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  • La ricerca: gli italiani spendono più per gioco azzardo che per il cibo

    La ricerca: gli italiani spendono più per gioco azzardo che per il cibo

    Volatilità dei prezzi alla produzione, inflazione e consumi alimentari che cambiano. La ventunesima edizione del Forum impresa persona agroalimentare, aperta a Milano Marittima (Ravenna) alla presenza di oltre 450 imprenditori e manager di una delle più importanti filiere produttive italiane, ha avviato la riflessione sulla gestione delle nuove sfide poste dal mercato. La riflessione è partita dalla grande attenzione mediatica sui prezzi al dettaglio e la provocazione di Matteo Bonù, global client business partner di NielsenIQ, è stata che gli italiani spendono di più per giocare d’azzardo che per mangiare.

    “In Italia il giro d’affari annuo del largo consumo confezionato è di 134 miliardi di euro, mentre per il gioco d’azzardo si parla di 136 miliardi – commenta l’esperto – Veniamo da una narrazione che ha messo la spesa alimentare sotto i riflettori, ma la sua componente è assolutamente minoritaria nel panorama degli aumenti generali. Pensiamo a un mutuo a tasso variabile di 100.000 euro per 15 anni: con il rialzo dei tassi chi lo ha contratto si è trovato a spendere 141 euro al mese in più, quasi 1700 euro all’anno. Prendiamo invece la pasta di semola, consideriamo un consumo medio annuo per famiglia di 33 chili, l’impatto degli incrementi è stato di 9,90 euro all’anno. In ogni caso messi tutti assieme, gli incrementi del paniere alimentare impattano per un 10% sui rincari complessivi, ma la quota di comunicazione non è stata certo questa”.

    In questo scenario il consumatore va aiutato. NielsenIQ registra volumi di vendita in calo per una serie di prodotti. Ci sono vittime incolpevoli come frutta fresca, succhi, nettari e spremute. Poi ci sono referenze che sono state sostituite per l’aumento dei prezzi, come il caso dell’ittico; inoltre ci sono state le cosiddette “facili rinunce”, come liquori, aperitivi, gelati e surgelati. “Ma non tutte le categorie hanno il segno rosso – aggiunge Bonù – Chi ha aumentato le vendite risponde a tre bisogni fondamentali: nuovi stili di vita, quindi alimentazione sportiva, energy drink, frutta secca sgusciata e yogurt greco; proteine a basso costo come uova, pollo e tonno al naturale; gratifica, come caramelle, gomme, wafer, snack dolci e salati, specialità salate surgelate. Gli italiani tendono quindi a mangiare meno frutta e ad assumere più integratori e caramelle”.

    Ismea ha invece presentato la mappa della volatilità dei prezzi agricoli e Fabio Del Bravo, responsabile Direzione servizi per lo sviluppo rurale, ha ricordato come pandemia prima e tensioni geopolitiche poi, abbiano spinto al rialzo i prezzi dei prodotti agricoli: + 34% tra il 2019 e il 2023. “L’incertezza è la nuova normalità. I mercati agroalimentari si complicano e si moltiplicano i fattori di variabilità da tenere sotto controllo. Le avversità meteo non potranno che peggiorare nei propri effetti. In termini di prospettiva lo scenario – sia sul fronte geopolitico che climatico – non appare rassicurante, ma se lo straordinario diventa ordinario, è necessario poter contare su strumenti di intervento tarati sulla nuova normalità, con scelte più data-based. Se la volatilità dei prezzi, delle rese e dei costi è ormai un fattore strutturale, anche la gestione aziendale deve adeguarsi di conseguenza”.

  • “La politica deve decidere per il bene dei cittadini”. Tenti al TG Imprese

    “La politica deve decidere per il bene dei cittadini”. Tenti al TG Imprese

    Gli Stati Generali del Comune di Magenta di sabato 20 gennaio sono il punto di partenza per il vicesindaco Enzo Tenti, che fa anche un aggiornamento dell’organigramma provinciale di Forza Italia.

    Al TG Imprese Tenti parla poi di alcune novità imminenti sul territorio e di quale sarà la ‘Città del futuro’, ma soprattutto del ruolo che l’Amministrazione deve svolgere, ovvero prendere decisioni giuste per i cittadini, anche valorizzando le risorse presenti perché il futuro sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale.
    Decidere, dunque, “non come a Vittuone”, spiega Tenti, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

  • Liliana Segre:  incontrerei chi sfregia le targhe per chiedergli perché

    Liliana Segre: incontrerei chi sfregia le targhe per chiedergli perché

    “Per 30 anni sono andata nelle scuole, nelle università, nelle parrocchie e io so che non ho mai detto tutto, perché non si può. Le parole non ci sono per dire quello che succedeva nei lager ogni minuto”. Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre in dialogo con Enrico Mentana, nel corso della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in Scienze storiche dalla Statale di Milano. “Non c’è vocabolario ricco, in cui ci siano le parole per dire fino in fondo tutta la verità. Ho letto Primo Levi e tanti che hanno scritto del lager molto bene – ha aggiunto -, ma l’essenza più profonda degli assassinii non l’ha trovata mai in nessuno”.

    Segre ha poi parlato di coloro che sfregiano targhe e monumenti dedicati alla memoria, tra le ultime anche una targa con il suo nome a Saltrio in provincia di Varese. “Questo signore perde cinque minuti per fare un segnaccio sopra il mio nome questo é un caso da studiare – ha detto -. Come quelli che mi mandano una maledizione, perché? Sono così vecchia che se aspettano un poco, non sarò un personaggio importante nel futuro dell’Italia”. Questi “sono personaggi interessanti che vorrei incontrare e a cui vorrei chiedere perché? – ha concluso -. C’è qualcosa in questi personaggi che è molto interessante e non fa parte dell’indifferenza”.

  • Lago d’Orta: 87enne ucciso dal monossido di carbonio

    Lago d’Orta: 87enne ucciso dal monossido di carbonio

    Un morto, una donna salvata in extremis e un’intera famiglia intossicata dal monossido di carbonio, ieri pomeriggio, in Piemonte. Due gli episodi: nel primo, in una frazione di Miasino, sul lago d’Orta, in provincia di Novara, è deceduto un 87enne che probabilmente stava cercando di riparare un guasto alla caldaia di casa.

    La moglie, di 59 anni, è salva grazie al tempestivo intervento dei Vigili del fuoco che si trovavano già a Miasino per un altro intervento meno importante. È però in prognosi riservata e per lei è stato necessario il trasferimento in un centro specializzato con camera iperbarica, a Fara Novarese. La seconda intossicazione da monossido a Vignole, un paese della Val Borbera (Alessandria), dove sono stati soccorsi due adulti e tre bambini. Anche loro sono stati portati in una camera iperbarica ma le loro condizioni non sarebbero gravi.

  • Noemi Di Segni “Torna la paura ad essere ebrei”

    Noemi Di Segni “Torna la paura ad essere ebrei”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Vivo con gravissima preoccupazione il Giorno della Memoria dopo il 7 ottobre. Non è come gli altri anni”. Così Noemi Di Segni, presidente dell’Unione comunità ebraiche, in un’intervista al Messaggero.
    “Riemerge acuto e dilagante l’odio antisemita. Allora vuol dire che forse 20 anni di lavoro sulla memoria non è stato sufficiente”, sottolinea Di Segni, aggiungendo che torna la paura: “C’è un grande pericolo a girare con i nostri simboli”.
    Secondo la presidente dell’Unione comunità ebraiche le parole di condanna del nazifascismo delle Istituzioni “sono molto importanti, ma occorre ripensare le leggi nate dopo la guerra”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • 26enne ucciso in provincia di Varese

    26enne ucciso in provincia di Varese

    Un 26enne, Andrea Bossi, e’ stato trovato morto nella tarda mattina di sabato in via Mascheroni a Cairate, nell’appartamento in cui abitava da solo. Il corpo presentava delle ferite da armi da taglio. Sono stati i carabinieri di Fagnano Olona a intervenire per prima su segnalazione dei famigliari del giovane. Le indagini per omicidio coordinate dalla Procura di Busto Arsizio sono condotte dagli investigatori della sezione operativa di Busto Arsizio e del nucleo investigativo di Varese.

    Sull’omicidio gli inquirenti mantengono il massimo riserbo: l’impressione è che una pista investigativa ci sia e i carabinieri potrebbero essere vicini a chiudere il cerchio. Bossi risulta essere incensurato e da poco si era trasferito in provincia di Varese. Non è esclusa nemmeno l’ipotesi dell’omicidio passionale.

  • Zaia “Chi critica l’Autonomia vuole restare nel Medioevo”

    Zaia “Chi critica l’Autonomia vuole restare nel Medioevo”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Non conosco i tempi parlamentari, ma spero in breve tempo in un passaggio con l’approvazione definitiva alla Camera. Il 2024 sarà certamente l’anno dell’autonomia, una pietra miliare”. Così, in un’intervista a la Stampa, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, secondo cui chi critica l’autonomia differenziata vuole restare nel “Medioevo, in un’Italia immorale a due velocità”. “Non ho mai negato che la gradualità possa essere la soluzione: prima alcune materie e dopo tutto il resto. Il nostro obiettivo a regime sono tutte e 23 le materie”, sottolinea Zaia, aggiungendo: “Il centralismo ha creato un Paese, quello odierno, a due velocità. Tante critiche rasentano il ridicolo perchè dalle stesse bocche escono parole contraddittorie. La definiscono ‘spacca Italià, ‘secessione dei ricchì, ma anche ‘scatola vuotà. E’ una riforma che farà crescere il Paese, chi la critica dovrebbe rileggere con attenzione la Costituzione e la storia economica e sociale di altri grandi Paesi federalisti, come la Germania, che ebbe nel dopoguerra una costituzione autonomista”.
    Poi, in merito alla possibilità di un altro suo mandato in Veneto, commenta: “Non ne ho idea, non è una discussione che sto seguendo. Resto della mia opinione storica: questo è un Paese che deve decidere se vuole il cittadino protagonista della scelta della classe dirigente e allora deve togliere il blocco dei mandati. Dire che si creano dei centri di potere è come dare degli idioti ai cittadini, perchè è pieno di casi in cui dopo un primo mandato gli elettori non hanno rinnovato la fiducia”.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Cadde da palazzo Giustizia di Milano: avvocato risarcito con 1 milione e mezzo di euro

    Cadde da palazzo Giustizia di Milano: avvocato risarcito con 1 milione e mezzo di euro

    Il ministero di Giustizia pagherà 1,5 milioni a Antonio Montinaro, neoavvocato di 32 anni rimasto paralizzato nel gennaio di cinque anni fa dopo che era caduto dal quarto piano del Palazzo di Giustizia di Milano a causa di una balaustra troppo bassa. Durante l’udienza nella causa civile intentata da Montinaro – riferisce il Corriere della Sera – infatti gli avvocati del trentenne Gian Antonio Maggio e Salvatore D’Anca e l’Avvocatura dello Stato hanno annunciato di aver raggiunto un accordo che ora aspetta l’ok della Corte dei Conti.

    Era di tre milioni la richiesta di Montinaro, che non aveva ancora completato l’iscrizione alla Cassa Forense e quindi non ne aveva la copertura assicurativa assistenziale ed ora è tornato a vivere con i genitori a Martano, in provincia di Lecce. Dell’accordo è stato informata anche la Procura di Brescia, che ha aperto una inchiesta affidata alla pm Kelly Bressanelli per lesioni personali colpose.

  • Stoltenberg “Potenziali tensioni in Kosovo e Bosnia-Erzegovina”

    Stoltenberg “Potenziali tensioni in Kosovo e Bosnia-Erzegovina”

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    BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – La NATO ritiene che la situazione della sicurezza nei Balcani occidentali sia ancora molto fragile e che vi siano potenziali tensioni in Kosovo e Bosnia-Erzegovina. Si è pronunciato così da Bruxelles il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, intervenendo dopo l’incontro con il primo ministro montenegrino, Millojko Spajic. Stoltenberg ha detto che la NATO è pronta a svolgere il suo mandato in Kosovo per garantire la stabilità, proprio come in Bosnia ed Erzegovina. I Balcani occidentali, il rafforzamento della NATO e i preparativi per il vertice di Washington sono stati i temi principali dell’incontro. “La situazione nella regione dei Balcani occidentali rimane fragile. La violenza scoppiata in Kosovo era inaccettabile. Ciò ha indotto la NATO a impegnare immediatamente ulteriori forze in Kosovo”, ha affermato Stoltenberg.
    Inoltre, ha avvertito che la prossima settimana il Consiglio Nord Atlantico, il massimo organo politico dell’Alleanza, visiterà la Bosnia ed Erzegovina, per dimostrare così il sostegno senza riserve all’integrità territoriale e alla sovranità della Bosnia ed Erzegovina. Stoltenberg ha ringraziato il Montenegro per il suo contributo alla missione NATO in Kosovo, KFOR, ma anche per il suo ruolo costruttivo per la pace e la stabilità nella regione dei Balcani. Il primo ministro montenegrino, Spajiq, ha affermato che per il suo Paese la stabilità in Kosovo è di particolare importanza e che, in caso di necessità, il Montenegro è pronto ad aumentare la presenza dei suoi soldati nella missione KFOR. Spajic ha sottolineato che il Montenegro rimane un membro leale dell’alleanza NATO e impegnato ad avanzare nel processo d’integrazione nell’Unione europea. Lui ha affermato che per il 2024 il Montenegro ha stanziato più del 2% del prodotto interno lordo per la difesa, il che è in linea con i requisiti della NATO per tutti i paesi membri.
    Il capo dell’Alleanza ha affermato che la NATO collabora strettamente con l’UE quando sono in questione i paesi dei Balcani occidentali. Lui ha sottolineato soprattutto l’importanza di sostenere il dialogo tra il Kosovo e la Serbia per la normalizzazione dei rapporti, che avviene sotto la mediazione dell’Unione europea. Dopo gli attacchi armati contro la polizia del Kosovo a Banjska, Zveçan, nel settembre dello scorso anno – dove è stato ucciso il sergente Afrim Bunjaku – la NATO ha rafforzato la sua missione KFOR in Kosovo, e conta ora 4.500 membri. Il Kosovo ha accusato dell’attacco lo Stato serbo, anche se quest’ultimo ha negato tutto. La responsabilità dell’attentato è stata assunta da Millan Radoicic, ex vicepresidente della Lista Serbe, il più grande partito serbo del Kosovo. Nei suoi confronti l’Agenzia internazionale di polizia (Interpol) ha già emesso un mandato di arresto.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • Boffalora sopra Ticino: Villa Giulini. Un errore per il Comune non averla acquistata?

    Boffalora sopra Ticino: Villa Giulini. Un errore per il Comune non averla acquistata?

    Per quale motivo Villa Giulini non è stata acquistata dal comune di Boffalora sopra Ticino quando il prezzo era abbordabile? Un edificio storico in passato usata durante gli eventi, soprattutto la festa della Sucia. Dal 1978 al 2008 era in comodato d’uso gratuito, oltre a Villa Calderari la più importante del paese. “Nel 2022 il Comune riceva dalla Soprintendenza la possibilità di acquisire Villa Giulini – commenta Andrea Ranzini – ma decide di non aderire alla prelazione. Personalmente dico che non avrei pensato un secondo per acquisirla. Umberto Re e Anna Maria Garavaglia avevano tante idee per Villa Giulini. Come la possibilità di trasformarla in centro diurno anziani, o comunque valorizzarla. Con i fondi del Pnrr sarebbe stato possibile ottenere soldi per la ristrutturazione. Villa Giulini, essendo bene di interesse pubblico, non poteva essere acquista direttamente da un privato, ma si doveva passare attraverso la prelazione della Soprintendenza e poi se quest’ultima non intendeva agire direttamente, dall’ente territoriale, quindi dal comune di Boffalora.

    Il Comune non avendo voluto acquisire la Villa si è perfezionato l’acquisto da parte di Doria Srl”. La cifra da sborsare non era certo elevata per un edificio storico che si affaccia sul Naviglio Grande ed è visibile dalla piazza IV Giugno in tutta la sua maestosa grandezza. Si aggirava tra i 300 e i 400mila euro. Alla fine è stata rilevata da una società facente capo alla famiglia Doria che la sta ristrutturando. “Il problema non era l’acquisto della villa – ha commentato Doniselli – ma il costo dei lavori di restauro che sarebbero stati elevatissimi e, di certo, troppo onerosi per il nostro comune. Per questo motivo abbiamo preferito passare la mano ai privati”. Il complesso di Villa Giulini consta di un parco e due cascinali, uno che si affaccia su via Giulini e l’altro posizionato all’interno. Entrambi da sistemare con conseguente ulteriore esborso di denaro. Troppo per un comune come Boffalora (che approverà il bilancio lunedì sera).

    “Per non parlare della manutenzione – aggiunge – che va fatta regolarmente”. E così niente villa di proprietà, ma gli occhi dell’amministrazione su Villa Giulini non si sono certo abbassati. Negli anni passati il parco della villa era utilizzato come area feste durante la festa della Sucia e in altre occasioni. “La proprietà sta terminando i lavori sul tetto – conclude – Una volta che tutto verrà ultimato ci incontreremo e stipuleremo una convenzione con il privato per l’utilizzo pubblico dell’area esterna di villa Giulini. Questo ci darà la possibilità di continuare a fruire degli spazi”.