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  • Lago d’Orta, ritrovato il cadavere dell’avvocato novarese

    Lago d’Orta, ritrovato il cadavere dell’avvocato novarese

    I sommozzatori hanno recuperato ieri il corpo senza vita del sub disperso da ieri nel lago d’Orta, nel Verbano-Cusio-Ossola. La vittima, l’avvocato novarese Luigi Rodini, di 61 anni, ieri mattina si era immerso insieme ad alcuni amici nello specchio di lago dinnanzi al porticciolo di Oira, nel comune di Nonio, senza più riemergere.

    Il cadavere è stato individuato grazie ad una telecamera di profondità e, nel primo pomeriggio, recuperato a circa 90 metri di profondità dai vigili del fuoco sommozzatori del comando di Milano, intervenuti con due squadre.

    Alle operazioni di recupero hanno collaborato anche una squadra del comando dei vigili del fuoco di Novara, con un’imbarcazione del distaccamento di Borgomanero, la squadra nautica dei vigili del fuoco di Verbania con un gommone, e i carabinieri di Omegna, con il personale del Servizio navale dell’Arma e Sub Novara Laghi. L’unità di crisi locale dei vigili del fuoco era stata allestita a Omegna, in località Bagnella.

  • Ufficiale, Tudor è il nuovo allenatore della Lazio

    Ufficiale, Tudor è il nuovo allenatore della Lazio

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – E’ ufficiale: Igor Tudor è il nuovo allenatore della Lazio. “La S.S. Lazio rende noto che Igor Tudor, a decorrere dalla data odierna, assume il ruolo di responsabile della prima squadra”, si legge in una nota del club biancoceleste. L’ex difensore della Juventus prende il posto del dimissionario Maurizio Sarri, sostituito solo per la trasferta di Frosinone dal suo vice Giovanni Martusciello. Il croato era sbarcato in giornata a Roma pronto ad iniziare la sua nuova esperienza con fotografi e cronisti ad accoglierlo all’aeroporto di Fiumicino, dove è giunto con un volo diretto da Zagabria. Tudor, che in Italia ha già allenato l’Udinese e il Verona, ritroverà il gruppo mercoledì a Formello, nel quartier generale biancoceleste. quando inizierà un programma di allenamento fatto di doppie sedute per cominciare a prendere confidenza con la rosa e trasmettere il proprio credo. Saranno assenti i sei convocati dalle rispettive nazionali, ossia Vecino, Guendouzi, Hysaj, Marusic, Isaksen e Zaccagni, mentre tutti gli altri si metteranno a disposizione del tecnico per cominciare a gettare le basi per quella che sarà la nuova Lazio targata Tudor. L’ex mister del Marsiglia, 46 anni il prossimo 16 aprile, dovrebbe aver sposato il progetto capitolino per un anno e mezzo, firmando un contratto fino al 30 giugno 2025 più l’opzione per un’ulteriore stagione.
    – Foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Tapiro a Fedez “Muschio Selvaggio bel progetto, avanti in altro modo”

    Tapiro a Fedez “Muschio Selvaggio bel progetto, avanti in altro modo”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Valerio Staffelli consegna stasera, nel corso di Striscia la notizia (Canale 5) il Tapiro d’oro a Fedez, dopo l’annuncio dello stop del podcast Muschio Selvaggio. Quando l’inviato gli chiede se la colpa sia di Luis Sal (suo ex socio), risponde: «Non mi piace additare colpevoli. E’ una situazione spiacevole perchè era un bel podcast. Era un bel progetto, lo porterò avanti in altro modo».
    E sulle presunte voci per cui la rottura con Chiara Ferragni sarebbe solo una strategia per salvaguardare le loro aziende, afferma: «Non mi interessa smentire. Ognuno può pensare quello che vuole, io ho due fantastici bambini che sono la mia priorità, non voglio fare la lotta nel fango».
    Infine, l’inviato gli chiede se sia vero il gossip lanciato da un’influencer che ha dichiarato di aver visto il cantante baciare un’altra donna. «Tu hai visto dei video o delle foto? Sai che quell’influencer usciva con una canzone a mezzanotte dello stesso giorno?», conclude Fedez.
    -foto ufficio stampa Striscia la notizia –
    (ITALPRESS).

  • Stellantis rafforza la partnership con Archer

    Stellantis rafforza la partnership con Archer

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    AMSTERDAM (OLANDA) (ITALPRESS) – Stellantis e Archer Aviation hanno annunciato oggi che Stellantis ha recentemente completato l’acquisto sul mercato aperto di 8,3 milioni di azioni di Archer. Una dimostrazione della fiducia di Stellantis nei piani di Archer, impegnata ad introdurre sul mercato il suo velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale (eVTOL) a partire dal 2025. Questo nuovo investimento di Stellantis fa seguito alla recente visita del CEO Carlos Tavares alla sede centrale e agli impianti di produzione di Archer a Santa Clara, in California.
    Nel gennaio 2023 Stellantis ha annunciato la volontà di produrre in esclusiva il velivolo Midnight di Archer. Una decisione che permette ad Archer di rafforzare il suo percorso verso la commercializzazione del velivolo, evitando al tempo stesso ingenti spese legate all’ingresso sul mercato. La costruzione dell’impianto di produzione di Archer, in Georgia, sarà completata entro la fine dell’anno. La prima fase dei lavori prevede la realizzazione di un impianto da circa 32.000 metri quadrati (350.000 piedi quadrati) su un’area di circa 404.000 metri quadrati (100 acri). Lo stabilimento verrà utilizzato per la produzione di un massimo di 650 velivoli l’anno: sarà una delle più grandi strutture dell’industria aeronautica in termini di volumi produttivi.
    Midnight è progettato per essere sicuro, sostenibile e silenzioso, ed è in grado di trasportare quattro passeggeri e un pilota. Midnight è una soluzione ottimale per viaggi back-to-back di circa 20-50 miglia (32-80 km), con un tempo di ricarica di circa 10 minuti. “Archer si è affermata come leader nel mercato dell’aviazione elettrificata e crediamo che insieme potremmo guidare la prossima rivoluzione dei trasporti”, ha dichiarato Carlos Tavares, CEO di Stellantis. “Con questa operazione, Stellantis dà prova della fiducia che ripone nel team di Archer e premia i progressi che continuiamo a osservare, frutto della proficua collaborazione tra le nostre aziende”.
    “Siamo vicini a cambiare il modo in cui il mondo si muove nel cielo”, ha dichiarato Adam Goldstein, fondatore e CEO di Archer. “Archer e Stellantis stanno lavorando fianco a fianco per cogliere l’opportunità di ridefinire il trasporto urbano e offrire un enorme valore alle città del mondo e ai nostri azionisti”.
    A partire dal 2020 Stellantis è partner strategico di Archer attraverso varie iniziative di collaborazione e dal 2021 come investitore. In questo periodo, Archer ha potuto usufruire dell’esperienza di Stellantis in ambiti come produzione, supply chain e progettazione per lo sviluppo e la commercializzazione del suo velivolo eVTOL.

    foto: ufficio stampa Stellantis

    (ITALPRESS).

  • Come risolvere il problema dei nomadi? Proviamo a ragionare in modo differente- di Fabrizio Fratus

    Come risolvere il problema dei nomadi? Proviamo a ragionare in modo differente- di Fabrizio Fratus

    Da una parte vi sono coloro che stupidamente si basano e analizzano le situazioni in modo superficiale (per non dire altro) e senza comprendere la realtà del problema e le responsabilità della nostra comunità (intesa come stato). Gli zingari da secoli sono un popolo escluso che si autotutela, la loro condizione di vita è quella di un popolo che vive nella sporcizia e nell’incuria e se consideriamo quanto spiegato sopra allora si apprende facilmente come il passaggio per “risolvere” il problema degli zingari passi dalla cultura e dalla creazione di un ambiente sociale adeguato a una vita degna di essere vissuta.

    Se da una parte, le nostre periferie come il centro, vi è necessità di una “tolleranza zero”, l’intervento nei loro riguardi va sviluppato in una riqualificazione di tipo cultuale e sociale. Alcuni risponderanno la solita stupida considerazione del perché spendere fondi per il popolo degli zingari. Coloro che hanno questa posizione sono normalmente coloro che hanno la capacità di fare ragionamenti così detti da bar. La ragione è semplicissima: lo stato spende molte risorse per gli zingari e comunque oltre a lasciare la loro popolazione in situazioni di degrado e quindi come abbiamo visti restando complici poi delle loro azioni criminose si comprende bene che le spese effettuate non producono nulla… Proviamo a ragionare in modo differente.

    Cominciamo a creare tutti i presupposti per una condizione di vita degli zingari simile a quella di una famiglia normale, lasciandoli nelle loro comunità, diamo loro la possibilità di “normalizzare” la loro situazione e certamente avremo condizioni differenti nel rapporto con la loro comunità. Nel medio tempo le risorse saranno recuperate in quanto le spese per la sicurezza diminuiranno oltre alle spese delle famiglie per assicurazioni, riparazioni dei vetri rotti o porte sfondate, il ri-acquisto dei beni rubati etc. Attuare un progetto per dare una vita dignitosa al popolo degli zingari è un dovere di un paese civile, un atto di logica per la diminuzione delle spese sulla sicurezza come per quelle delle famiglie.

    Di Fabrizio Fratus

  • Lode e onori a Federica Brignone, la nostra ‘Signora delle Nevi’

    Lode e onori a Federica Brignone, la nostra ‘Signora delle Nevi’

    Noi che abbiamo visceralmente amato Deborah Compagnoni e la sua gentilezza nel tirare le curve e nella vita, quando ancora gli sci erano attrezzi lunghissimi e governabili solo da pochi eletti, a guardare la gara magistrale che è valsa il successo numero ventisette della carriera di Federica Brignone un emozionante back in the days lo abbiamo vissuto in pieno. La valdostana nata a Milano già trentaquattro anni fa, infatti, ha a fatto proprio l’ennesimo gigante della stagione infliggendo un distacco siderale alle avversarie, trasmettendo una sensazione di superiorità tecnica tale da ricordare quando a non avere rivali era proprio Debby, la più bella sciata da quando gli attrezzi hanno smesso di essere ricavati dai tronchi. Sì, l’impressione è stata quella e si immagina non possa esserci complimento migliore.

    Come le possa essere sfuggita la Coppa di specialità resta un mistero. Anzi no, perché la causa è quel maledetto mese di gennaio nel quale Fede ha bucato un paio di gare, finendo per essere scavalcata dalla costanza certosina di una altrettanto valorosa Lara Gut. Ma il secondo posto nella classifica finale di gigante, unito alla seconda piazza nella classifica generale sempre dietro alla ticinese e alle tante vittorie parziali più annessi podi a grappolo, fa della sua stagione un capolavoro. E, considerata la condizione psicofisica, spiace davvero sia finita qui. Brignone, per la verità, è una garanzia da almeno tre lustri, capace di vincere, prima italiana di sempre, la Coppa del Mondo del 2020 oltre che tre medaglie olimpiche e tre mondiali di cui una d’oro. Sessantotto, invece, sono le apparizioni sul podio, una sola in meno del mito di Gustavo Thoeni, tanto per rendere l’idea della grandezza di questa atleta.

    Del resto che potesse diventare la sciatrice più vincente della storia azzurra era scritto nel suo corredo cromosomico. Fede, infatti, è figlia di Maria Rosa Quario detta Ninna, campionessa degli anni Settanta con quattro successi all’attivo in slalom speciale, disciplina meravigliosamente interpretata. Non era facile raggiungere un livello superiore a quello materno, ci è riuscita e passeranno diversi anni prima che una connazionale possa insidiarle lo status di regina azzurra all-time. Meno estroversa ed empatica di Sofia Goggia – sempre a proposito di fenomeni epocali – ma forse è solo in apparenza, ciò che non le manca è la schiettezza, quella prerogativa di chi non si produce mai in esternazioni banali, come troppo spesso accade, invece, ai suoi colleghi sciatori e agli sportivi in generale. Pane al pane, anche se c’è da essere scomodi.

    Certo che a leggere la classifica finale, a voler essere più pignoli del dovuto, un minimo di rammarico c’è. Perché l’assenza prolungata dell’aliena Mikaela Shiffrin causa infortunio, una che fa uno sport tutto suo, e il risicato distacco dalla vincitrice Gut fanno rimpiangere quel paio di uscite dopo Natale senza muovere il punteggio intrise di un po’ di sfortuna. Insomma, il clamoroso bis nella Generale non era così tanto lontano e, appunto, dispiace che la stagione sia già passata in archivio, perché in questo momento a Fede le avversarie non vedrebbero nemmeno le code degli sci. Ma è giusto una considerazione statistica che nulla toglie a quanto di gigantesco ha fatto vedere quest’anno.

    Con gli auguri di pronta guarigione a Sofia Goggia, ma la bergamasca è dura come il granito e non ne ha certo bisogno, e rinnovando i complimenti a Federica, ringraziandola anche per aver fatto rivivere il mito di Deborah Compagnoni a chi come noi ha una certa età e tende a guardare più indietro che avanti, va in archivio il 2023-2024 dello sci alpino. Detto tutto il bene possibile di Brignone, e con Goggia e Bassino tra le migliori dieci della classifica nonostante le reciproche disavventure, un po’ di preoccupazione per il ricambio generazionale purtroppo c’è. Alle spalle del tris di regine Fede-Sofi-Marta – una compresenza che, peraltro, ha la stessa possibilità di accadimento di un passaggio della cometa di Halley – lo sci azzurro in gonnella fatica un po’ a rinnovarsi e si spera che la primavera faccia sbocciare qualche nuovo talento capace di non fare rimpiangere troppo questo inarrivabile periodo di vacche grasse.

    Del resto, ci hanno abituato troppo bene queste ragazze; talmente brave da veicolare una surreale sensazione di normalità quando, invece, di normalità non hanno proprio nulla: sono uno spettacolo della natura.

  • Roberto Vecchioni live a Lugano. Di Monica Mazzei

    Roberto Vecchioni live a Lugano. Di Monica Mazzei

    Il cantautore, accompagnato da Massimo Germini e Lucio Fabbri, approda per la prima data del 2024 a Lugano, e annuncia una data conclusiva sempre nella città ticinese, per il mese di dicembre.

    Roberto Vecchioni è il cantore della poesia e della parola (non per niente, a quest’ultima ha dedicato una canzone, “Parola” appunto), un amore fatto di tutto il sentimento che con essa si può esprimere.
    Un amore infinito, come il nome del suo attuale tour, per questa particella scaturita dalla mente umana, ‘la più grande invenzione’, come spesso ripete.

    “Tra il silenzio ed il tuono”, verso di “Chiamami ancora Amore” con la quale vinse Sanremo nel 2011, è il suo libro appena uscito per Einaudi, con il quale firma la nuova testimonianza di questo suo amore.

    Una canzone che, come ci narra dal palcoscenico, nacque al telefono con uno dei suoi autori storici, in una notte passata in albergo, nel quale Vecchioni era arrabbiato per fatti politici di quei giorni. ‘Questa maledetta notte dovrà pur finire’, è un’altra frase simbolica di quel testo, che dettò di getto.

    Del libro invece ama spiegare che il titolo rappresenta la vita interiore, la coscienza e lo spirito (il silenzio) e la vita esteriore ed il dinamismo (il tuono) dell’essere umano. Il protagonista ne è un se stesso che fin da piccolo manda lettere al proprio spirito, definendolo come un ‘nonno’, ma in realtà, una parte del sé. Da qui in poi, si snoderà una sorta di viaggio fatto di riflessioni sui vari aspetti che compongono la mente e l’animo umano: l’arte, la cultura ma anche le scienze… Il volume contiene addirittura un tema che il professore svolse alle elementari, un tema fantasioso incredibilmente scritto bene per quell’età.

    Recentemente però Vecchioni è stato in un certo senso ‘chiamato’ ad esprimersi sulla manifestazione per la pace di giovani in Italia: amatissimo dai propri studenti, non poteva non provare rammarico e dolore per questo fatto.
    Ha fatto presente che sappiamo benissimo cosa rappresentino i manganelli e la cosa più terrificante, è che anche lui sia ben conscio di come la libertà di espressione sia ormai così perseguita da non poter più pronunciare ‘quella parola’ alla quale tutti abbiamo pensato…

    “Cosa si può ancora dire, oggi?”, si è chiesto anche sul palco svizzero, pensando con rammarico all’odierna censura, la sera del live a Lugano. “… Soprattutto senza che ci vengano dati secondi fini…”, ha aggiunto.

    Nel live a Lugano del suo “Infinito Tour” che quest’anno ha aperto proprio nella Svizzera italiana e dove conta anche, come ci ha anticipato, di concluderlo a dicembre, perché ama riamato il pubblico luganese, ha ripescato dal suo repertorio brani che non cantava più da decenni. Ha ripercorso le sue memorie più lontane, raccontando aneddoti come quello di quando finì in galera, con un’accusa infondata: l’aver dato uno spinello ad un ragazzo. Oggi ne ride, perché trascorse quella nottata in una cella spoglia, nella quale compose, subito ispirato, nuovi versi.

    Di una cosa però è certo e lo ha dichiarato con fermezza, ricollegandosi ancora all’aneddoto sullo spinello: droga e alcool non rendono artisti, distruggono solo la persona.
    “La mente è l’unica cosa che serve per diventare un artista vero”, ha poi continuato: “L’adrenalina te la danno la cultura e le emozioni, non la droga”.
    “L’artista non ha bisogno di essere maledetto per essere tale”.

    A Vecchioni è da poco venuto a mancare uno dei quattro figli.
    Non sa dire se abbia dei rimpianti per le volte che non è stato presente nella loro vita: sapeva di avere una missione e la sua passione per la musica ed il suo desiderio di comunicare al mondo ciò che aveva dentro, lo ha portato via per lunghi periodi. Alla fine si è detto che ai figli ha dato le cose più importanti: sogno e gioco.

    Ad Arrigo, il figlio scomparso circa un anno fa dopo una lunga sofferenza, ha consacrato il verso di una propria canzone, di solito dedicato all’artista Vincent Van Gogh: ‘… Il mondo non si meritava un tipo bello come lui…’. Adesso è spesso a lui che pensa quando lo pronuncia. Arrigo lo sente sempre qui, accanto alla madre e a lui.

    “Ti insegnerò a volare”, è il brano che ha inaugurato la serata, un testo che commuove il cantautore, dedicato a quella lotta contro il destino ricevuto da una persona come Alex Zanardi, un guerriero nato, certo; eppure, nella commozione che gli vela lo sguardo, io leggo anche un pensiero per il figlio scomparso, che le limitazioni e sofferenze della disabilità ha ben conosciuto. Di lì prende avvio quell’insegnare a volare con il sogno, perché la mente è sempre libera da tutto.

    Ricomincia poi ad addentrarsi delle falde dell’amore, Vecchioni, con il suo brano “La mia ragazza”, che celebra l’adorata seconda moglie Daria Colombo, quella che gli ridiede fiducia ed entusiasmo verso il sentimento vero e puro.
    “L’amore non ci dà verità, l’amore ci dà però certezze”, ha dichiarato d’improvviso, come in un mantra, e certamente pensava ancora alla consorte.

    Il mestiere di vivere è quello che si fonde con la propria attitudine ad essere ottimisti o pessimisti…
    A tal proposito, Vecchioni ha proposto il monologo dedicato ad Antonio Ranieri che, nel 1836, nella Napoli di quel tempo, respirava tutta la propria rabbia per una vita che non aveva mai ricambiato il suo amore, donandogli uno stato fisico portatore solo di sofferenze.
    Eppure egli trovò la forza di amare ancora più forte la vita, grazie alla compagnia del suo amico Giacomino in una città brulicante di colori e profumi.

    Commenta ulteriormente questa umana condizione, ricordandoci di aver sempre amato i perdenti: “Perdere è un fatto contingente”, dice, “Non ha nessun senso definire una vita in base al fatto di essere perdenti o vincenti. Dentro lo sai che stai sempre vincendo tu”.

    E sono parole bellissime per tutte le persone che sanno che perderanno le loro battaglie perché non hanno speranze, ma sanno che sono chiamati lo stesso a lottare in questo universo che è la vita. Pensieri che sfumano sulle note di “El Bandolero stanco”.

    Non manca durante la serata l’esaltazione per la figura della donna, nel brano che ne omaggia una immensa per coraggio e spirito di sacrificio, ed è con “Cappuccio rosso”, che evoca il ricordo della curda Ayse, che lottò fino alla fine per il proprio popolo.
    Roberto Vecchioni si commosse per ore, nel dedicarle i versi della canzone.

    Durante la serata non è mancato il pezzo che tutti aspettavamo e che ha fatto levare in piedi la platea in una corale ovazione: “Sogna ragazzo, sogna”.

    Il live si conclude con l’energica “Samarcanda”, datata 1975 e che ancora riesce a far ballare e cantare il pubblico dei suoi concerti.

    A cura di

    Monica Mazzei
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com

  • Festa del Papà: in Lombardia è boom di zeppole e dolci a tema (+20%)

    Festa del Papà: in Lombardia è boom di zeppole e dolci a tema (+20%)

    Un classico che resiste nel tempo. Così, sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio dei ‘Supermercati Il Gigante’ (gruppo della Grande Distribuzione con oltre settanta punti vendita, la maggior parte dei quali in Lombardia) risulta essere la ‘Festa del Papà’ che si celebra domani nel giorno della ricorrenza di San Giuseppe.

    Particolarmente apprezzati i dolci a tema e le immancabili zeppole, farcite oltre che con la tradizionale ‘crema pasticcera’, anche con le varianti al cioccolato e al pistacchio che complessivamente – tra prenotazioni e acquisti – fanno registrare rispetto allo scorso anno un incremento di quasi il 20%. “Richieste – spiega Giorgio Panizza, consigliere d’amministrazione del ‘Gigante’ – che giungono da ogni fascia di età, molte delle quali con opzione di personalizzazione dei dolci.

    Come nel recente passato, ad esempio per la ‘Festa della Donna’, possiamo confermare che momenti tipici della nostra tradizione restano saldamente al centro dell’attenzione dei nostri clienti”.

  • Silvia Scurati sul caso Pioltello: “Scelta folle, prossimo passo lezioni in arabo? Così è porta aperta a chi vuole islamizzare il Paese”

    Silvia Scurati sul caso Pioltello: “Scelta folle, prossimo passo lezioni in arabo? Così è porta aperta a chi vuole islamizzare il Paese”

    Chiudere una scuola per festeggiare il Ramadan è una scelta inaccettabile che va contro il principio stesso di integrazione, a meno che non lo si voglia leggere al contrario: ovvero che gli italiani si devono integrare alle tradizioni e alle feste islamiche. Mi domando se il prossimo passo di questa scuola ‘modello’ sarà quello di fare lezione in lingua araba.

    Chi straparla di atto di civiltà, integrazione e antirazzismo non si rende conto che azioni come queste spalancano la porta all’islamizzazione del nostro Paese, come già sta avvenendo nel resto d’Europa, lasciando campo libero a chi pretende, apertamente, di imporre usi e costumi del mondo islamico nel nostro Paese. La Lega è e sarà sempre contro a questa visione sbagliata e pericolosa di integrazione”.

    Così Silvia Scurati Consigliere regionale della Lega in merito alla chiusura di un istituto di Pioltello nel Milanese per festeggiare il Ramadan.

  • Longevità, da Intesa Sanpaolo azioni a sostegno di over 65 e caregiver

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – Un’occasione di confronto su temi attuali come l’invecchiamento demografico e il sostegno alle persone sopra i 65 anni d’età, destinate a rappresentare il 35% della popolazione italiana nel 2050. Intesa Sanpaolo ha organizzato, presso lo spazio eventi in via Melchiorre Gioia 22, a Milano, l’evento “Caregiver, mutamenti demografici e nuove esigenze di tutela in una società in cambiamento”.
    Numerosi gli spunti emersi, grazie ai contributi di tutti i partecipanti: Claudio Lindner, giornalista e Vicedirettore del Master in giornalismo “Walter Tobagi”, Alessandro Rosina, Professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell’Università Cattolica di Milano, Alessandro Scarfò, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Intesa Sanpaolo Assicura e Tiziana Lamberti, Responsabile Sales & Marketing Wealth Management & Protection Intesa Sanpaolo.
    “Il Gruppo Intesa Sanpaolo – ha affermato aprendo i lavori Nicola Fioravanti, AD di Intesa Sanpaolo Vita e Responsabile della Divisone Insurance di Intesa Sanpaolo – già da diversi anni è attivo sul tema della longevità, per offrire azioni concrete che rispondano alle continue trasformazioni sociali ed economiche del Paese. Nella nostra posizione di leader di Mercato, facendo leva sul nostro modello di bancassicurazione, abbiamo sviluppato una risposta integrata per i bisogni immediati e futuri dei senior e dei loro caregiver, attraverso un’offerta finanziaria e assicurativa dedicata, che si è di recente arricchita con proposte innovative nelle aree dei servizi per il benessere, l’intrattenimento e la socialità”.
    Dagli interventi dei relatori è emerso come l’invecchiamento progressivo della società – italiana, europea e occidentale – nei prossimi decenni porterà a un corrispondente aumento del numero delle persone che si prendono cura di questa fascia di popolazione (i cosiddetti caregiver), con impatti significativi sulle loro vite, dal punto di vista economico, sociale e psicologico. Grazie ad una visione strategica promossa dal CEO Carlo Messina, Intesa Sanpaolo ha da tempo sviluppato progetti e collaborazioni a sostegno del sistema di welfare pubblico con iniziative di supporto private, sempre più necessarie per garantire il benessere sociale ed economico delle famiglie e del Paese.
    Alessandro Rosina, presentando il report “La Società in divenire”, ha approfondito il tema demografico, dell’invecchiamento attivo e di come i cambiamenti in corso necessitino di una capacità di risposta dei modelli intergenerazionali dell’abitare, relazionali, del sostegno e della cura.
    Gli studenti del Master in giornalismo “Walter Tobagi”, nell’esporre la loro ricerca, hanno analizzato maggiormente la figura dei caregiver familiari e le loro difficoltà: la conciliazione con l’attività lavorativa, i pregiudizi e le discriminazioni sul posto di lavoro, la mancanza di risorse e di informazioni sulle modalità di accesso ai supporti esistenti.
    Nel dibattito, moderato da Claudio Lindner, è stato evidenziato come il modello di bancassicurazione favorisca un approccio complessivo per affrontare queste tematiche. Alessandro Scarfò ha presentato il nuovo approccio del Gruppo nell’offrire ai clienti non soltanto prodotti bancari e assicurativi, ma anche servizi, come “Spazioxnoi” a Milano, un luogo fisico dedicato ai senior e al loro benessere. Tiziana Lamberti ha sottolineato come il cambiamento in atto comporti nuove esigenze da parte della clientela e il ruolo che Intesa Sanpaolo svolge per fornire soluzioni e proposte in qualità di punto di riferimento bancassicurativo per le categorie di giovani, senior e caregiver.

    – foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
    (ITALPRESS).