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  • Faccia da 30 anni e il Paese che amo

    Faccia da 30 anni e il Paese che amo

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Il paese che amo, quanti politici hanno mai parlato così ? ù

    In ormai quasi 80 anni di questa divisa Repubblica. Era una recita ? Ma quanti sapevano usare il mezzo televisivo come riusciva a fare lui? Anche alla radio non si difendeva male. E le nuove tecnologie lo avevano visto attore primario. Solo l’età e la salute l’hanno bloccato e forse altri fattori.

    Ma in quel gennaio 1994 non esistevano avversari credibili e forti contro la macchina oliata assai bene della sinistra.
    La nuova legge elettorale cambiata in fretta e furia per togliere l’ingombrante proporzionale rischiava di dare il “cappotto” dei seggi alla coalizione di Achille Occhetto. Il buon Segni che per sei mesi aveva avuto il paese in mano era ormai arrivato alla fine del giro senza sedia.

    Ero un giovane di tante speranze e capelli pieno di dubbi sul cavaliere di Arcore …Sua Emitenza TV …ma ha tre televisioni … Falliranno …quante TV sono chiuse ma le sue sono aumentate e combattono in alleanza col web … La TV diventò cattiva e il male era nel Tg4 di Emilio Fede … quanta aria alla frittura della memoria.

    Ringrazio Dio !!! Il web era ancora lontano e si chiamava ancora dalla cabina. Il ju- box era agli sgoccioli, ma si leggevano ancora i giornali e ascoltavano pardon compravano ancora i dischi ..
    Noi giovani ci sentivamo invincibili, arrabbiati e pronti a scegliere la nostra patria futura.

    Eravamo usciti da una rivoluzione e cambio epocale ma ci sentivamo liberati da un peso. Il vecchio contro il nuovo come si cambia vestito od opinione.
    Il paese che amo: in trent’anni non ho più sentito amore della patria o del popolo. Certo i cittadini e la rivoluzione culturale e liberale. Poteva essere ma non abbiamo un quarto obbiettivo o nero o rosso
    Ma non ho mai capito perché devo parlare male del mio avversario prima di dire la mia idea.

    Un milione di posti di lavoro; la speranza contro la scienza !!! Certo i tecnici chiamati anni dopo …
    Stiamo meglio del 1994 o peggio …la vittoria con anche il mio voto. Poi la sconfitta poi la risalita poi cade e ancora vittoria.

    Fino all’ultima avventura dove acciaccato, malato e stanco dà il colpo di coda e sale sul podio
    Non più come nel 1994 ma sempre nella squadra vincente.
    Lui ha creato il bipolarismo e dato una opzione …ad un trentennio di sinistra …incontrastato …
    Oggi ancora non sono pronti gli oppositori ad una analisi logica anche perché non sanno ancora affrontare: “tangentopoli ” e Bettino Craxi.

    Forse, non si può votare o versare i voti perché l’altro non è presentabile e gradito. In 30 anni il Paese è cambiato forse tanto o poco questo è da decidere. Però l’impronta di una scelta è stata tutta la sua vita.
    Scelta nell’edilizia, nella TV, nella carta stampata e nella politica …

    Oggi sarebbe stato un influencer top perché sapeva del cambio delle mode, costumi e gusti. Il venditore del fustino politico capiva il suo popolo o clienti. Molto spesso le parole fanno male ma pure bene …
    Il paese che amo forse vero o no; lui lo ha detto.
    Purtroppo molti avversari non hanno ancora capito; rispetto, alternanza ed a usare le parole giuste.

    Il partito di plastica o kit o cerone, ma quel paese era vivo e contribuiva alla nazione. Oggi quell’elettorato non è più da balena bianca ma contribuisce ancora. Ma lo spirito ed ottimismo ha contagiato oltre il centro destra.

    Non chiedere mai la durata del sogno cerca di costruire i sogni. Non obbligare le persone a pensare ad evitare l’incubo. Il paese che amo; forse lo amava davvero perché metterlo in dubbio …

    Almeno ci ha liberati dalla dittatura Rai e dal voto unico! “.

  • Italia-Africa, Meloni “Approccio da pari a pari per crescere insieme”

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    ROMA (ITALPRESS) – “L’obiettivo è presentare ai paesi africani la nostra visione di sviluppo dell’Africa, che è alla base del piano Mattei. Significa un approccio nuovo, non predatorio, un approccio da pari a pari per crescere insieme”. Lo ha detto al Tg1 il premier Giorgia Meloni, a proposito della conferenza Italia-Africa. “Rischiano di esserci conseguenze – prosegue – se noi non difendiamo la libertà di navigazione. Dal Canale di Suez passa il 15% del commercio mondiale, nella migliore delle ipotesi bloccare quei mercantili vuol dire aumentare il costo dei prodotti che arrivano sul nostro mercato, non lo possiamo permettere. Quello che stiamo facendo – aggiunge – è promuovere insieme all’Ue una missione difensiva per garantire la libertà di navigazione”.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Reti inviolate e poche emozioni in Lazio-Napoli

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    ROMA (ITALPRESS) – All’Olimpico di Roma, la Lazio e il Napoli non vanno oltre un pareggio a reti bianche. Gara con poche emozioni. Partenopei in formazione rimaneggiata: esordi in azzurro per Ngonge e Dendoncker. La formazione ospite ha un buon approccio alla sfida e cerca di gestire il pallone in modo tale da trovare i giusti spazi per colpire gli avversari. Le prime occasioni da rete, però vengono costruire dai biancocelesti, che si fanno vedere dalle parti di Gollini prima con Cataldi e poi con Isaksen. Gli uomini guidati da Maurizio Sarri continuano a spingere, ma lasciano partire soltanto delle conclusioni velleitarie. I campioni d’Italia, dal loro canto, fanno fatica a sfondare il muro eretto dalla retroguardia capitolina e si limitano a tentare dei cross che sfociano in un nulla di fatto. A pochi minuti dall’intervallo Castellanos finisce giù in area di rigore, ma per Orsato non c’è fallo. Al 43′ Isaksen va al tiro dalla distanza, ma non inquadra lo specchio della porta. Le due squadre tornano degli spogliatoi sul punteggio di 0-0.
    Nella ripresa Castellanos va a segno con una spettacolare rovesciata, ma la rete viene annullata per una precedente posizione di fuorigioco. Al 66′ Cataldi tenta il tiro dal limite dell’area e lambisce il palo alla sinistra di Gollini. Al 75′ Isaksen mette al centro, Castellanos tenta il tacco, ma Ostigard salva tutto davanti alla porta. Entrambi gli allenatori provano a rompere gli equilibri attraverso delle sostituzioni e, nelle file del Napoli, Walter Mazzarri lancia i due nuovi acquisti Cyril Ngonge e Leander Dendoncker, al loro debutto in Serie A con la maglia azzurra. A pochi minuti dal 90′ i biancocelesti vanno a caccia del successo, rendendosi più volte pericolosi, ma non riescono a sbloccare il punteggio. Il Napoli blocca la Lazio quindi sullo 0-0: i capitolini agganciano la Fiorentina al quinto posto della Serie A, a quota 34; mentre i partenopei sono ottavi, con la Roma, a 32 punti.
    – foto Ipa Agency –
    (ITALPRESS).

  • Robecco sul Naviglio: al ‘Memorial Peppino Prisco’  con l’Inter Club Magenta vince il calcio sano

    Robecco sul Naviglio: al ‘Memorial Peppino Prisco’ con l’Inter Club Magenta vince il calcio sano

    Si è conclusa ieri nel tardo pomeriggio la maratona di tre week end di fila organizzata dall’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ per omaggiare la memoria dell’indimenticato avvocato Peppino Prisco.

    Un’iniziativa alla quale l’Inter club guidato da Luciano Cucco tiene tantissimo e che quest’anno ha trovato un partner prezioso nel Concordia Robecco, così come nel comune, rappresentato nel momento della premiazione dalla Sindaca Fortunata Barni, altra interista doc, oltre che da altri componenti di Giunta e consiglieri delegati.

    Presente anche il comune di Magenta con Luca Aloi, presidente della massima assise cittadina e cugino rossonero.

    Quindi, gli ospiti d’onore, il figlio dell’Avvocato Peppino Prisco, Luigi, che con Luciano Cucco coltiva un’amicizia ormai storica, così come quel Walter Viganò da Robecco sul Naviglio – cugino della prima cittadina – che in serie A di partite ne ha giocate parecchie, oltre ad esser stato un simbolo della Cremonese amazza grandi degli anni Ottanta.

    E poi sempre a proposito di campioni del nostro territorio, Mister Cristian Stellini da Vanzaghello, secondo di Antonio Conte nell’Inter del 19 esimo scudetto, con alle spalle un passato anche nella massima serie, capitano del Genoa, una delle squadre, in cui l’allora terzino sinistro ha militato.

    Anche ieri i ragazzini si sono ‘dati battaglia’ sui campi da calcio del Concordia fin dalla prima mattinata, incuranti del freddo e della nebbia. Nel pomeriggio attorno alle 16,30 la finalissima che ha visto prevalere il Sedriano.

    Ma molto bello e all’insegna della sportività il messaggio lanciato da Luciano Cucco agli sconfitti genovesi, come sempre scortato dal figlio Andreas, oggi preparatore nel settore giovanile della Pro Patria: “Siccome questi ragazzini hanno fatto tanta strada per esser qui in questi tre fine settimana per ricordare una figura per noi fondamentale come quella dell’Avvocato Prisco, anche loro (facendo una deroga al regolamento in precedenza definito) si sono conquistati il diritto a partecipare al Memorial Cucchi in programma a giugno”.

    Un aspetto bello, che ci piace sottolineare. Soprattutto in un’epoca dove già a questi livelli prevale un agonismo che talvolta trascende in qualcosa di ben peggiore….

    Dunque, nel prossimo giugno al ‘Memorial Enrico Cucchi’ oltre ai Sedrianesi sarà invitata prendere parte un’altra squadra di Genova.

    Chi è intervenuto nel momento delle premiazioni dalla Sindaca Barni, passando per i campioni dello sport Viganò e Stellini, fino all’Avvocato Luigi Prisco, hanno rimarcato quanto siano essenziali sempre i valori sani, che quando si scende in campo debbono venire prima di tutto. Soprattutto del risultato.

    “Oggi – ha ricordato giustamente Mister Stellini – chi è arrivato secondo, non ha perso. Anzi, deve essere soddisfatto per l’ottimo piazzamento centrato”.

    Questo dev’essere il giusto approccio al mondo del pallone specie tra le nuove leve. E deve essere un insegnamento anche per i genitori e per tutti quelli che debbono aiutare a crescere e maturare sul campo e non, questi ragazzini all’insegna della sportività.

    Ovviamente senza dimenticare l’importanza dello studio e della scuola.

    A proposito – battuta finale – sull’argomento la Sindaca Barni e il cugino Walter hanno opinioni un po’ divergenti su che cosa sia più importante tra la palla e i libri…. però si chiariranno in famiglia. Ne siamo certi.

    Intanto, a Robecco sul Naviglio con l’Inter Club Magenta Nerazzurra ‘Kalle Rummenigge’ 1978 ha vinto lo Sport. Nel segno del grande Peppino!

  • Lavori nel periodo dell’Asciutta: il punto della situazione sul territorio

    Lavori nel periodo dell’Asciutta: il punto della situazione sul territorio

    Proseguono in modo spedito i lavori di recupero spondale lungo il Naviglio Grande tra Abbiategrasso e Milano con circa 40 metri lineari di muratura terminati.

    Le attività nei cantieri hanno preso avvio subito dopo le festività natalizie con l’approntamento dei cantieri, a pochi giorni dall’inizio dell’asciutta del canale. Settimana scorsa sono entrati nel vivo anche i lavori lungo i Navigli Pavese e Bereguardo.

    Per quanto riguarda il Pavese verranno ultimate le opere a Casarile (MI) e Binasco (MI), avviate durante la scorsa asciutta, cui si aggiungono quelle a Vellezzo Bellini (PV) e a Giussago (PV). Lungo il Bereguardo i cantieri sono invece localizzati a valle di Morimondo (MI); i lavori verranno ultimati nel corso della prossima asciutta.

  • Abbiategrasso, lite in via Cassolnovo: 32enne accoltellato alla gamba trasferito in codice rosso al pronto soccorso

    Abbiategrasso, lite in via Cassolnovo: 32enne accoltellato alla gamba trasferito in codice rosso al pronto soccorso

    Una lite sfociata in accoltellamento questo pomeriggio ad Abbiategrasso. Poco dopo le 17 di oggi in via Cassolnovo i Carabinieri sono stati allertati per una discussione finita in aggressione. Un giovane di 32 anni è rimasto ferito con un fendente alla gamba sinistra da un uomo che è fuggito facendo perdere le tracce.

    Sul posto, oltre ai Carabinieri, è arrivato anche un equipaggio della Ata di Zelo che ha trasferito il 32enne, in codice rosso, al pronto soccorso. Nonostante la situazione critica non è considerato in pericolo di vita. I Carabinieri stanno continuando le indagini per risalire al responsabile.

  • Magenta. Forza Adriano Porta, ti rivogliamo presto al timone di comando!

    Magenta. Forza Adriano Porta, ti rivogliamo presto al timone di comando!

    Pur conoscendolo da anni e pur sapendo del suo carattere a tratti un po’ burbero, ma che nasconde un grande cuore, abbiamo deciso di scrivere queste righe.

    In settimana, infatti, passando lungo la Via Roma ci siamo impensieriti quando abbiamo visto abbassata la saracinesca della sua storica pasticceria. Già perché quella pasticceria è molto più di un negozio.

    E’ luogo di incontro, un luogo di vita. Per Adriano Porta che potrebbe godersi la sua meritata pensione in qualche luogo esotico o, anche semplicemente, nella sua casa in Costa Azzurra, in realtà quel posto vale molto ma molto di più.

    Sarà il legame viscerale che ha con la sua Magenta o semplicemente con ‘al lauraà’ che deve andare avanti.
    Tant’è un giorno, durante le nostre lunghe chiacchiere tra un caffè è l’altro mi ha confessato: “Io mi annoio a star via da Magenta. Mi piace partire al mattino, farmi una passeggiata (a bordo della sua Jaguar ovviamente) e poi la sera rincasare a casa mia”.

    Così ci è parso alquanto strano che per due giorni di fila dopo il martedì che è di riposo, che quella claire fosse rimasta giù. Ma poi da venerdì siamo rimasti rinfrancati dal fatto che tutto fosse tornato alla norma o quasi.

    Già perché l’Adriano non era là dietro al bancone. Un problema di salute di natura cardiaca, ma fortunatamente niente di allarmante. Adesso si trova al ‘Fornaroli’ di Magenta ma anche da là sovraintende e vuole sapere puntualmente come vanno le cose nella sua Pasticceria. Buon segno e conoscendo il Signor Porta da anni non potrebbe che essere così. “Ci chiama ogni dieci minuti…”.

    Come Ticino Notizie gli mandiamo un grande abbraccio e un grosso un grosso in bocca al lupo e, soprattutto, vogliamo che presto torni al timone di comando che per lui significa esser là su quella poltrona dietro al bancone.

    Per adesso il negozio è in ottime mani e, quindi, vogliamo tranquillizzarlo: “Adriano le ragazze e tutto il tuo staff se la cavano alla grande”.

    Ma naturalmente lo vogliamo al più presto, là dove è sempre stato. Ovviamente, non prima di essersi preso un periodo di meritato riposo. Anche se siamo più che certi che per gente come Adriano Porta ‘al lauraà’ resta la miglior medicina. Sennò si annoiano.

  • Il mese in 5 minuti: Camilla Garavaglia e la Roba, da Verga a John Galliano

    Il mese in 5 minuti: Camilla Garavaglia e la Roba, da Verga a John Galliano

    Dopo aver accantonato le poco utili note del telefono (vedi edizione precedente) torno a scrivere questa newsletter per le solite due ragioni, Dopo un mese di testi scritti per le aziende mi annoio e voglio scrivere cose senza scopo – questo è il punto in cui mia madre mi direbbe che sputo nel piatto in cui mangio e gozzoviglio.

    Questa newsletter si chiama “Il mese in 5 minuti” – questo è il punto in cui mi chiedo Ma perché non l’ho chiamata “Il trimestre in 5 minuti”? Il mio lento divenire la versione di me stessa anziana mi ha portata, nell’ultimo mese, a borbottare su qualsiasi cosa, pandoro della Ferragni compreso (grazie a dio, in questo tempo compresso gli scandali durano meno di un quarto d’ora) e in particolar modo su questioni legate alla triade prodotti-soldi-influencer.

    (Questo invece è il punto dove gli scrittori e i copywriter bravi interrompono la parte di newsletter aggratis concedendo la restante lettura solo ai lettori in abbonamento, ma io ogni volta che Substack mi chiede “Vuoi creare una versione a pagamento?” vorrei rispondere “machimmesencula” e quindi niente potete continuare a leggere aggratis, a me va bene tutto basta che non devo pagarvi io).

    Benvenuti nella newsletter di gennaio, una delle ultime rimaste a usare il maschile sovraesteso e non l’asterisco perché tanto, appunto, è gratis e non potete lamentarvi.

    Sempre da quel meraviglioso posto che è il New Yorker
    Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?

    Per colpa del o grazie al mio lavoro finisco per interrogarmi molto spesso sul concetto di vendita: lo scopo di ciò che scrivo, direi 99 volte su 100 ma non mi viene in mente niente da stringere dentro a quel piccolo 1, è la vendita di roba. Proprio la roba di Verga, oggetti e ricchezze, ma anche servizi: dalle candele profumate alle lezioni di danza del ventre, non esiste roba che non si possa vendere e nemmeno si è mai sentito un cliente chiedere dei testi che non avessero quello scopo, anche in maniera indirettissima, ed è giusto così.

    Capita, però, di sentirsi sopraffatti da questa tensione alla vendita, da questo continuo sgomitare tra il black friday, il Natale, i saldi, San Valentino… senza fermarsi mai un attimo.

    Quante altre stracazzo di giornate internazionali del criceto (12 aprile) o del pinguino (25 aprile, e la Festa della Liberazione muta) dovranno passare prima che un copywriter e un grafico si facciano esplodere sulla pubblica piazza, tutto pur di non dover pensare a un post per vendere un pacco di noci, un cuscino termico, un sex toy? E come siamo arrivati al punto in cui un pacco di noci e un sex toy sono diventati, ai fini del mercato, la stessa IDENTICA cosa?

    Mi facevo queste domande da un po’, finché il mio amico F mi ha inviato, senza commento, la foto di un libro di Einaudi: “La merce che ci mangia. Il cibo, il capitalismo e la doppia natura delle cose” di Wolf Bukowski” (fate conto che siamo già passati alla sezione Le letture del mese).

    In una manciata di pagine, tipo 45, l’autore dà in qualche modo una risposta: il cibo è da sempre anche merce, perché da tempo non soddisfa più solo un’esigenza fisica (nutrirsi, dare energia per permetterci di stare al mondo) ma un’infinità di altri bisogni oggi altrettanto impellenti. Definirci, ad esempio: è il caso della cena al ristorante stellato, da fotografare per i social. La Nutella è merce e lo è in modo molto più evidente rispetto a una mela, ma anche la mela è merce e il fatto che io possa comprarne dieci per farle marcire nel portafrutta e un bambino della Repubblica del Congo, il paese più povero al mondo, non se la possa neppure sognare, sarebbe assurdo, ingiusto, iniquo se visto da un extraterrestre.


    Insomma, non solo siamo schiavi della roba,
    ma non c’è nemmeno più un Verga o un De André a farcela sembrare meno volgare, meno terrena.

    Convincere un’anziana con la pensione minima a comprare un panettone o un ammorbidente con uno spot da decine di migliaia di euro è meno perverso rispetto al togliere una mela di mano a un bambino affamato? Non lo so e non penso di dover essere io a dirlo, ma questo discorso mi ha messa di malumore nell’ultimo periodo, tra black friday eccetera eccetera.

    Ma malumore vero eh, non per modo di dire. Poi, mentre borbottavo, è successo un fatto.

    È successo che nel mondo della moda, il mondo che più di tutti negli ultimi 20 anni ha messo da parte la creatività, il sogno, la poesia per inseguire i soldi e per vendere alle Kardashian la Birkin di Hermès (Jane perdonaci, perdonaci tutti), Maison Margiela ha sfilato alla settimana della moda di Parigi con una collezione di John Galliano.

    Postilla per chi non sa una mazza di moda: l’haute couture delle sfilate è una cosa, il prêt-à-porter un’altra. Ecco perché, mentre sulle passerelle Valentino sfila con abiti trasparenti e cappe di piume, nei negozi del marchio si vedono scarpe fucsia e borse con le borchie. Il fatto è che da qualche tempo, per vendere di più, molte case di moda – che appartengono praticamente tutte a Kering o a LVMH – preferiscono proporre già in sfilata capi più normali e appetibili per il pubblico, piuttosto che mostrare la loro idea di moda e ispirare con abiti esagerati e da sogno.

    È successo che John Galliano, forse uno degli ultimi veri fenomeni creativi della moda, ha fatto sfilare sotto un ponte (con una gran botta di culo c’era pure una nebbiolina perfetta) il Ventre di Parigi: musiche, movenze e vestiti che sembravano uscire direttamente dal subconscio. Un po’ Gavroche, un po’ Moulin Rouge, terrificante e seducente come le bambole di porcellana sui divani delle nonne ma soprattutto liberatorio. Vestiti creati senza pensare alle vendite, senza la pressione del denaro, come disegnati da un bambino che di piacere se ne frega.

    Al di là della moda, che interesserà forse dieci di voi, quel che mi preme è dire che quando ho visto quella sfilata ho pensato finalmente, FINALMENTE possiamo parlare di un’idea e non di un prodotto, di un’ispirazione e non di un risultato, di un racconto e non di uno storytelling, santodio. Di una sfilata dove il cantante non ha un braccio, le modelle sono magrissime o con seni enormi, basse o alte un metro e novanta, ma dove nessuno parla di inclusività perché in questa sfilata l’inclusività non è un tema né una scusa per indignarsi per i fondotinta non disponibili in tutte le sfumature di colore della pelle.

    Concludo questa litania dicendo che se il cibo è merce e i vestiti lo sono senz’altro, in questa epoca vacua ci tocca accettare che anche la morte in qualche modo lo sia. Siccome sono finiti i tempi in cui dobbiamo stracciarci le vesti per la genialità del social media manager di Taffo, forse possiamo dire che le battutine moraleggianti sul femminicidio o sul giorno della Memoria non fanno alcun effetto quando l’intento finale è quello di vendere qualcosa (magari il prodotto fosse il funerale e non la brand awareness o i corsi di comunicazione del social media manager “genio”). Siccome un anno esatto fa tutti gli influencer stavano su Instagram a condividere il Diario di Anna Frank e quest’anno sempre le stesse persone tacciono perché non hanno voglia di gestire le reazioni della community, io incrocio tantissimo le dita perché a qualche governo illuminato venga in mente di eliminare e vietare qualsiasi tipo di giornata nazionale.

    Abbiamo disperatamente bisogno di giorni normali, di vestiti che non possono essere acquistati con il denaro e di mele buone da mangiare.

    Il vino del mese

    Vino, anche tu sei merce. Ma che merce!

    Ho bevuto questo vino per un colpo di fortuna: alcuni amici lo stavano assaggiando e io passavo di lì, come nella canzone di Franco Cerri. Il Blanc Fumé de Pouilly Barre à Mine di Michel Redde et Fils ha la mineralità tipica del Pouilly Fumé e una grassezza elegante che si sentiva nonostante il freddo di gennaio.

    Vorrei berne ancora per poter dire di più (e lo berrò, se no cosa siam qua a fare).

    Il discorso sui soldi e sulla merce vale per tutti i lettori, tranne per voi clienti. Voi potete continuare a pagarmi, non fate caso a quel che scrivo.

    di Camilla Garavaglia

  • Il Monza piega 1-0 il Sassuolo, crisi per i neroverdi

    Il Monza piega 1-0 il Sassuolo, crisi per i neroverdi

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    MONZA (ITALPRESS) – Il Monza vince 1-0 in casa contro il Sassuolo e ritrova i tre punti dopo le pesanti batoste subite contro Inter ed Empoli. All’U-Power Stadium a indirizzare la partita è il “Flaco” Colpani, in gol nel primo tempo. Un successo meritato per i brianzoli, decisamente più convincenti sul piano del gioco rispetto a un Sassuolo capace di accendersi solo a intermittenza.
    Gli ospiti devono rinunciare a Berardi, operatosi in settimana e costretto a star lontano dai campi per almeno un mese: al suo posto Dionisi schiera Castillejo. Dopo un inizio di partita sotto ritmo e con diversi errori tecnici, col passare dei minuti entrambe le squadre crescono nella manovra, giocando la prima frazione a viso aperto. I padroni di casa dominano il possesso palla, ma non mancano le occasioni da gol anche per i neroverdi. Al 22′ il Monza si vede annullare la rete del possibile vantaggio dopo revisione Var, causa fuorigioco millimetrico di Dany Mota. Al 26′ è il turno del Sassuolo che si rende pericoloso, grazie a una conclusione di Lauriente, parata, però, da Di Gregorio.
    Passano tre minuti e Thorstvedt colpisce il palo con un potente sinistro da fuori area. A trovare il gol dell’1-0 è, però, il Monza al 31′, grazie al settimo gol in campionato di Colpani: Dany Mota penetra in area di rigore e serve il Flaco, autore di un preciso sinistro rasoterra che passa sotto le gambe di Ferrari e non lascia scampo a Consigli. Ad inizio ripresa Dionisi rimescola le carte in tavola e schiera il Sassuolo con un inedito 3-5-2, inserendo Viti e Mulattieri. Al 49′ i brianzoli sfiorano il raddoppio, ma il sinistro incrociato di Valentin Carboni termina di poco a lato. Momenti di apprensione sugli spalti tra il 60′ e il 65′: il match è stato, infatti, temporaneamente sospeso, causa malore di un tifoso nel settore ospiti. Il nuovo assetto tattico non porta particolari benefici al Sassuolo, troppo lento in costruzione e incapace di innescare le punte; dall’altra parte, il Monza si affida al palleggio nel tentativo di anestetizzare la partita. Al 95′ Mulattieri spreca la palla del pareggio, mandando alto dal centro dell’area l’assist di Ceide. Al termine di un secondo tempo molto tattico e meno spettacolare del primo, il Monza conquista i tre punti, consolidandosi al dodicesimo posto in classifica; il Sassuolo, invece, rimane quindicesimo, con un solo punto di vantaggio rispetto alla zona retrocessione.
    – foto Image –
    (ITALPRESS).

  • Abbiategrasso, a febbraio tornano gli incontri letterari di Iniziativa Donna

    Abbiategrasso, a febbraio tornano gli incontri letterari di Iniziativa Donna

    È con piacere che Iniziativa Donna annunica ad Abbiategrasso i primi due appuntamenti della XXVIII edizione degli incontri letterari, divenuti un vero e proprio appuntamento tradizionale in cittò. 28 anni di cultura e libri, che tornano anche in questo 2024. Vediamo quali sono i primi due incontri.

    Sabato 3 febbraio 2024 alle 16:00 (Spazio Ipazia, Vicolo Cortazza, 10, Abbiategrasso): Duilio Loi (Pedagogista Scolastico e Forense – Criminologo – Esperto in Progettazione Pedagogica Servizi Giustizia Civile e Penale), presenta “Inchiostro su pelle: tre storie (non sempre) sbagliate”. Dialoga con l’Autore Emilio Florio (docente di filosofia).

    Un romanzo intriso di dolore e tormento a tinte forti, compensato da dosi generose di autentica amicizia e permanente voglia di riscatto, penetrante e incancellabile, come l’inchiostro su pelle di un tatuaggio.

    Domenica 4 febbraio 2024 alle 10:30 (Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso): Francesco Muzzopappa (Nato a Bari ma milanese ormai da anni, è uno tra i più conosciuti e apprezzati copywriter italiani. Vincitore del Premio Troisi. Ha pubblicato anche diversi libri destinati ai più piccoli, affermandosi anche come scrittore per ragazzi), presenta “Sarò breve” (Fazi editore). Dialoga con l’Autore Anna Valente (laureata in storia ed editoria) Un ricco patrimonio e uno scritto. Un morto che parla, libero finalmente di dire quello che pensa.

    Assieme all’Associazione Iniziativa Donna, come sempre, c’è L’Altra Libreria.