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  • Orban illude il Verona, il Bologna rimonta e vince 2-3

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    VERONA (ITALPRESS) – VERONA (ITALPRESS) – Dopo sette gare si sblocca il Bologna che sconfigge 3-2 un combattivo Verona. Gli scaligeri passano in vantaggio con Orban, si fanno rimontare (Orsolini, Odgaard e Castro), accorciano per l’autorete di Freuler e sfiorano il pari nel finale: Zanetti e i suoi, dunque, continuano ad accumulare buone prove e tanti rimpianti. Per entrambe le squadre questo match ha un’importanza capitale e, dunque, nei primi minuti regna la tensione al Bentegodi. Nasce anche da questo nervosismo la rete dell’Hellas Verona, con un’azione che parte da un errore rossoblù e dal coast-to-coast di Bernede. Il francese si fa quaranta metri palla al piede e aziona Orban, che sorprende Ravaglia calciando sul palo lungo e spiazzandolo. Siamo dunque sull’1-0 per i gialloblù che, però si disuniscono e vengono puniti nella mezz’ora seguente. Proprio Orban sbaglia l’intervento difensivo su Orsolini, che rientra sul sinistro e trova un eurogol: pallone al sette da posizione impossibile, al 21′ è 1-1. La partita ha cambiato definitivamente volto e domina il Bologna, che ribalta il risultato al 29′ con Odgaard, autore di una rasoiata dal limite sull’assist di Dominguez.
    C’è un protagonista argentino anche nel tris, con la grande giocata di Castro, che tira al volo e beffa Montipò con una sassata che si stampa sulla traversa ed entra in rete. Si va dunque al riposo sul 3-1 per il Bologna e Zanetti reagisce subito, con tre cambi nei primi dieci minuti nella ripresa. Non lascia il campo solo l’ammonito Unai Nùñez, annichilito da Dominguez, e si passa al tridente: Giovane affianca Sarr e Orban. Il Bologna prova controllare e l’Hellas, dopo qualche minuto di assestamento, va all’assalto. Il caos calmo generato dal tridente gialloblù porta al gol che riapre la sfida, con l’autorete di Freuler sul tiro-cross di Orban (71′), e non solo. Passano pochi minuti e, infatti, gli scaligeri sfiorano anche il clamoroso pari in mischia: Ravaglia si supera, doppia occasione sfumata per Sarr e Gagliardini. Nel finale entra anche Mosquera, ma l’assedio gialloblù non ha esito. Vince il Bologna, che sale a quota 30 punti e scavalca la Lazio: dopo 54 giorni vincono i rossoblù, ora a -1 dal settimo posto. Sempre ultimo, invece, il Verona a quota 13 punti e in tandem col Pisa. La salvezza ne dista quattro e, ora, la panchina di Zanetti torna a scaldarsi…
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Faccia da Alba Parietti e lo sgabello dei sogni. Di Max Moletti

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “C’era un’Italia, quella degli anni Novanta, che non conosceva ancora la bulimia digitale del calcio moderno. Era l’Italia del “13” inseguito sulla schedina, delle radioline incollate all’orecchio e di una televisione che non era solo un elettrodomestico, ma un rito liturgico collettivo. In quel 1990, mentre le “Notti Magiche” di Schillaci facevano sognare i tifosi, un altro gol veniva segnato, ma lontano dai campi di gioco. Il campo era lo studio di Galagol, il pallone era lo sguardo del pubblico e la fuoriclasse assoluta era lei: Alba Parietti.

    L’Estate dello Sgabello
    Mentre la TV di Stato manteneva il rigore della cronaca, su Tele Montecarlo esplodeva un fenomeno di costume destinato a riscrivere le regole del sex-symbol mediterraneo. Alba, statuaria bellezza piemontese prossima ai trent’anni, divenne la vera vincitrice morale di quel Mondiale. Non era solo una presenza: era un’apparizione. Seduta su quello sgabello diventato leggenda, con le gambe accavallate ad arte, Alba non si limitava a condurre; governava l’immaginario maschile di un’intera nazione.

    Oltre l’Estetica: Un’Icona di Personalità
    Sarebbe riduttivo, però, fermarsi alla perfezione delle sue linee. La forza di Alba risiedeva nel contrasto: un fisico accattivante e prorompente abbinato a una personalità tagliente, un’intelligenza pronta e un’ironia capace di tenere testa ai giganti del giornalismo sportivo. Fu un fulmine a ciel sereno, un arcobaleno di gioia per milioni di “maschietti” che, improvvisamente, scoprirono che il calcio poteva avere il profumo di una diva.

    Il Tramonto del Tubo Catodico
    Ricordiamo quegli anni con una nostalgia dolce-amara. Era un’epoca in cui ogni canale offriva una Diva, una bellezza divina che non cambiava la vita, ma la rendeva certamente più luminosa per la durata di una trasmissione. Dalla piscina di Urka con la sua micro-gonna — un capolavoro per gli occhi che ha costretto molti di noi a inforcare gli occhiali per non perdere un dettaglio — fino alle provocazioni cinematografiche di fine decennio, Alba ha incarnato la sensualità naturale e invadente di un’Italia che sapeva ancora sognare.

    Non abbiamo alzato la Coppa del Mondo in quell’estate italiana, è vero. Ma abbiamo vinto la visione delle gambe più belle di Torino e di una regina che, dallo sgabello di Galagol, ci ha insegnato cos’era il fascino ai tempi del tubo catodico”.

  • Trump incontra Machado alla Casa Bianca

    ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

    WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Alla Casa Bianca il presidente americano Donald Trump ha incontrato  la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, premio Nobel per la pace. Il bilaterale, chiuso alla stampa, è arrivato meno di due settimane dopo che le forze statunitensi hanno catturato l’ex presidente Nicolás Maduro e sua moglie a Caracas e li hanno portati a New York per rispondere di accuse di traffico di droga.

    Machado ha scelto di non rispondere alle domande dei giornalisti della Casa Bianca innmerito al suo incontro con Trump , o se gli aveva conferito il premio Nobel per la pace. Secondo la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, Trump ha accolto Machado come “una voce notevole e coraggiosa” pur mantenendo una valutazione “realistica” sulla sua capacità di guidare il Venezuela. Il presidente ha ribadito l’impegno degli Stati Uniti a sostenere stabilità e sicurezza nel paese, senza un endorsement diretto alla leadership di Machado.

    L’incontro coincide con la preparazione del presidente ad interim Delcy Rodríguez, già vicepresidente di Maduro, al suo primo discorso sullo stato dell’unione venezuelano dopo il rovesciamento di Maduro. La Casa Bianca ha confermato l’intenzione di mantenere contatti regolari con Rodríguez e altri rappresentanti venezuelani, mentre il dibattito sulla transizione politica rimane al centro delle priorità diplomatiche di Washington.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Milano. “Figura Forma” una mostra dedicata a Rachele Bianchi nel centenario della nascita

    Milano. “Figura Forma” una mostra dedicata a Rachele Bianchi nel centenario della nascita

    Sculture, bassorilievi, dipinti per un totale di 1600 opere, lasciate dalla scultrice e pittrice autodidatta Rachele Bianchi, la cui poetica è imperniata sulla figura femminile. Per questo, in occasione del centenario della sua nascita Regione Lombardia le dedica una mostra a Palazzo Pirelli dal 14 gennaio al 6 febbraio 2026.

    Rachele Bianchi (Milano, 1925–2018) è stata una scultrice e pittrice che ha sviluppato un linguaggio originale fondato sui suoi iconici «Personaggi», figure simboliche che affrontano temi come identità femminile, memoria e sacralità. Attiva dalla Milano del dopoguerra agli anni Duemila, ha lavorato con bronzo, terracotta, marmo e ceramica.

    La sua scultura Personaggio, collocata in via Vittor Pisani, è la prima opera pubblica della città realizzata da una donna e dedicata alle donne e rappresenta un simbolo di inclusione e uguaglianza. Inoltre, in Lombardia sono presenti altre 13 opere , in spazi pubblici , che raffigurano la figura femminile.

    Dal 2019 il suo nome è al Famedio di Milano quale riconoscimento del suo contributo artistico e sociale per aver lasciato un’impronta nella cultura e nella storia della città. Rachele Bianchi ha contribuito a ridefinire il ruolo della donna nell’arte del XX secolo, lasciando un segno nella cultura italiana. La mostra ripercorre settant’anni di inesauribile ricerca artistica, offrendo un viaggio immersivo attraverso l’evoluzione del linguaggio di Rachele Bianchi e della profondità dei temi che hanno segnato l’intera produzione dell’artista.

    Il percorso espositivo comprende una sala di highlights, dove quattro opere emblematiche sintetizzano la complessità del suo universo creativo. Una sezione intima introduce invece alla dimensione privata di Rachele Bianchi: pagelle, lettere, schizzi preparatori, fotografie e appunti d’archivio compongono un racconto che permette di “sfogliare” il suo vissuto quotidiano, poi una sezione dedicata ai disegni degli anni Cinquanta, in cui il tratto essenziale della matita rivela lo studio del corpo femminile nel dopoguerra. Infine, una sezione conclusiva è dedicata alle tele degli anni Duemila.

    Manuelita Lupo

  • Nuova intesa ACI-ANGLAT per migliorare LA mobilità DELLE persone con disabilità

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Iniziative, progetti, servizi e attività finalizzati a migliorare la mobilità delle persone con disabilità, con particolare attenzione a viabilità, guida e sosta; promozione di iniziative e progetti a carattere nazionale; sviluppo di sinergie operative per migliorare i servizi offerti sul territorio, attraverso la messa a disposizione delle rispettive sedi territoriali e delle reti formali e informali; convenzioni e accordi attuativi per la realizzazione di progetti, attività e servizi rivolti alle persone con disabilità e ai loro familiari; iniziative, seminari e corsi di informazione e formazione su mobilità, guida, trasporto, turismo e sport; studi, ricerche, pubblicazioni e materiali divulgativi negli ambiti di interesse comune; sviluppo congiunto, presso le autoscuole ACI, di un iter semplificato per il conseguimento, la riclassificazione o il rinnovo della patente di guida B speciale, attraverso la promozione del C.S.I.M.A. (Centro Superiore Integrato Mobilità Accessibile) e l’utilizzo di strumenti avanzati – quali valutazioni delle capacità motorie residue e simulatori di guida multiadattati – fondamentali nel percorso propedeutico alla patente speciale. Sono questi, in estrema sintesi, i punti salienti del protocollo d’intesa triennale siglato, oggi, tra ACI – Automobile Club d’Italia – e ANGLAT – Associazione Nazionale Guida Legislazioni Autonomie Trasporti per le persone con disabilità – per unire cultura, visione, esperienze e conoscenze nel migliorare la qualità della mobilità delle persone con disabilità e ai loro famigliari.
    “La firma di questo accordo – ha detto il presidente ANGLAT, Claudio Puppo – riveste particolare importanza, perchè rafforza l’impegno che ANGLAT porta avanti da quarantacinque anni per promuovere una mobilità che sia strumento concreto di autonomia, dignità e piena partecipazione alla vita sociale. La collaborazione con le scuole guida della rete ACI – Ready2Go permetterà a un numero sempre maggiore di persone con disabilità di accedere al percorso per il conseguimento o la riclassificazione della patente speciale. Allo stesso tempo, la sinergia tra ANGLAT e il Pubblico Registro Automobilistico sarà fondamentale per supportare gli incontri formativi promossi dalla direzione PRA e per superare le criticità legate al riconoscimento e alla concessione dei benefici fiscali, quali riduzione o esenzione dall’ Imposta Provinciale di Trascrizione e dal bollo di circolazione. L’obiettivo è semplificare le procedure a beneficio diretto delle persone con disabilità”.
    “Questo protocollo d’intesa – ha dichiarato il Commissario Straordinario ACI, Gen. Tullio Del Sette – rappresenta un importante passo concreto verso una mobilità realmente accessibile e inclusiva. L’Automobile Club d’Italia conferma così il proprio impegno istituzionale nel garantire pari opportunità, sicurezza e autonomia alle persone con disabilità, valorizzando competenze, strumenti avanzati e una rete territoriale capillare. L’accordo con ANGLAT rafforza una visione di mobilità come diritto fondamentale, da tutelare e sviluppare con serietà, competenza e responsabilità”.
    “Con questo accordo – ha sottolineato il Presidente eletto di ACI, Geronimo La Russa – l’ACI conferma il proprio impegno al servizio di una mobilità moderna, equa e realmente accessibile. L’inclusione non è un principio astratto, ma un obiettivo fondamentale da realizzare attraverso scelte operative precise, investimenti in formazione e innovazione e strumenti capaci di trasformare i diritti in opportunità effettive. Percorsi come quelli dedicati alla patente speciale rappresentano un esempio di come l’ACI intenda continuare a svolgere un ruolo attivo e responsabile nella costruzione di una mobilità più giusta, più sicura e sempre più attenta alle persone”.

    foto: ufficio stampa ACI

    (ITALPRESS).

  • A Canegrate il 18 gennaio ‘Cross per Tutti’

    A Canegrate il 18 gennaio ‘Cross per Tutti’

    Domenica 18 gennaio Canegrate sarà una delle capitali della corsa campestre lombarda con la tappa del Cross per Tutti, circuito che anche per questa edizione sta facendo registrare numeri importanti. A pochi giorni dal via, infatti, gli iscritti complessivi al circuito hanno già superato quota 2.500, confermando il grande interesse attorno a una manifestazione che unisce sport, territorio e partecipazione.

    Il ritrovo è fissato alle ore 8 al centro sportivo “Sandro Pertini” di via Terni, dove saranno allestiti anche un ristorante e un bar a servizio di atleti e accompagnatori. Il primo via scatterà alle 9 del mattino. «In totale sono previste 22 gare con tutte le categorie della federazione – spiega Umberto Scordamaglia, segretario dell’Atletica PAR Canegrate e responsabile organizzativo di tappa –. Il primo via verrà dato alle 9 di mattina. Lo scorso anno erano oltre 2.000 gli atleti all’arrivo a Canegrate. Ad oggi gli iscritti al circuito hanno passato i 2.500».

    Le gare si svolgeranno nei prati di Canegrate, attraversando anche il boschetto del Parco del Roccolo, duramente colpito dalla tempesta del 2023 ma oggi nuovamente fruibile grazie agli interventi di pulizia e recupero. «Abbiamo un tracciato diviso in due: una parte sul prato e un’altra all’interno del boschetto del Parco del Roccolo, che è stato pesantemente colpito nel 2023 – prosegue Scordamaglia –. L’area in questi anni è stata ripulita e si stanno creando percorsi sportivi permanenti». Un passaggio che restituisce valore sportivo e simbolico a un’area verde centrale per il territorio.

    La tappa ha il patrocinio del Comune di Canegrate e il sostegno della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

    «La grande partecipazione che il Cross per Tutti continua a registrare dimostra quanto lo sport sia capace di coinvolgere persone di tutte le età e di creare un forte senso di appartenenza, è l’esempio concreto di come lo sport possa diventare espressione autentica del territorio e delle sue comunità – afferma Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate –. Gare come questa valorizzano luoghi, associazioni e volontariato, creando occasioni di incontro e partecipazione che vanno oltre l’aspetto agonistico. La corsa campestre è una disciplina che insegna il valore dell’impegno, della perseveranza e del rispetto, non solo delle regole ma anche degli avversari e dell’ambiente, valori fondanti anche del nostro modo di fare banca».

    Il percorso di gara, lungo due chilometri, è stato disegnato per esaltare tutte le caratteristiche della corsa campestre. Il primo tratto, interamente in erba, consente di spingere sull’acceleratore, con ripartenze tecniche che metteranno alla prova ritmo e reattività degli atleti. La seconda parte, di circa 800 metri, propone invece saliscendi e cambi di direzione continui, apparentemente scorrevoli ma in grado di segnare le gambe, soprattutto con il passare delle gare. Fango, freddo e fatica non mancheranno, così come lo spirito autentico del cross, quello che “fa divertire soffrendo”. La compattezza del circuito offrirà inoltre numerosi punti di osservazione, garantendo spettacolo anche per il pubblico.

    Il circuito Cross per Tutti è promosso da Atletica Cesano, GSA Brugherio, Atletica Cinisello, EuroAtletica 2002, Polisportiva Team Brianza Lissone e Atletica PAR Canegrate ed è riservato agli atleti delle categorie Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi, Junior, Promesse e Senior, maschili e femminili, tesserati per l’anno 2025 alla FIDAL, agli Enti di Promozione Sportiva convenzionati e ai possessori di RUNCARD.

    Dopo Canegrate, il circuito proseguirà l’8 febbraio a Lissone, il 1° marzo a Cinisello Balsamo e l’8 marzo a Brugherio, completando un calendario che continua a rappresentare uno dei momenti sportivi e aggregativi più significativi per l’atletica di base in Lombardia.

  • Abbiategrasso non dimentica: il programma ANPI per la Giornata della Memoria 2026

    Abbiategrasso non dimentica: il programma ANPI per la Giornata della Memoria 2026

    Anche nel 2026, la sezione locale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Abbiategrasso si conferma custode instancabile della memoria storica. In occasione della Giornata della Memoria, i suggestivi Sotterranei del Castello Visconteo diventeranno il cuore pulsante di una rassegna culturale articolata, pensata per riflettere sulle ferite del passato e sulle responsabilità del presente.

    Tutti gli eventi in programma sono a ingresso gratuito, sottolineando la volontà degli organizzatori di rendere la memoria un bene comune e accessibile a tutta la cittadinanza.

    Due mostre tra Storia e Graphic Novel

    Il percorso espositivo, che sarà inaugurato ufficialmente sabato 24 gennaio alle ore 10:00, si snoda lungo due filoni narrativi complementari:

    “In treno con Teresio Olivelli”: Realizzata in collaborazione con ANED, la mostra ricostruisce le biografie dei deportati del “Trasporto 81”, il convoglio partito da Bolzano il 5 settembre 1944 e diretto al lager di Flossenbürg. All’inaugurazione interverranno Carmen Meloni, Walter Gibillini e i rappresentanti dell’Amministrazione comunale.

    “Heimat”: Un progetto innovativo che vede protagonisti gli studenti dell’IIS Bachelet. Sotto la guida del Prof. Meloni, le classi 4ª e 5ª B del Liceo Linguistico illustreranno la celebre graphic novel di Nora Krug, offrendo uno sguardo generazionale e multilingue sul concetto di “patria” e colpa collettiva.

    Il teatro come testimonianza: “Ho messo via”
    Il momento culminante della settimana sarà sabato 31 gennaio alle ore 21:00. I sotterranei del Castello ospiteranno lo spettacolo “Ho messo via – La storia di mio nonno Venanzio”, di e con Fulvio Gibillini. Un racconto intimo e potente che intreccia musica e parole per narrare la vera storia di un deportato politico, trasformando il ricordo familiare in un monito universale contro l’indifferenza.

    Informazioni Utili
    Dove: Sotterranei del Castello Visconteo, Abbiategrasso. Quando: Dal 24 Gennaio al 1 Febbraio 2026.

    Orari di apertura mostre:

    Sabato e Domenica: 10:00 – 12:00 e 15:30 – 18:30.

    Da Martedì a Venerdì: 15:30 – 18:30.

    Lunedì 26 gennaio: chiusura.

  • Il Mercato Contadino sabato 17 gennaio a San Vittore Olona

    Il Mercato Contadino sabato 17 gennaio a San Vittore Olona

    Sabato 17 gennaio ritorna a San Vittore Olona dalle 9 alle 13 “Il Mercato Contadino “ nella sede di Piazza Italia l’appuntamento mensile dei produttori locali e regionali.

    L’iniziativa, ideata dall’Amministrazione Locale in collaborazione con Slow Food Legnano APS , consiste in un mercato di prodotti agricoli del territorio previsto per ogni terzo sabato del mese.

    Si potranno acquistare prodotti di stagione direttamente dai produttori nel mercato che metteranno in esposizione le tantissime bontà prodotte nel nostro territorio . Nel mercato si potranno trovare salumi, pane e dolci , pasta fresca, miele, formaggi, vino, olio, riso ed altri prodotti alimentari come farine e verdure di stagione . Il Mercato contadino è una grande opportunità di incontro con produttori che hanno deciso di non essere coinvolti nella grande distribuzione e di poter colloquiare con l’utente finale per condividere proposte alternative di distribuzione degli alimenti tramite i mercato contadini mensili.

    Il Mercato Contadino si svolgerà principalmente nel corso dell’anno in Piazza Italia.

    La filiera corta, con una predilezione della qualità, fa del Mercato Contadino un’ottima occasione per procurarsi alimenti naturali e salutari. Il Mercato vuole valorizzare i prodotti locali e regionali per salvaguardare la storia alimentare di una comunità , oltre che il territorio per stimolare la biodiversità e la stagionalità. I produttori partecipano anche a Villa Cortese (Piazza Della Quercia) il primo sabato del mese, Cantalupo ( Piazza Don Carlo Bianchi) la prima domenica del mese , Ossona ( secondo sabato del mese) in Piazza Litta Modignani , Legnano (Piazza Mercato) la seconda domenica del mese, Busto Arsizio (Parco Comerio) la terza domenica del mese e Nerviano (Piazza Chiesa Colorina) la quarta domenica del mese.

    I mercati sono presenti sulla pagina Facebook “Mercati Contadini Alto Milanese” dove si possono trovare aggiornamenti continui.

  • PLANET FUNK: esce domani 16 gennaio il nuovo album “BLOOOM”

    PLANET FUNK: esce domani 16 gennaio il nuovo album “BLOOOM”

    Sarà disponibile da domani, venerdì 16 gennaio, “BLOOOM” , il nuovo album di inediti dei PLANET FUNK, collettivo che da oltre 25 anni è tra i nomi più rappresentativi della scena dance ed elettronica italiana nel mondo. L’album sarà pubblicato su etichetta Wisemama e distribuito in digitale da The Orchard e in cd e vinile da Self Distribuzione (https://orcd.co/planetfunkblooom).

    “BLOOOM” arriva al termine di un anno intenso, creativo e ricco di musica che ha visto Alex Neri (DJ, tastiere, sintetizzatori), Marco Baroni (tastiere, pianoforte, programmazione), Dan Black (voce e chitarra) e Alex Uhlmann (voce e chitarra) impegnati tra studio, collaborazioni e live in Italia e all’estero.

    Un percorso che oggi si traduce in un disco di dodici tracce, dodici frammenti di vita vissuti e ancora da vivere che, a partire dall’Italia (con Firenze e Napoli come punti di riferimento) approdano nel Regno Unito (dove l’album è stato mixato) per poi guardare al resto del mondo (dove l’album verrà portato dal vivo nei prossimi mesi). Un lavoro carico di energia con una visione ancora più aperta, rivolta al futuro.

    Nel corso di questo viaggio la musica si è intrecciata inevitabilmente con la vita. Il ricordo di Sergio Della Monica e Domenico “Gigi” Canu, colonne portanti e anime fondatrici del progetto PLANET FUNK, è parte viva di questo nuovo capitolo (un disco scritto nel corso degli ultimi anni, dove in alcuni brani compare anche la firma di Della Monica e Canu).

    La loro visione, il loro spirito creativo e il loro modo di intendere la musica continuano a essere una guida costante, una radice profonda da cui far nascere nuove idee e nuove direzioni.

    “BLOOOM” vuole essere anche questo: una fioritura personale e artistica che partendo dall’eredità lasciata da Sergio e Gigi si trasforma in un processo vivo di crescita, metamorfosi e scoperta, che riflette le aspirazioni delle nuove generazioni chiamate a confrontarsi con un mondo sempre più complesso e stratificato. Un disco che non guarda indietro con nostalgia, ma avanti con consapevolezza, slancio e desiderio di rinnovamento.

    Qui la tracklist completa:

    1. FEEL EVERYTHING
    2. THE WORLD’S END
    3. NIGHTS IN WHITE SATIN
    4. ANY GIVEN DAY
    5. THERE’S A STRANGER
    6. TWO LOST SOULS
    7. I GET A RUSH
    8. ROLLING DICE
    9. YOU ARE NOT ALONE
    10. LEAP INTO THE LIGHT
    11. NOWHERE NOWHERE
    12. FAMILY REUNION

    I PLANET FUNK torneranno live a maggio 2026 con il “BLOOOM European Tour”, una serie di appuntamenti che attraverseranno le principali città europee, un passaggio d’obbligo per il collettivo per presentare dal vivo il nuovo album di inediti e incontrare il pubblico.

    Questo il calendario completo:

    06 Maggio MADRID (Moby Dick)
    11 Maggio AMSTERDAM (Melkweg)
    12 Maggio LONDRA (Scala)
    13 Maggio BARCELLONA (La Nau)
    19 Maggio BRUSSELS (VK)
    20 Maggio BERLINO (Club Gretchen)

    Esattamente un anno fa i PLANET FUNK pubblicavano “Nights in White Satin”, singolo arrivato ai primi posti della classifica radio che ha dato il via ad una stagione ricca di concerti e dj Set in Italia e in tutto il mondo. I successivi “I get a rush”, la collaborazione con Alfa e Manu Chao nel remix del loro successo “A me mi piace” e il brano “E’ Naturale” insieme a Francesca Michielin hanno confermato la capacità dei Planet Funk di rinnovarsi e dialogare con mondi musicali diversi, restando sempre fedeli alla propria identità.

    Nati nel 1999, da oltre 25 anni i PLANET FUNK rappresentano, infatti, una delle realtà più importanti, solide ed influenti del panorama della musica elettronica internazionale.

    Nati dall’incontro tra i Souled Out! (Domenico “GG” Canu e Sergio Della Monica) e i Kamasutra (Marco Baroni e Alex Neri), dal debutto con “Non Zero Sumness” nel 2002 (disco d’oro e punto di svolta della band) i PLANET FUNK hanno saputo reinventarsi nel tempo mantenendo una cifra sonora unica che li ha portati a collaborare con artisti di rilievo a livello internazionale, firmare iconiche performance in tutto il mondo, colonne sonore e spot internazionali continuando a dimostrare una vitalità creativa costante.

  • Il fascino della fama letteraria

    Chi scrive poesie e/o romanzi, solitamente lo fa per trovare o ritrovare se stesso (magari su consiglio di uno psicologo come usa negli Usa), lo fa perché ha qualcosa da dire, lo fa perché vuole che una certa esperienza non vada perduta; insomma, i motivi sono vari, ma indipendentemente da ciò, tutti sperano che le loro parole in versi o in prosa gli donino almeno un pizzico di riconoscimento dei lettori, e alcuni più ambizioni sognano addirittura la fama con la effe maiuscola, quella Fama che nel mondo classico era nientemeno che una dea alata dotata di una tromba e di una palma d’alloro. E se essa non dovesse venire in vita? Che venga almeno post mortem, così come scrisse Foscolo nella chiusa del sonetto “Autoritratto”: Morte, tu mi darai fama e riposo.

    Avere questo riconoscimento non è da tutti perché si sa che ieri come oggi, per farcela, bisogna avere fortuna e, soprattutto, conoscere qualcuno che possa dare una mano. A tal proposito affrontò l’argomento il più importante scrittore svedese vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, ovvero August Strinberg, il quale, con la sua penna graffiante, ne parlò nel suo primo e satirico romanzo “La stanza rossa”, che scrisse trentenne in appena sei mesi. Riporto uno stralcio del testo, perché può di certo interessare gli aspiranti autori per il modo spregiudicato con lo cui racconta.

    Arved Falk voleva incominciare subito dal potente Smith…voleva incominciare da quel temuto dalle mille braccia il quale poteva fare uno scrittore in dodici mesi, anche se la stoffa non era della migliore qualità. Si conosceva il suo metodo, ma nessuno osava valersene perché era necessaria, per questo, una dose di spudoratezza senza paragone. Lo scrittore di cui egli si occupava era certissimo di conquistarsi un nome, e perciò Smith era assediato dagli scrittori senza nome. Per fare intendere come niente potesse resistergli e come egli fosse veramente capace di mandare avanti chi voleva, infischiandosene del pubblico e della critica, si raccontava spesso questo episodio.

    Il giovanetto, che ancora non aveva scritto nulla, aveva messo insieme un brutto romanzo e l’aveva portato a Smith. Per caso piacque a Smith il primo capitolo – egli non leggeva mai oltre il primo capitolo – ed egli decretò che il mondo dovesse salutare un nuovo scrittore. Il libro venne fuori. Sul verso della copertina si leggeva: “Sangue e spada, Romanzo di Gustavo Sjöholm: Quest’opera del giovane e promettentissimo scrittore, il cui nome è conosciuto e apprezzato, da molto tempo, in una vasta cerchia di lettori…ecc. ecc… La profondità nel tratteggio dei caratteri… la chiarezza…la vigoria… deve essere raccomandato vivamente ai nostri lettori di romanzi”.

    … In conclusione: dopo otto mesi, Gustavo Sjöholm era effettivamente un nome. E il pubblico, s’intende, non poteva farci nulla. Dovette accettarlo.

    Chi sono oggidì i signori Smith? Di certo più d’uno, e sono certa che chi sta tentando o ha già tentato la strada della scrittura, conosce la risposta. Insomma, Strindberg ebbe un bel coraggio a mettere nero su bianco come stavano le cose.

    Anche Dante accennò della fama nell’XI canto del Purgatorio, parlando di miniatori, pittori e naturalmente di scrittori. Dicendo che la fama non è nulla di fronte al trascorrere del tempo e che gli uomini sono destinati a essere dimenticati, tanto che un nuovo artista scaccia sempre la fama di chi lo ha preceduto:

    Credette Cimabue ne la pittura
    tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
    sì che la fama di colui è scura:

    così ha tolto l’uno a l’altro Guido
    la gloria de la lingua; e forse è nato
    chi l’uno e l’altro caccerà del nido.

    Insomma, così come Guido Cavalcanti (il poeta amico dell’Alighieri) ha oscurato Guido Guinizzelli (precursore della scuola stilnovista), ora lo stesso Dante (con un pizzico di superbia) prevede che lui medesimo prenderà il loro posto, e visto che è divenuto il padre della nostra lingua, non sbagliò la sua previsione.

    E sempre a proposito della fama, viene in mente un altro autore: Dino Buzzati. Ne Il deserto dei tartari, romanzo metafora della fuga del tempo, egli narra la vita del tenente Giovanni Drogo e quella dei soldati nella remota fortezza Bastiani, vita che scorre nell’attesa dell’arrivo dei Tartari, il cui attacco darebbe un senso alla loro vuota esistenza fatta di rigidi regolamenti, guardie, lettere che arrivano occasionalmente da luoghi civilizzati… mentre giorni, mesi e anni scorrono inesorabili. Buzzati, in un’intervista raccontò che per scrivere il suo romanzo, si era ispirato alla redazione del Corriere della Sera dove lavorava; infatti, il presidio militare era proprio la redazione e i suoi colleghi erano i militari della fortezza che sognavano un poco di fama che sarebbe potuta arrivare, magari grazie ad uno scoop o a un servizio giornalistico fortunato. E invece vivevano nella grigia routine.

    Naturalmente tutto ciò era ed è scoraggiante per chi non può fare a meno di scrivere, soprattutto (a mio avviso), per quelle ottime penne che non riescono a farsi conoscere, mentre come affermava Strindberg: Il giovanetto, che ancora non aveva scritto nulla, …dopo otto mesi, …era effettivamente un nome.
    Cosa fare allora? Prima di tutto non desistere perché verseggiare e raccontare è un piacere irrinunciabile, poi continuare a cercare le occasioni, magari in compagnia di Spes, ovvero della Speranza, l’ultima dea dell’Olimpo che porta sempre con sé un fiore, e che è amica della mutevole Fortuna che, come racconta Torquato Tasso nel canto XV della Gerusalemme Liberata, mentre funge da nocchiero di una magica imbarcazione in viaggio verso le isole Fortunate, indossa una gonna particolare che muta continuamente prendendo mille colori diversi, così che ogni uomo la vede sempre diversa da come era prima per quante volte si giri a guardarla:

    La sua gonna or azzurra ed or vermiglia
    Diresti, e si colora in mille guise.
    Sì ch’uom sempre diversa a sé la vede
    Quantunque volte a riguardarla riede.

    Insomma, la ruota della sua gonna gira, e la Fortuna va e viene, ma quando ella ci appare, bisogna fare quello che suggeriva Ludovico Ariosto nel suo Orlando furioso, ovvero: affrettarsi a prenderla per i capelli che ha solo sulla fronte, visto che dietro è calva, ad indicare che una volta passata è poi impossibile riprenderla.

    Luciana Benotto