Boffalora. Non mi pare proprio che si stiano adottando soluzioni adeguate e intanto a farne le spese siamo noi cittadini».

    I residenti della frazione vogliono certezze. «Ci piacerebbe – continua la donna – che nelle giornata con le puzze particolarmente forti ci sia una comunicazione ufficiale da parte delle autorità competenti che spieghi da dove provengano con certezza gli odori e se effettivamente si fanno i controlli per chiarire che non portano conseguenze alla salute, nemmeno per i soggetti fragili».

  • Milano, ruba borsa con insulina: arrestato peruviano

    Milano, ruba borsa con insulina: arrestato peruviano

    La Polizia di Stato a Milano ha arrestato un cittadino peruviano di 64 anni per tentato furto aggravato. Lunedi’ pomeriggio 12 agosto, gli agenti della sesta Sezione della Squadra Mobile milanese, nel corso di un servizio per il contrasto dei reati predatori, hanno notato in Piazza Cordusio un cittadino peruviano che, con fare sospetto, nelle vicinanze dei numerosi esercizi commerciali, osservava la clientela e i relativi effetti personali.

    Poco dopo l’uomo, sempre seguito e costantemente monitorato dai poliziotti, dopo aver percorso piu’ volte via Dante, e’ entrato in un negozio di calzature dove, approfittando del gran numero di clienti, si e’ seduto accanto a una turista norvegese che stava provando un paio di scarpe e che aveva appoggiato la propria borsa accanto a se’. A quel punto, approfittando delle circostanze favorevoli, l’uomo si e’ sfilato lo zaino dalle spalle e lo ha appoggiato sulla borsa della donna e, dopo averla avvolta completamente con estrema destrezza, si e’ alzato ed e’ uscito frettolosamente dal negozio. Gli agenti, che hanno assistito a tutta la scena, hanno bloccato il 64enne e restituito la refurtiva alla donna che, nel frattempo, si era accorta del grave furto subito in quanto all’interno della borsa aveva riposto l’insulina che porta sempre con se’.

  • Medio Oriente, Tajani “Sosteniamo gli sforzi per una tregua”

    Medio Oriente, Tajani “Sosteniamo gli sforzi per una tregua”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Insieme ai colleghi di Regno Unito, Germania e Francia sostengo gli sforzi di mediazione in corso di USA, Egitto e Qatar per accordo sul cessate il fuoco e su rilascio ostaggi. Non possiamo perdere tempo: lavoriamo insieme a tutti i paesi della regione per dare al M.O. prospettive di stabilità e pace”. Così su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
    “Regno Unito, Francia, Germania e Italia, sostengono fortemente gli sforzi di mediazione in corso da parte di Stati Uniti, Egitto e Qatar per concludere l’accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi e incoraggiati dall’approccio costruttivo adottato finora”, si legge nella dichiarazione dei ministri degli Esteri dei quattro Paesi, che prosegue: “Accogliamo con favore il fatto che il lavoro tecnico continuerà nei prossimi giorni, anche sulle disposizioni umanitarie e sugli accordi specifici relativi agli ostaggi e ai detenuti, e che gli alti funzionari si riuniranno nuovamente prima della fine della prossima settimana con l’obiettivo di concludere l’accordo. Esortiamo tutte le parti a continuare a impegnarsi in modo positivo e flessibile in questo processo. Sottolineiamo l’importanza di evitare qualsiasi escalation nella regione che possa minare le prospettive di pace. La posta in gioco è troppo alta”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Quel podio olimpico tutto cubano, ma senza bandiera né inno

    Quel podio olimpico tutto cubano, ma senza bandiera né inno

    Cos’hanno in comune Andy Diaz, Diaz Fortun e Pichardo? Oltre, ovviamente, ad essere tre formidabili triplisti e aver condiviso il podio olimpico di Parigi giusto qualche settimana fa? Sono cubani di nascita. In altre parole, il salto triplo maschile è affare di Cuba, l’isola ribelle che da decenni subisce la prepotenza occidentale per il solo fatto di ostinarsi a non chinare il capo davanti ai fautori del mondo unipolare. Pichardo, dei tre, è quello numericamente più titolato e vanta medaglie d’oro mondiali ed europee oltre, appunto, al recente argento parigino. Oggi, però, gareggia per il Portogallo. Diaz Fortun, invece, i suoi salti li esegue per la gloria spagnola e le due ultime competizioni importanti in ordine di tempo, Europei ed Olimpiadi, le ha messe in cascina entrambe.

    Infine, c’è Andy Diaz, a competere per casa Italia. Sì, perché, non più tardi del febbraio del 2023, il Ministro Piantedosi ha fatto in modo che gli fosse conferita la cittadinanza italiana e, pertanto, a Parigi ha fatto il suo esordio in maglia azzurra. Un esordio, appunto, di bronzo. Un passo indietro. Nell’estate del 2021, Andy Diaz, all’atto di salire sul volo per Tokyo – la sede delle penultime Olimpiadi – faceva perdere le sue tracce. Atterrò in Italia con destinazione Livorno. Il suo gancio è Fabrizio Donato, ex triplista anch’esso, pure lui medagliato. Ora sono le Fiamme Gialle ad assicurarsi i suoi servigi da atleta. Si sa, le medaglie fanno sempre gola. Così, Diaz va a rimpinguare un medagliere italiano già decisamente capiente che, a Parigi, per la spedizione azzurra significa Top Ten e per il CONI l’ovvio ritorno a trecentosessanta gradi.


    I tre saltatori sono quindi accomunati da un conseguenza della loro scelta di vita. Hanno beneficiato gratuitamente delle strutture sportive cubane e dei relativi tecnici per diventare campioni, salvo poi fare le fortune di nazioni che ne hanno acquistato la professionalità.

    Lecito, più o meno, ma senza dubbio di poca riconoscenza. Antipatico, pure, se si pensa alla fatica che costa alla Cuba poverissima il sacrificio di tenere viva una meravigliosa tradizione sportiva. Figlia della Rivoluzione e di un incrollabile desiderio di Fidel Castro, tutto in condizioni di embargo criminale a cui è sottoposta da decenni. ‘Bloqueo’, per dirla alla cubana, appoggiato dalle stesse nazioni che poi si assicurano la prestazione dell’atleta in cambio di benefici solitamente negati alle medesime latitudini a quelli che non eccellono nello sport. Non si può avere la controprova ma è assai probabile che i tre saltatori non sarebbero diventati tali qualora nati (poveri) altrove.

    Legge del mercato, mercificazione dell’uomo e, en passant, dello sport. In un periodo storico nel quale il pensiero egemone occidentale si adopera a demonizzare i confini dipinti alla stregua di catene, in un processo di liquefazione delle strutture sociali e di liberalizzazione selvaggia della circolazione di ogni cosa, uomini inclusi. Cuba, con mezzi economici pressoché azzerati e volontà commovente, è la nazione dell’America Latina con il maggior numero di medaglie olimpiche dopo il gigante brasiliano. Se non è un miracolo, poco ci manca. Tuttavia, prima della Rivoluzione in un paese alla mercé del malaffare, di sport per le strade nemmeno l’ombra. Castro e Guevara, al contrario, lo hanno sempre considerato un aspetto inscindibile dal resto della vita e fin da subito si posero il problema di garantire l’accesso allo sport all’intera popolazione. Ci riuscirono. Via gioco d’azzardo prostituzione e faccendieri; dentro campi da gioco e campioni. Forgiati, questi ultimi, dal socialismo cubano che ci fa così tanta paura.

    E pure da una Costituzione antesignana che, a riguardo, include proprio il Diritto allo sport tra i suoi articoli. Così, camminare per le città dall’Avana a Santiago, significa imbattersi in playground a perdita d’occhio e di diversa natura. Tutti gratuiti, tutti a disposizione delle scuole. E sempre parlando di scuola, è interessante ricordare che ogni bambino cubano ha il dovere di imparare a praticare uno sport di squadra e uno individuale di combattimento. Non a caso a Cuba nascono giganti come fu, per esempio, Teofilo Stevenson, l’imperituro pugile che rifiutò milioni di dollari per non mancare di rispetto a milioni di cubani che lo adoravano. Oppure come Mijain Lopez, l’uomo capace di vincere cinque ori olimpici in cinque edizioni diverse dei Giochi. Record mai raggiunto da nessun abitante del pianeta Terra, che se fosse nato a Miami anziché a Herradura avrebbe una visibilità e una fama da rockstar. Ma è cubano. Mijain, lottatore di professione, che non perde mai occasione per ringraziare la patria e i principi morali che la sorreggono per la possibilità di assurgere a leggenda che gli è stata concessa. Insomma, non è mica detto si debba necessariamente fare la scelta di crescere, imparare, usufruire e fuggire. A Cuba li chiamano disertori ma dalle nostre parti fa gioco propagandistico definirli esuli. Ma tant’è.

    “Abbiamo formato i nostri atleti per fargli servire il popolo, perché donino allegria, gloria e onore al popolo” ripeteva spesso Fidel Castro disquisendo di sport. Una frase, questa, paradigmatica di come Cuba concepisca lo sport quale lasciapassare per il benessere sociale e che plasticamente traduce il sentimento e l’orgoglio di un popolo intero. Sport uguale vita, ma solo se di tutti.

  • Conte “Napoli è in ricostruzione, prepariamoci a soffrire”

    Conte “Napoli è in ricostruzione, prepariamoci a soffrire”

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    NAPOLI (ITALPRESS) – “E’ da più di un mese che lavoriamo, mi soddisfa ciò che sto facendo con la squadra, ho trovato ragazzi che hanno voglia di lavorare, crescere singolarmente. Questo mi aiuta, mi dà entusiasmo. Sul mercato sapete benissimo che è molto complicato, dispiace. Argomentare? Che posso dire, è una situazione bloccata, complicata, non posso dire altro”. Lo ha affermato il tecnico del Napoli Antonio Conte nella conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato contro il Verona. “Il mantra nostro è di dare il 200%, dobbiamo andare oltre i nostri limiti, tutti, perchè è un momento critico per il Napoli, il presidente ha parlato di ricostruzione – ha aggiunto il mister degli azzurri – Io ho fatto le mie valutazione e gli do perfettamente ragione, c’è bisogno di una ricostruzione totale, dalle fondamenta. Una rosa che comunque mette sul mercato 10-12 giocatori, significa che c’è una ricostruzione in atto e come ogni ricostruzione serve pazienza, umiltà, anche dell’ambiente stesso, capire il momento ma non farci contagiare dall’entusiasmo”, ha spiegato ancora Conte. “Per l’Opta siamo fuori dalla Champions? Sono statistiche che tengono conto di alcuni parametri dell’anno scorso, in più alcuni sono andati via ed è stato semplice stilarla e mettere il Napoli ottavo. Penso questo. Poi i parametri cambiano di anno in anno, come le prestazioni, un pò tutto. Noi non dobbiamo pensare che l’anno scorso sia stato un caso, non è frutto di un caso, ve lo garantisco. Chi pensa sia stato frutto di sfortuna o altre situazioni, dico occhio che la classifica parla chiaro così come il distacco dalle altre, distacchi siderali. Chi pensa sia solo sfortuna è lontano dalla verità”, ha proseguito l’ex ct azzurro. “A che punto è la ricostruzione? Siamo all’inizio, alla base, dopo un mese (ride, ndr), oggi dire o fare pronostici… non mi sento proprio in grado. Dico solo che siamo in una fase e sarà un’annata dove dovremo prepararci a soffrire, tutti insieme, compatti, nella sofferenza dovremo essere uniti e dare il massimo”, ha concluso il coach salentino.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Meteo: in Lombardia marcata instabilità, poi torna l’afa

    Meteo: in Lombardia marcata instabilità, poi torna l’afa

    Fino a domani, una depressione sul Mediterraneo occidentale, in transito verso Est, lambisce la Lombardia determinando velature e instabilità per lo più pomeridiana a ridosso dei rilievi, in possibile sconfinamento occasionale anche alla Pianura. Lo si legge sul bollettino meteo di Arpa regionale.

    A partire da domenica, la discesa dall’Europa alla Penisola italiana della parte meridionale di una struttura depressionaria nordatlantica, determinerà marcata instabilità su tutta la regione fino a lunedì. Quindi probabili ritorno a tempo più stabile.

    Arriva quindi la pioggia, in particolare nel fine settimana, con abbassamento delle temperature, ma per mercoledì 21 agosto si prevede un ritorno del caldo. “Oggi avremo una giornata in prevalenza soleggiata con temperature in linea con il periodo e tra pomeriggio e sera non mancheranno alcuni temporali specie sulle zone montuose del Centro, in locale estensione fin verso le coste. – spiega all’Adnkronos il meteorologo Mattia Gussoni de ‘iLMeteo.it – Le condizioni meteo sono previste in deciso peggioramento nel corso del weekend, in particolare nella giornata di domenica 18, il passaggio di un ciclone alimentato da aria instabile in quota in discesa dal Nord Europa provocherà tanti temporali sulle regioni del Centro Nord con pure il rischio di grandinate a causa della tanta energia potenziale in gioco. Anche le temperature sono previste in deciso calo e si porteranno ben sotto le medie climatiche di riferimento”. “L’inizio della prossima settimana sarà ancora piuttosto instabile con il rischio di temporali – ha concluso Gussoni – Poi da mercoledì 21 agosto è attesa una nuova avanzata dell’anticiclone africano: quindi più sole e caldo di nuovo in aumento”.