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  • Italia da record a Parigi, con 71 medaglie superata Tokyo

    Italia da record a Parigi, con 71 medaglie superata Tokyo

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    di Sonia Arpaia
    PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – I ragazzi della staffetta 4×100 mista stile libero e Martina Caironi nei 100m T63. I loro sorrisi sono il simbolo della penultima e intensissima giornata di gare ai Giochi Paralimpici di Parigi2024. Sono loro a portare gli ultimi due ori della serata, dalla Paris La Defense Arena e dallo Stade de France, e a lanciare l’Italia oltre il record di Tokyo. Le medaglie azzurre sono 71, due in più rispetto a tre anni fa, gli ori ben 24, dieci in più rispetto alla Paralimpiade giapponese. A rendere questa giornata memorabile ci hanno pensato ancora una volta il ciclismo, l’immensa Sara Morganti, il nuoto azzurro da record, fino alla gara regin dell’atletica. Così mentre Stefano Raimondi, Giulia Terzi, Xenia Francesca Palazzo e Simone Barlaam festeggiavano la medaglia d’oro nella staffetta 4×100 mista stile libero e facevano risuonare per la sedicesima volta l’Inno di Mameli nell’arena parigina del nuoto, allo Stade de France partiva la finale dei 100m T63, che si è conclusa con urla di gioia e lacrime di disperazione.
    Martina Caironi si è presa l’oro già conquistato a Londra 2012 e Rio 2016, correndo in 14.16, suo migliore di stagione, ma le azzurre non sono riuscite a bissare la storica tripletta di Tokyo. In una serata “thriller”, Ambra Sabatini, campionessa paralimpica in carica, è caduta travolgendo anche Monica Contrafatto quando erano vicinissime al traguardo. “Sono ancora sotto choc, non ho capito bene cosa sia successo, stavo quasi toccando la linea del traguardo… Ne ho affrontate tante, affronterò anche questa: volevamo chiudere questa serata in bellezza, c’è dell’amaro adesso ma so che avrò altre opportunità e mi rimetterò sotto in vista di Los Angeles”, ha detto Sabatini a fine gara. “E’ incredibile, tutto può succedere e tutto è successo. Sto volando…”, ha detto la Caironi, che raggiunge così quota sette medaglie paralimpiche in quattro edizioni dei Giochi. In extremis, poi, è arrivata la notizia che la stessa Contrafatto è stata considerata terza e dunque medaglia di bronzo, a pari merito con la britannica Ndidikama Okoh.
    Tornando alla Defense Arena, la giornata conclusiva ha portato anche gli ori di Stefano Raimondi nei 200 misti, quinta medaglia per lui e quarta del metallo più prezioso, e di Alberto Amodeo nei 100 farfalla S7 che chiude così con due ori e un bronzo. Infine Giulia Terzi che, dopo il bronzo nei 100 e nei 400 stile libero S7, oggi ha centrato la tripletta con il bronzo nei 50 farfalla S7. “Volevo a tutti i costi tornare a casa con una medaglia ed invece sono tre. Sono grata alla mia famiglia e ai miei allenatori, senza loro nulla sarebbe stato fattibile”, ha detto l’azzurra, che nel febbraio scorso è diventata mamma del piccolo Edoardo, e ora festeggia assieme al compagno Stefano Raimondi una giornata memorabile. “Giulia e Stefano hanno fatto batterie, finali, medaglie oggi, io e Xenia abbiamo riposato stamattina, e dovevamo fare la magia tutti e quattro. La staffetta non si vince da soli e non si perde da soli, e noi l’abbiamo vinta tutti e quattro assieme in modo perfetto. E’ stato un modo incredibile di chiudere la Paralimpiade e forse la gara più emozionante di tutte”, ha concluso Stefano Barlaam dopo la staffetta.
    Nella prima parte di giornata sono arrivati due storici argenti, grazie all’immensa Sara Morganti che su Mariebelle ha conquistato l’argento nell’individual freestyle grado I, e a Federico Mestroni, Luca Mazzone e Mirko Testa che hanno portato a casa l’ottava medaglia del ciclismo con il secondo posto nel mixed team relay. “Dico sempre a me stessa che il miglior risultato a cui possa ambire è quello di migliorare me stessa e oggi con un bronzo nella prova tecnica e un argento in quella artistica credo di esserci riuscita. Dopo le due medaglie di Tokyo 2020 adesso provo grandi emozioni”, ha detto Sara Morganti. Una giornata memorabile che si era aperta con la visita del presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Sono molto contenta di essere qui, credo sia straordinario avere l’occasione di ringraziare questi atleti che ci stanno dando delle soddisfazioni straordinarie e sono un grande insegnamento per tutti gli italiani, perchè raccontano una cosa molto bella, che i più grandi limiti alla fine sono soprattutto nella nostra testa. Se abbiamo la forza di superarli possiamo scoprire cose che non avremmo immaginato”, ha detto la premier ospite a Casa Italia, dove ha pranzato con alcuni atleti e una parte della delegazione italiana, accolta dal presidente del Cip Luca Pancalli. Domani calerà il sipario sulle Paralimpiadi di Parigi: in gara solo gli azzurri della canoa nel bacino di Vaires-sur-Marne.
    – Foto CIP/Augusto Bizzi –
    (ITALPRESS).

  • Raduno di Lealtà e Azione, riceviamo e pubblichiamo la posizione della Comunità Pastorale di Magenta

    Raduno di Lealtà e Azione, riceviamo e pubblichiamo la posizione della Comunità Pastorale di Magenta

    Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato della Comunità Pastorale di Magenta in merito alla concessione degli spazi parrocchiali a Lealtà e Azione:

    In riferimento al raduno della associazione “Lealtà e Azione”, svoltosi in data odierna, la Comunità Pastorale di Magenta precisa che l’ospitalità data negli spazi dell’oratorio della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, a Pontenuovo di Magenta, è stata concessa in assoluta buona fede e, soprattutto, senza sapere preventivamente che a richiederla fosse un’associazione di matrice politica ben determinata.

    Purtroppo si è venuti a sapere troppo tardi chi fossero i richiedenti, i quali avevano inizialmente chiesto gli spazi parlando di una semplice festa: la stessa Comunità Pastorale ci tiene a precisare che, secondo una prassi consolidata, gli spazi oratoriali vengono infatti concessi per feste di compleanno o per iniziative di natura benefica e, comunque, mai per iniziative politiche di qualsiasi orientamento.

    Né l’ex parroco, don Giuseppe Marinoni, né il neo parroco, don Federico Papini, e neppure gli altri sacerdoti erano a conoscenza a conoscenza della reale natura dell’evento.

    Seppure con la consapevolezza che sia stata una leggerezza imperdonabile, la Comunità Pastorale si dissocia dall’evento in questione.

  • Milano, allerta meteo per domenica

    Milano, allerta meteo per domenica

    È previsto ancora maltempo su Milano, dopo le forti piogge di giovedì che hanno fatto esondare il Seveso e provocato disagi in città. Il Centro Funzionale Monitoraggio Rischi Naturali della Regione Lombardia ha emesso un avviso di criticità gialla, cioè ordinaria, per rischio temporali dalle 6 di domani, e idrogeologico e idrico dalle 12 di domani.

    Il Centro operativo comunale della Protezione civile è già attivo per il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e per coordinare gli eventuali interventi in città.

    Durante l’allerta meteo i cittadini sono invitati a non sostare nelle aree a rischio esondazione dei due fiumi e in prossimità dei sottopassi. Inoltre, il Comune ricorda di non sostare sotto e nelle vicinanze degli alberi e nei pressi di impalcature di cantieri, dehors e tende. È importante provvedere alla messa in sicurezza di oggetti e vasi sui balconi e di tutti i manufatti che possono essere spostati dalle intemperie.

  • Urso “L’industria 5.0 è un incentivo per le imprese”

    Urso “L’industria 5.0 è un incentivo per le imprese”

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    CERNOBBIO (ITALPRESS) – “La misura Industria 5,0 è importantissima in un momento così decisivo per fare un incentivo forte all’innovazione delle nostre imprese, a rendere più competitive sia per quanto riguarda l’utilizzo della tecnologia digitale sia per quanto riguarda la tecnologia green e l’efficientamento energetico e altrettanto per la formazione di personale”.
    Lo ha detto il ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso a margine dei lavori del Forum TEHA in corso a Villa d’Este a Cernobbio.
    “Industria 5.0 è la misura più importante e più innovativa che in questi mesi hanno messo in campo i Paesi europei e lo ha fatto l’Italia, perchè l’unica misura che mette insieme l’innovazione digitale con l’industria 4.0 e l’innovazione e l’efficientamento economico green, attraverso le risorse del Pnrr – ha aggiunto – Essendo parte delle risorse derivanti dal Pnrr, attraverso il Repower Eu, vanno assolutamente integrate entro il 2025, per essere rendicontate entro giugno 2026. Per questo un’eventuale proroga di questa misura va contrattata in sede europea, così come qualunque modifica alla misura come è stata realizzata va comunque comunicata alla commissione europea”.

    – Foto: Agenzia Fotogramma –

    (ITALPRESS).

  • Castano Primo: automobilista in fuga investe agente della Polizia locale

    Castano Primo: automobilista in fuga investe agente della Polizia locale

    Momenti concitati in piazza Mazzini a Castano Primo. Verso le 13 di oggi un automobilista ha parcheggiato di fronte al comando della Polizia locale. Naturalmente gli agenti sono subito intervenuti per sanzionarlo. L’automobilista aveva però della cocaina in auto e ha tentato la fuga investendo una donna, agente della Polizia locale di Castano. La sua fuga è durata poco perché si è subito schiantato contro l’auto della Polizia locale ed è stato bloccato.

    E’ giunto sul posto un equipaggio della Croce Azzurra di Buscate per soccorrere l’agente che ha riportato delle lesioni al collo e alla spalla destra. E’ stata trasferita al pronto soccorso di legnano in codice verde. Subito dopo sono arrivati anche i Carabinieri che hanno fermato l’uomo.

  • Bollate: “No al maxi data center ennesimo scempio per il territorio”. FN in campo

    Bollate: “No al maxi data center ennesimo scempio per il territorio”. FN in campo

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO “A Bollate la giunta comunale è pronta a dare l’autorizzazione per la costruzione di un data center. Tre volumi di 18 metri di altezza per una potenza elettrica impegnata di 180 MW, 60 generatori, cabina elettrica di trasformazione per una superficie occupata di 81000 mq .
    Un grosso passo falso per il sindaco Francesco Vassallo che da tempo ha abbracciato la filosofia green. Purtroppo in nome di questa esigenza, il più delle volte strumentalizzata, si abbatte un polmone verde che ha da sempre caratterizzato la zona, appunto il parco delle Groane.
    Ma a parte il preservare gli spazi verdi, questa opera non sarà costruita in aree dismesse come suggerito dalle linee guida regionali ma in centri abitati, Cassina Nuova e Cascina del Sole, frazioni di Bollate, a due passi da una scuola media e una materna e alla distanza minima dalle abitazioni di 67 metri.
    La presunzione del primo cittadino e il menefreghismo che ormai mostra verso i cittadini di cui dovrebbe difendere gli interessi sono ormai evidenti.

    Ennesima pugnalata che i cassinanovesi ricevono dopo essersi ritrovati anche un sito di stoccaggio di rifiuti solidi pericolosi costruito nel comune adiacente ma che entra come un pugnale nel territorio bollatese. Opera che non mantiene le distanze ma a cui, anche questa volta, è stata data autorizzazione.

    La decisione di autorizzare la costruzione del dc in barba al buon senso e al green, l’incuranza del dissenso popolare ha niente a che vedere con i 5 milioni di euro che entrerebbero nelle casse comunali e di cui solo 2.5 milioni impiegati per riqualifica del territorio?

    Non ci è dato sapere e poco a questo punto interessa. Di certo è che i cassinanovesi non intendono più trovarsi l’ennesimo scempio in nome di un benessere comune che benefici non ne ha visto che queste strutture sono definite energivore. Inoltre in più paesi si sta dicendo no per le enormi quantità di calore emesse e per eventuali effetti sulla salute per l’elettromagnetismo.

    Noi di Cassina Nuova intraprenderemo ogni azione possibile e legale, dalla raccolta firme già in atto a presidi e manifestazioni in supporto al dissenso che già Città Metropolitana e ATS esprimono a riguardo.
    Come coordinatore provinciale di Forza Nuova e soprattutto cittadina di Bollate posso solo esprimere enorme sdegno per l’ennesima riprova che il volere dei cittadini è surclassato dagli interessi personali”.

    Maria Federico Coordinatore Provinciale di Forza Nuova

  • Imprese e tecnologia, uno studio “Necessario new deal delle competenze”

    Imprese e tecnologia, uno studio “Necessario new deal delle competenze”

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    CERNOBBIO (COMO) (ITALPRESS) – Nel mondo è in corso una vera e propria rivoluzione industriale data dall’integrazione pervasiva delle tecnologie digitali in azienda, che oggi accelera ulteriormente grazie all’intelligenza artificiale. Questa centralità di tecnologia e innovazione rende necessario sviluppare un nuovo paradigma nella relazione tra uomo e tecnologia: la società 5.0, dove la tecnologia non è più un qualcosa che sostituisce, ma diventa un abilitatore di nuovi modelli di cittadinanza e lavoro che vedano l’individuo al centro.
    In questo contesto, la chiave per la competitività è l’innovazione, che è a sua volta alimentata dalle competenze. E’ questo il principio che ha guidato la realizzazione dello Studio “Italia 5.0: le competenze del futuro per lo sviluppo dell’innovazione nell’epoca dell’intelligenza artificiale in Italia e in Ue”, elaborato da TEHA Group in collaborazione con Philip Morris Italia, presentato oggi nell’ambito della 50esima edizione del Forum di The European House – Ambrosetti, in una conferenza stampa cui hanno preso parte Massimo Andolina (Presidente Regione Europea, Philip Morris International), Marco Hannappel (Presidente e Amministratore Delegato, Philip Morris Italia – VP South West Europe Cluster) e l’Advisor scientifico e portavoce dell’iniziativa Giorgio Metta (Direttore Scientifico, Istituto Italiano di Tecnologia).
    La ricerca si è posta l’obiettivo di definire gli elementi per un New Deal delle competenze per trasformare il nostro Paese in un’Italia 5.0 – in grado di cogliere da protagonista tutti i benefici derivanti da innovazione, digitalizzazione e nuove tecnologie – che rappresenti anche un modello da esportare a livello europeo. Lo studio ha fatto leva su un’ampia attività di stakeholder engagement, che ha visto la partecipazione di oltre 10 vertici di imprese, delle istituzioni e delle associazioni di categoria in interviste riservate, nonchè il coinvolgimento di oltre 450 imprese da 4 Paesi UE (Italia, Germania, Francia, Spagna) in una survey, somministrata in collaborazione con Coldiretti, per misurare digitalizzazione e competenze nei settori agricolo e manifatturiero.
    Secondo Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di TEHA Group e The European House – Ambrosetti, “per cogliere appieno le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale, è chiave per l’Italia muoversi verso un nuovo paradigma di dispiegamento tecnologico: quello della Società 5.0. Per costruire un’Italia 5.0 è strategico il ruolo delle aziende capofiliera: l’Italia è infatti un Paese di PMI, che generano il 48% del valore aggiunto del Paese e impiegano il 57% degli occupati, ma sono più in difficoltà rispetto a digitalizzazione e competenze, per cui è necessario il ruolo di stimolo della grande impresa. Inoltre, le competenze sono chiave, soprattutto per cogliere i benefici dell’intelligenza artificiale: il Paese è in ritardo, serve un Piano Marshall delle competenze”.
    “La ricerca conferma – anche con le testimonianze dirette provenienti dal mondo delle aziende – che il capitale umano è oggi l’elemento chiave della competitività delle imprese e della crescita dell’economia, elemento ulteriormente valorizzato dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale”, ha sottolineato l’Advisor scientifico dell’iniziativa Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia. “l’Italia è un Paese di eccellenze anche nella ricerca e nell’istruzione. Tuttavia, l’Italia ha un problema di scala sulle competenze: nonostante le eccellenze, l’Italia sconta un ritardo sistemico sulle competenze digitali, sia di base che avanzate: mancano infatti 15 milioni di cittadini da alfabetizzare al digitale, aumentare gli iscritti a corsi di laurea ICT e agli ITS e puntare sulla formazione continua”.
    Per Massimo Andolina, Presidente Regione Europea di Philip Morris International, “L’ambizione dell’Italia può e deve essere quella di abbracciare un nuovo paradigma di sviluppo per posizionarsi come modello da esportare in Europa. Per colmare il gap di competenze digitali occorre partire dalle esperienze più virtuose e da una collaborazione pubblico-privato di tipo strutturato. In questo momento storico è fondamentale, da una parte, tenere il passo dell’innovazione, guidandola, per mantenere alta la competitività;
    dall’altra parte garantire il più ampio accesso possibile a percorsi di formazione all’avanguardia, che accompagnino i professionisti lungo il loro intero percorso in azienda”.
    Secondo Marco Hannappel, Presidente e AD di Philip Morris Italia, “L’esperienza di Philip Morris Italia è emblematica: grazie alle competenze all’avanguardia della nostra filiera integrata – che oggi coinvolge oltre 41.000 persone e più di 8000 imprese – abbiamo costruito negli anni un modello di business invidiato in tutto il mondo, il cui principale driver è sempre stato la capacità di innovare. I dati oggi mostrano i frutti di questo percorso virtuoso e quanto il ruolo di capofiliera sia essenziale, in particolare nel mondo agricolo: grazie agli accordi di programma sottoscritti negli anni da Philip Morris con il Ministero dell’Agricoltura e con Coldiretti, gli agricoltori aderenti all’iniziativa mostrano dati sull’innovazione sensibilmente migliori rispetto alla media Italiana ed Europea: l’89% di tali aziende dichiara di aver realizzato o di avere in corso progetti agritech rispetto al 46% della media italiana e al 77% della media UE.” Sulla base delle prospettive emerse dallo studio, sono state elaborate 5 proposte chiave per lanciare il New Deal delle competenze per un’Italia 5.0: Formazione in ingresso; Formazione permanente; Digitalizzazione delle Piccole e Medie Imprese; per dimensione economica, impatto occupazione e propensione all’innovazione, la presenza di un’impresa capofiliera è determinante per la digitalizzazione di tutte le altre aziende coinvolte nella filiera; Collaborazione pubblico-privato.

    Foto: ufficio stampa Philip Morris Italia

    (ITALPRESS).

  • Legnano, domenica 8 il Mercato Contadino di Slow Food

    Legnano, domenica 8 il Mercato Contadino di Slow Food

    Domenica 8 settembre avremo la nuova edizione del Mercato Contadino a Legnano in Piazza Mercato dalle 9 alle 13 . Il Mercato Contadino nasce dalla collaborazione tra Slow Food Legnano ed il Comune di Legnano sull’esempio dei mercati di Busto Arsizio, San Giorgio su Legnano, Villa Cortese, Nerviano e Cantalupo.

    L’iniziativa consiste in un mercato di prodotti agricoli del territorio previsto per ogni seconda domenica del mese . Si potranno acquistare prodotti di stagione direttamente dai produttori che metteranno in esposizione le tantissime bontà prodotte localmente . Nel mercato si potranno trovare salumi, pane e dolci, pasta fresca, miele, formaggi, vino, riso ed altri prodotti alimentari come olio, farine e verdure di stagione . Il Mercato Contadino è una grande opportunità di incontro con produttori che hanno deciso di non essere coinvolti nella grande distribuzione e di poter colloquiare con l’utente finale per condividere proposte alternative di distribuzione degli alimenti tramite i mercati contadini mensili. I mercati a chilometro zero diffondono e favoriscono lo scambio tra consumatori e produttori informazioni utili in tema di educazione alimentare e corretti stili di vita. Il Mercato Contadino vuole valorizzare i prodotti locali e salvaguardare la storia e la cultura alimentare di una comunità , nonché il paesaggio e il territorio per stimolare la biodiversità e la stagionalità.

    Durante il Mercato Contadino saranno presenti gli amici di Girolibri Legnano con molti libri di cucina a disposizione gratuita.

    I produttori presenti partecipano anche ai Mercati di Villa Cortese (primo sabato del mese in Piazza della Quercia ), di Cantalupo ( prima domenica del mese in Piazza Don Carlo Bianchi) ,di San Giorgio su Legnano ( terzo sabato del mese in Piazza Mazzini) , Busto Arsizio ( terza domenica del mese nel Parco Comerio) e Nerviano (quarta domenica del mese in Piazza Chiesa Colorina) . Tutti i mercati sono presenti sulla pagina Facebook “Mercati Contadini Alto Milanese” dove si possono trovare aggiornamenti.

  • Milano, 2471 donne vittime di violenza

    Milano, 2471 donne vittime di violenza

    Sono 2.471 le donne che nel 2023 si sono rivolte ai centri della Rete antiviolenza coordinata dal Comune di Milano, numeri in aumento rispetto al 2022 quando erano 2.147 le donne che si erano rivolte a strutture convenzionate per uscire da una situazione di violenza.

    La rete è composta da 14 soggetti che gestiscono 9 centri antiviolenza e 9 case rifugio dove, con il supporto delle operatrici, tutte donne, è possibile trovare ascolto, attraverso colloqui telefonici o in sede, supporto psicologico, orientamento legale civile e penale, assistenza sanitaria. ”I dati in aumento – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé – ci dicono che la strada è ancora lunga ed è necessario che le istituzioni siano in prima fila per costruire e diffondere una vera e propria cultura del rispetto che intervenga a prevenzione. La Rete antiviolenza che abbiamo costruito insieme a tante realtà cittadine e che ogni anno finanziamo con oltre 800mila euro, è impegnata non solo nell’offrire accoglienza e orientamento, ma anche nella promozione di questa consapevolezza”

  • La regia di Sara, le barricate di Andrea: lo Slam è servito a New York

    La regia di Sara, le barricate di Andrea: lo Slam è servito a New York

    Molti diranno, storcendo il naso, che è solo il doppio misto. Dall’alto del loro divano, come se vincere una competizione comunque elitaria fosse roba da tutti i giorni. Infatti, fino a ieri, una coppia interamente azzurra mai era arrivata a tanto. Dove, invece, hanno messo le mani Sara Errani e Andrea Vavassori, bravi a disporre della coppia di casa composta da Townsend e Young, quest’ultimo all’ultima partita di una carriera che quindici anni fa prometteva assai più di quanto poi abbia capitalizzato, per aggiudicarsi lo Slam newyorkese.

    E se per Sarita non è certo una novità, lei che in bacheca i Major di doppio li ha piazzati tutti, per Wave si tratta di una prima assoluta, dopo aver sfiorato il bersaglio grosso con l’amico Bolelli sia in Australia che a Parigi. Così, l’Italtennis può adesso annoverare un nuovo campione Slam come Andrea. Di Errani c’è davvero poco da dire, se non che oggi la coppia di doppio più forte al mondo è sempre composta da lei più un partner a scelta. Olimpionica con Jasmine Paolini, regina degli Us Open con Andrea Vavassori. Giocatrice straordinaria già un ventennio fa, Sara non ha mai smesso di lavorare sodo per aggiungere, ogni volta, qualcosa di nuovo al suo gioco. Oggi, per dirne una, non c’è collega in circolazione che abbia la stessa sua competenza nel gioco di volo. Due parole in più le merita, invece, Andrea, che al grande tennis si è affacciato relativamente tardi, quando in lui erano rimasti in pochi a crederci. Fino ad un anno fa, le sue comparsate nel circuito maggiore si contavano sulle dita di una mano perché il suo status era quello di giocatore da Challenger. Purgatorio tennistico dove ogni boccone di pane duro costa una fatica bestiale e una vittoria può valere sì e no una manciata di euro. Un tritacarne feroce. Poi la svolta: qualche bel risultato in ATP, il tabellone principale del Roland Garros e due turni superati, qualche scalpo interessante. Tuttavia, che fosse depositario di un tennis di qualità era noto da tempo, tanto che i più romantici parlavano di lui simpaticamente come del Rafter italiano, fatti i sacrosanti paragoni.

    Un gioco antico, il suo. Dici Wave e pensi ad un assalto all’arma bianca del fortino, con la conquista della rete quale identitaria ragione di vita tennistica. Come una volta, come non si fa più. Rovescio ad una mano quale cifra stilistica che più azzeccata non si può e relativa competenza nell’uso delle rotazioni, con il taglio indietro a suonare la musica degli albori. Dritto ficcante perché colpito praticamente piatto ed efficace sia sulle traiettorie classiche che a ventaglio, ciò a denotare una certa mobilità. Il servizio, poi, è robusto e sufficientemente vario, ottimo lasciapassare per l’approccio a rete e fonte di un buon numero di punti diretti. E poi c’è la volée, il suo esercizio più confortevole. Somma di riflessi, posizionamento e tocco. Un tuffo nel passato, in un tennis che ha ceduto il passo agli stereotipi attuali, sparagnini e troppo spesso noiosi; tennis che Wave prova a far sopravvivere.

    Degna spalla di una gigantesca Errani che, infatti, lo adora e non ne fa mistero. Tornando al match di ieri, si è assistito all’esibizione di due ottimi doppista, un docente universitario in gonnella e di uno, al contrario, decisamente improvvisato come Young e ciò ha finito per indirizzare le sorti del risultato. Townsend, la sua compagna, ha provato a caricarlo sulle sue spalle ma non le è stato sufficiente, un deficit di competenza troppo grande da colmare anche per una giocatrice della sua specifica bravura nell’arte del doppio. In casa azzurra, la sapiente regia di Sara ha potuto beneficiare di un Andrea in versione portiere, capace di innalzare un muro praticamente insormontabile per il duo di casa. Nel soccer, il sodalizio sarebbe quello di Pirlo e Buffon dell’annata 2006. Due set comunque combattuti e dallo score tirato, ma la netta sensazione che gli azzurri mai avrebbero potuto perdere la partita. Così è stato.

    E’ doveroso sottolineare ancora una volta l’eccezionalità di questo periodo storico in casa Italia. Dove la presenza di uno o più connazionali nelle fasi conclusive di un Major è ormai la radicata consuetudine. Non di solo Jannik, dunque, vive il tennis di casa nostra: dopo decenni di vacche magre è arrivato per noi il tempo di passare all’incasso. Birra ghiacciata e tivù sintonizzata.. la magia continua.