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  • Minacce contro figlia e genero: 55enne in manette a Bereguardo

    Minacce contro figlia e genero: 55enne in manette a Bereguardo

    Un uomo di 55 anni è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Bereguardo (Pavia), con l’accusa di atti persecutori commessi nei confronti di sua figlia, 30 anni, e del genero, 33 anni.

    Dalle indagini condotte dai militari, è emerso che il 55enne già nel marzo dello scorso anno aveva minacciato i due familiari, per motivi legati alla gestione di un’azienda di proprietà della donna. Venerdì 26 gennaio ha rivolto nuovamente gravi minacce alla figlia, che a quel punto si è decisa a denunciarlo. I carabinieri, dopo aver ascoltato il racconto della 30enne, hanno effettuato rapidi accertamenti che hanno portato, nel giro di poche ore, all’arresto del padre che è stato poi trasferito al carcere di Torre del Gallo a Pavia.

  • Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini

    Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini

    E così, siamo stati più fortunati dei bookmakers. Medvedev favorito, ovviamente, ci poteva stare ma, per dirla alla maniera tommasina, i pronostici li sbaglia soltanto chi li fa e questa volta ha detto bene a noi che nella cavalcata di Sinner avevamo intravisto la gloria. È stata dura, anzi durissima. Perché se c’è qualcosa che non si può allenare è proprio l’esperienza che esige sempre il suo tributo e così anche un ragazzo glaciale come Jannik Sinner si è visto costretto a mettere mano al portafoglio. Un obolo lungo e pesante due set, i primi, di fatto non giocati perché, appunto, la finale Slam da debuttante è comprensibile faccia brutti scherzi. Medvedev che, al contrario, da queste parti ci era già passato più volte, dai blocchi di partenza è scattato come una molla; uno squalo che fiuta l’odore del sangue. Le ultime scoppole rimediate con l’azzurro sul finire del 2023, inoltre, devono averlo ben consigliato, del resto Daniil è ragazzo estremamente intelligente, perché alcune correzioni tattiche – la posizione avanzata in risposta su tutte – hanno scompaginato i piani del suo avversario che, complice la tensione, ci ha capito davvero poco per almeno un’ora e mezza. Quella che è servita al russo per incamerare due parziali simmetrici, 6-3 6-3 lo score, senza appello, frutto anche di una concretezza al servizio da scoraggiare qualunque tipo di ambizione.

    In piena tormenta, però, tra prime palle di servizio che non trovano il campo e una diagonale rovescia che incoccia la versione deluxe di Medvedev finendo sbriciolata, c’è qualcosa che fa pensare non sia ancora finita, che ci sia vita dentro Jannik: il body language. Quello di chi ha imparato a rigettare il concetto di sconfitta, almeno finché non finisce fuori l’ultima palla. Non a caso, l’essersi trovato sul cornicione è stato motivo di switch mentale, quello che può sempre aprire una nuova partita. Con Medvedev che ha sciaguratamente dilapidato energie preziose nel corso dei primi turni e che, snaturando un po’ il suo tennis canonico, ha dato fondo alle riserve mentali per fare da lepre in questa finale, il pensierino che deve aver dominato la mente di Sinner in quel frangente è quello di avere come migliore alleato il tempo, quindi un’ultima fiche pesante da giocare. Perché, ragionando lucidamente, il suo tennis non avrebbe potuto che crescere mentre quello del suo avversario avrebbe presto imboccato il ramo discendente della parabola. La pazienza dei forti, un’arma micidiale.

    E un’altra partita è iniziata davvero, con Sinner che si è messo a fare il Sinner post novembre 2023, quindi ingestibile, imponendo ai rally talvolta infiniti un ritmo forsennato e svuota-polmoni, e con Medvedev, a fare da contraltare, che si è visto rubare progressivamente campo da un rivale che sembrava nutrirsi di fatica per essere sempre più dominante, punto dopo punto, minuto dopo minuto. La sensazione, strappato il terzo set con un break chirurgico in chiusura di esso, era che Jannik avesse messo la freccia e che per tagliare in solitaria il traguardo fosse, appunto, solamente questione di tempo. Detto del linguaggio del corpo dell’italiano, robotico, lo sguardo di Medvedev si è invece fatto cupo, parallelamente alla perdita di aggressività dei colpi che lo ha costretto a subire il cannoneggiamento dell’azzurro e a macinare chilometri alla stregua di un maratoneta. Se il risultato è rimasto comunque in bilico fino alla fine è perché – giusto ribadirlo – il russo è un campione vero. Uno di quelli che con la spia della riserva accesa e senza più frecce nella faretra trova lo stesso il modo di vendere cara la pelle, vada come vada. Aggrappandosi al servizio, Daniil è rimasto lì, stanco ma non disposto a fare regali e dev’essergli riconosciuto.

    Tuttavia, quando dalla metà del quarto set è tornato ad assumere una posizione in risposta al servizio così arretrata da uscire dal campo visivo delle telecamere è stato definitivamente chiaro a tutti che non sarebbe stato lui il nuovo campione dello Slam australiano. Nel gergo rugbistico, Medvedev è arrivato corto alla linea di meta mentre, sempre attingendo dal mondo della palla ovale, le ondate di Sinner hanno spezzato i placcaggi a difesa del fortino. In sostanza, si fosse trattato di boxe, una vittoria per ko tecnico, con lancio dell’asciugamano dall’angolo del russo. L’autorità, infine, con la quale Sinner ha chiuso il match sancisce un’appartenenza, quella al club di chi, in prossimità della fiamma rossa dell’ultimo chilometro, non trema nemmeno di fronte alla morte. Insomma, l’Italia ha per le mani un campione vero. Moderno, che potrà non essere il più spettacolare di tutti nel gioco ma che vincente lo sarà di sicuro.

    In questa giornata di vera gloria, un pensiero va immediatamente al nostro Adriano Panatta che finalmente non è più solo e immaginiamo possa essere felice di condividere il privilegio che spetta ad un vincitore Slam insieme a Jannik. I tempi sono cambiati, con il tennis che sembra non essere nemmeno più un parente di quello reso entusiasmante da Panatta, e noi, inguaribili romantici nonché fanatici della bellezza, fatichiamo un po’ ad entrare in sintonia con l’evoluzione dello sport del diavolo. Jannik Sinner, però, di questo tennis è espressione luminescente e ci ripaga di tanti, troppi anni di pane duro, quando giocoforza ci siamo abituati a vedere vincere sempre gli altri. Per chiudere, un bravo va anche alla coppia di coach Vagnozzi-Cahill e a chi nella peggior diffidenza possibile, quella del post-Piatti, ha creduto con coraggio proprio in Vagnozzi. Uno che da giocatore alla pallina sapeva dare del tu e che qualche aggiustata tecnica a Sinner – il back di rovescio, per esempio – oltre ad un pizzico di fantasia qua e là ha saputo darla. Più che un azzardo un’altra scommessa stravinta dal team.

    Non riusciamo ad aggiungere altro. Oggi, per chi il tennis è sempre meraviglioso paradigma di vita, è una giornata davvero speciale. Quindi, grazie Jannik, ci hai reso davvero felici.

  • Milano, minaccia di morte i genitori con un coltello

    Milano, minaccia di morte i genitori con un coltello

    Nella tarda serata di ieri i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 46enne italiano. I militari sono intervenuti in un appartamento in via Inama dove l’uomo, in evidente stato di ebbrezza, stava minacciando di morte con un coltello gli anziani genitori. La reazione violenta dell’uomo era scaturita dopo che i genitori avevano richiesto l’intervento del 118 al fine di far ricoverare il figlio in ospedale.

    L’intervento tempestivo dei militari ha consentito di bloccare l’uomo che, con il coltello ancora in pugno, camminava nervosamente all’interno dell’appartamento. I genitori sono stati soccorsi sul posto da personale del 118 senza riportare lesioni. L’arrestato è stato condotto nel carcere di San Vittore.

  • Il Genoa vince in rimonta, battuto 2-1 il Lecce

    Il Genoa vince in rimonta, battuto 2-1 il Lecce

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    GENOVA (ITALPRESS) – Successo in rimonta per il Genoa di Alberto Gilardino, che batte per 2-1 il Lecce e si rilancia verso la parte destra della classifica. Dopo l’iniziale vantaggio salentino siglato da Krstovic, le reti di Retegui prima ed Ekuban poi riportano i liguri sui binari giusti e condannano l’undici di D’Aversa alla quinta sconfitta nelle ultime sei gare.
    Ritmi da subito alti a Marassi, con il Lecce che al 17′ trova l’episodio per il potenziale vantaggio, grazie ad Almqvist che viene atterrato in area da Vasquez e conquista il rigore che Krstovic però non trasforma, facendosi ipnotizzare da Martinez. Errore che tuttavia il centravanti riscatterà poco più tardi, al 31′, con la sua conclusione dalla distanza che, deviata ancora da Vasquez, stavolta si infila dove Martinez non può nulla. Vantaggio per il Lecce, che non si chiude ma anzi continua a spingere e pochi minuti più tardi va due volte vicino al raddoppio, prima con la conclusione a centro area di Almqvist murata da Bani, poi con il tiro di Kaba proprio sulla respinta del difensore genoano che termina di poco largo.
    Nel secondo tempo parte fortissimo la squadra di Gilardino e al primo minuto sfiora il pareggio con il sinistro, ancora una volta deviato, di Malinovskyi che si infrange sul palo. Legni che saranno decisivi al 70′, con la punizione dal limite dell’area del Lecce calciata da Gudmundsson, pallone sulla traversa ma arriva col tempo giusto Retegui a spingere in porta il gol del pareggio per il Genoa. Padroni di casa che nemmeno cinque minuti più tardi riescono addirittura a ribaltare il punteggio, con la rovesciata di Ekuban che a centro area gira in porta il pallone servito di testa da Retegui dopo la precedente traversa colpita da Vasquez. Rimonta completata per i rossoblu, che gestiscono bene le ultime offensive del Lecce e conquistano la seconda vittoria consecutiva dopo i tre punti di Salerno.

    – Fopo Image –

    (ITALPRESS).

  • Meloni “Attacco a Chiesa in Turchia atto ignobile, ferma condanna”

    Meloni “Attacco a Chiesa in Turchia atto ignobile, ferma condanna”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Il Governo italiano, tramite la Farnesina, segue gli aggiornamenti su quanto accaduto questa mattina nella Chiesa di Santa Maria a Istanbul. Esprimiamo profondo cordoglio e la più ferma condanna per l’ignobile atto”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Tutta Italia si gode Jannik, l’Imperatore

    Tutta Italia si gode Jannik, l’Imperatore

    Dopo 47 anni, l’Italia ha un nuovo campione Slam in singolare maschile. Al suo 17mo major in main draw, Sinner è diventato il terzo italiano a conquistare un major in singolare maschile dopo Nicola Pietrangeli, campione al Roland Garros 1959-60, e Adriano Panatta, vincitore a Parigi nel 1976. Complessivamente Sinner è il dodicesimo italiano a vincere uno Slam nei tabelloni professionistici, il 31mo se consideriamo anche i tornei junior. Nella storia del tennis italiano hanno vinto uno Slam sei uomini e sei donne nei tabelloni “pro”, in tutte le specialità; dieci uomini e nove donne nei tornei junior tra singolare e doppio. Ecco gli uomini e le donne vincenti: SINGOLARE UOMINI 1959 Roland Garros: Nicola Pietrangeli, batte I. Vermaak (Saf) 36 63 64 61 1960 Roland Garros: Nicola Pietrangeli, batte L. Ayala (Chi) 36 63 64 46 63 1976 Roland Garros: Adriano Panatta batte H. Solomon (Usa) 61 64 46 76 2024 Australian Open: Jannik Sinner SINGOLARE DONNE 2010 Roland Garros: Francesca Schiavone, batte S. Stosur (Aus) 64 76(2) 2015 US Open: Flavia Pennetta, batte Roberta Vinci (Ita) 76 62.

    “Da oggi, più che mai, nel Pantheon dei Miti intramontabili del #tennis azzurro e mondiale. Uno stratosferico #Sinner è il re dell’Australian Open dopo una maratona di speranza, sofferenza ed emozione, trasformata in gioia incontenibile. Un italiano torna a vincere uno Slam quasi 48 anni…”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò su X sul successo di Jannik Sinner agli Australian Open.

    “Jannik Sinner scrive oggi una nuova pagina di storia che ci rende orgogliosi. Per la prima volta, l’Italia conquista lo slam australiano. Un’impresa memorabile degna di un vero campione”, scrive il premier Giorgia Meloni.

    “Concentrazione, testa, eleganza, forza da Campione! Il mondo si inchina al nostro Sinner che vince gli Australian Open battendo in finale il russo Medvedev ed entrando così nella storia del tennis. Grazie Jannik, orgoglio italiano”. Così su Facebook il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.

    In pochi mesi prima le finali di Torino, poi “il trionfo storico per l’Italia in Coppa Davis 2023, dopo 47 anni dall’impresa in Cile del 1976 di Panatta e compagni, e ora l’Australian Open, il suo primo trofeo del Grande Slam e primo successo italiano in un torneo major dopo l’ultimo di Panatta ormai 48 anni fa. Complimenti a Sinner ormai diventato uno dei più forti al mondo”. Lo ha detto Roberto Calderoli, ministro degli Affari regionali.

    “Emozione purissima! Oggi questo ragazzo ha scritto la storia del tennis italiano. E il bello di questo sport è che anche quando tutti pensano che sia finita, no, a tennis non è mai finita. Quindici su quindici, crederci sempre, non mollare mai. Il primo Slam per lui, il primo di una lunga serie. Grazie Jannik Sinner, viva lo sport, viva l’Italia”. Così su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi, dopo la vittoria di Jannik Sinner in finale agli Australian Open di tennis.

  • Sinner vince gli Australian Open, battuto Medvedev in finale

    Sinner vince gli Australian Open, battuto Medvedev in finale

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    MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Un grandissimo Jannik Sinner entra nella storia e vince gli Australian Open. Il tennista altoatesino, numero 4 della classifica Atp e del tabellone, nel primo Slam stagionale sui campi in cemento del Melbourne Park, vince in rimonta contro il russo Daniil Medvedev (3) superandolo con il punteggio di 3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3.
    Il primo set va al russo che riesce ad avere la meglio per 6-3, a strappare al terzo gioco il servizio all’italiano che complessivamente soffre il gioco dell’avversario.
    Nel secondo set Medvedev fa ancora meglio e si porta sul 5-1, ma Sinner vende cara la pelle: sfruttando anche gli errori del russo prova la rimonta fino al 5-3, ma Medvedev fa sua anche la seconda frazione al secondo set-point su una risposta lunga di diritto di Jannik che, in precedenza, aveva mancato l’opportunità di riprendersi anche il secondo break.
    Nel terzo set c’è maggiore equilibrio con i due tennisti autoritari nei rispettivi game di servizio (1-1, 2-2, 3-3, 4-4), ma alla fine è Sinner ad avere la meglio approfittando del calo di Medvedev che commette 4 errori di dritto.
    Nel quarto Medvedev annulla una palla-break nel secondo gioco (1-1). Al cambio campo sul 2-1 per l’azzurro, entra in campo il fisioterapista per il russo (vesciche al piede destro). Con uno dei tre ace scagliati nel settimo game Sinner annulla una palla-break e sale sul 4-3, poi chiude i conti sul 6-4.
    Nel quinto e decisivo set un Sinner perfetto tiene a bada l’avversario, allunga e chiude con un definitivo 6-3.
    Nella classifica Atp di domani Sinner resterà stabile al quarto posto, miglior azzurro di sempre, al pari di Adriano Panatta, ma si avvicinerà molto al podio mondiale, occupato nell’ordine da Djokovic, da Carlos Alcaraz e da Medvedev, che resterà numero 3.

    – Foto Ipa Agency-

    (ITALPRESS).

  • Jannik Sinner nella storia e nella gloria: l’Australian Open è suo, l’Italia ha un immenso Campione

    Jannik Sinner nella storia e nella gloria: l’Australian Open è suo, l’Italia ha un immenso Campione

    Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open di tennis. Il campione italiano, numero 4 del ranking, ha sconfitto in finale il russo Daniil Medvedev, numero 3 del ranking, con il punteggio di 3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3. Per il tennista italiano si tratta del primo trofeo Slam in carriera. Nessun italiano prima era mai riuscito a vincere il torneo australiano.

    Volevamo solo dirvi che Teo Parini Emme Pi e Ticino Notizie lo scrissero nel 2021, mentre dicevate ‘è acerbo’. Adesso tutti sul carro, tanto lo sapevamo. Bravo Teo.. e bravi noi. Adriano resti sempre nel nostro cuore, Jannik sei il nostro Imperatore austro ungrarico. Succede 48 anni dopo la vittoria di Adriano Panatta al Roland Garros. Ciò detto, Adriano resta e resterà sempre nei nostri cuori. A breve il comnento del ‘nostro’ Teo Parini. Immenso Jannik!

  • A villa Reale di Monza spunta un.. pitone

    A villa Reale di Monza spunta un.. pitone

    Un pitone è stato ritrovato ieri mattina all’interno del parco della Villa Reale di Monza. La scoperta è stata fatta dal personale addetto alla pulizia che ha trovato il rettile all’ingresso pedonale di via Lecco, nei pressi della casa cantoniera. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno recuperato l’animale. Nel corso delle prossime ore saranno gli specialisti a determinare se il serpente sia ancora vivo. Infatti questi rettili con il freddo sono totalmente inattivi. Sono in corso indagini da parte della polizia locale di Monza che ha segnalato il fatto anche ai carabinieri forestali per cercare di capire chi ha abbandonato il rettile nel parco.

    I pitoni sono una famiglia di serpenti non velenosi trovati in Africa, Asia e Australia. Tra i suoi membri ci sono alcuni dei serpenti più grandi del mondo. La maggior parte dei membri di questa famiglia sono predatori di agguati, in quanto in genere rimangono immobili in una posizione mimetizzata e poi colpiscono improvvisamente la preda che passa. Gli attacchi agli esseri umani, sebbene noti, sono estremamente rari. I pitoni usano i loro denti affilati e ricurvi all’indietro per afferrare la preda che viene poi uccisa dalla costrizione; dopo che un animale è stato afferrato per trattenerlo, il pitone lo avvolge rapidamente attorno a una serie di spire. Contrariamente alla credenza popolare, anche le specie più grandi, come il pitone reticolato, non schiacciano a morte le loro prede; infatti la preda non si deforma nemmeno sensibilmente prima di essere inghiottita. La velocità con cui vengono applicate le bobine è impressionante e la forza che esercitano può essere notevole, ma la morte è causata dall’arresto cardi

  • Attacco armato a chiesa cattolica a Istanbul, un morto e feriti

    Attacco armato a chiesa cattolica a Istanbul, un morto e feriti

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    ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Due uomini armati e mascherati hanno fatto irruzione durante la funzione alla messa domenicale nella Chiesa italiana di Santa Maria, nel quartiere di Saryer, a Istanbul. Hanno aperto il fuoco e una persona è rimasta uccisa, ci sarebbero anche feriti. I killer sono poi fuggiti. La polizia ha avviato le ricerche. E’ quanto riferiscono media locali.
    Il governo turco ha avviato “un’indagine per catturare gli aggressori” ed ha espresso “la ferma condanna del vile attacco”. E’ quanto scrive sui social il ministro dell’Interno della Turchia, Ali Yerlikaya.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).