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  • Corbetta saluta il luogotenente Matteo Congiu, il comandante dei Carabinieri da oggi in pensione

    Dopo anni di onorato servizio il luogotenente Matteo Congiu, comandante della stazione dei Carabinieri di Corbetta, ha lasciato il servizio per la pensione. Ieri è stato il suo ultimo giorno di lavoro. Da oggi niente più caserma per il Maresciallo, conosciuto ed apprezzato per il suo impegno. A Corbetta ha preso il comando ormai tanti anni fa ed è sempre stato un riferimento per il territorio.

    CORBETTA – Sue caratteristiche sono sempre state l’impegno e la gentilezza nel trattare con le persone anche nelle situazioni più difficili. Al Maresciallo Congiu il ringraziamento dalla redazione per quanto fatto nel corso del suo servizio con l’Arma e gli auguri per questo nuovo periodo di vita lontano dalla divisa.

  • Milano, cominciati stamani i lavori di pulizia in Galleria

    MILANO Sono iniziati subito stamani, a Milano, i lavori di pulizia delle scritte che hanno deturpato la Galleria Vittorio Emanuele II, in piazza del Duomo, l’altro ieri sera, da parte di alcuni writer. Un’azione che ha suscitato rabbia e indignazione tra i cittadini. I manutentori sono al lavoro su un’altissima autoscala.

    Secondo le prime informazioni infatti l’imbrattamento non sarebbe apparentemente di matrice politica, almeno secondo quanto riferito in Questura a Milano, e, nonostante sia intervenuta sul posto anche la Digos, le indagini sono in carico alla Polizia Locale. E’ stato “deturpato e danneggiato” il “simbolo della nostra città”, ha detto l’assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli assicurando che si sta cercando di identificare gli autori mentre si lavora per capire come cancellare le scritte. Secondo quanto ricostruito dalla polizia locale i tre writer sarebbero arrivati alle 22.28 quando sono stati notati da una pattuglia di vigili. Al cornicione sarebbero arrivati passando da un locale adiacente e poi, una volta compiuta l’azione grafica, si sarebbero dileguati sui tetti, forse usando una scala di servizio. Sul posto sono anche stati eseguiti rilievi investigativi alla ricerca di tracce del loro passaggio. E’ una “vergogna senza fine”, ha commentato il vicepremier e ministro Matteo Salvini. “Faremo di tutto – ha aggiunto sui social il segretario della Lega e ministro delle Infrastrutture – perché le forze dell’ordine prendano questi teppisti, che devono avere una lezione che si ricorderanno per tutta la vita, a base di carcere, multa e servizi sociali a favore di disabili e anziani”. “Devono pagare fino all’ultimo centesimo”, ha ribadito il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Li prenderemo – ha aggiunto sui social – Non possiamo accettare che le nostre città e la nostra cultura siano continuamente imbrattate e vandalizzate”. “Il rispetto per i beni pubblici e per i nostri immensi tesori artistico-architettonici deve affermarsi sempre più come valore assoluto, a partire dalla scuola e fino agli strumenti social che troppo spesso rilanciano le gesta di veri e propri vandali che mettono a rischio i monumenti e gli spazi aperti al pubblico di elevatissimo valore storico e culturale”, ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. La questione per una volta tanto non ha diviso la politica, che si è unita in un coro bipartisan di indignazione che ha visto consiglieri comunali e regionali, assessori, e anche esponenti delle circoscrizioni uniti nella condanna.

  • Minniti “L’Europa scenda in campo, il Niger come l’Ucraina”

    Minniti “L’Europa scenda in campo, il Niger come l’Ucraina”

    Ultim’ora su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – “Bruxelles deve affermare il principio per cui l’Unione europea e quella africana camminano insieme. Con le dovute proporzioni, quello che succede a Niamey è importante, per la definizione dell’ordine globale, quanto quello che accade a Kyiv”. Lo afferma Marco Minniti, ex ministro dell’interno, in un’intervista al quotidiano “Il Foglio”.
    Per Minniti “c’è da augurarsi, forse da pretendere, che l’Europa scenda in campo, compatta, decisa”.
    Secondo l’ex ministro, l’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, deve chiedere “subito di poter incontrare la giunta militare a Niamey”. “Sarà un gesto simbolico, forse – aggiunge -, ma pure di quei gesti si sostanzia la diplomazia. Perchè se i golpisti guidati dal generale Tiani si rifiutassero, a quel punto si assumerebbero una responsabilità enorme”. Ma non solo: “Deve anche garantire a tutte le parti coinvolte che l’Ue parteciperà pienamente allo sforzo diplomatico che stanno conducendo l’Ecowas, cioè la Comunità degli stati dell’Africa occidentale, e l’Unione africana e l’Onu per riportare l’ordine a Niamey”.
    “Il golpe ha origini endogene – sottolinea Minniti -, il Cremlino non avrebbe le forze per organizzarlo. Ma certo nell’instabilità crescente Putin sa che può aumentare il suo peso negoziale, e prolungare la sua illusione di proporsi come il leader di una superpotenza mondiale. E l’Africa è un campo da gioco fondamentale in questa sfida”.
    Un messaggio anche per l’Italia. “Nessun paese europeo può illudersi di giocare un ruolo decisivo se agisce in solitaria, nel Sahel”, spiega quando gli viene chiesto di commentare gli atteggiamenti di Roma e Parigi. “La Francia, e per bocca del suo presidente – afferma l’ex ministro -, ha archiviato per sempre la stagione della Françafrique, e non può certo pensare di riproporre un modello coloniale ormai sconfitto dalla storia. L’Italia non può illudersi di coltivare ambizioni che, alla prova dei fatti, rischierebbero di rivelarsi velleità. Prudenza, dunque”, aggiunge Minniti.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Minniti “L’Europa scenda in campo, il Niger come l’Ucraina”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Bruxelles deve affermare il principio per cui l’Unione europea e quella africana camminano insieme. Con le dovute proporzioni, quello che succede a Niamey è importante, per la definizione dell’ordine globale, quanto quello che accade a Kyiv”. Lo afferma Marco Minniti, ex ministro dell’interno, in un’intervista al quotidiano “Il Foglio”.
    Per Minniti “c’è da augurarsi, forse da pretendere, che l’Europa scenda in campo, compatta, decisa”.
    Secondo l’ex ministro, l’alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, deve chiedere “subito di poter incontrare la giunta militare a Niamey”. “Sarà un gesto simbolico, forse – aggiunge -, ma pure di quei gesti si sostanzia la diplomazia. Perchè se i golpisti guidati dal generale Tiani si rifiutassero, a quel punto si assumerebbero una responsabilità enorme”. Ma non solo: “Deve anche garantire a tutte le parti coinvolte che l’Ue parteciperà pienamente allo sforzo diplomatico che stanno conducendo l’Ecowas, cioè la Comunità degli stati dell’Africa occidentale, e l’Unione africana e l’Onu per riportare l’ordine a Niamey”.
    “Il golpe ha origini endogene – sottolinea Minniti -, il Cremlino non avrebbe le forze per organizzarlo. Ma certo nell’instabilità crescente Putin sa che può aumentare il suo peso negoziale, e prolungare la sua illusione di proporsi come il leader di una superpotenza mondiale. E l’Africa è un campo da gioco fondamentale in questa sfida”.
    Un messaggio anche per l’Italia. “Nessun paese europeo può illudersi di giocare un ruolo decisivo se agisce in solitaria, nel Sahel”, spiega quando gli viene chiesto di commentare gli atteggiamenti di Roma e Parigi. “La Francia, e per bocca del suo presidente – afferma l’ex ministro -, ha archiviato per sempre la stagione della Françafrique, e non può certo pensare di riproporre un modello coloniale ormai sconfitto dalla storia. L’Italia non può illudersi di coltivare ambizioni che, alla prova dei fatti, rischierebbero di rivelarsi velleità. Prudenza, dunque”, aggiunge Minniti.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Mulè “In Fdi improvvidi rigurgiti contro l’anima del Paese”

    Mulè “In Fdi improvvidi rigurgiti contro l’anima del Paese”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Rocca avrà fatto una valutazione, avrà ritenuto che le scuse profonde e sentite di De Angelis ristabiliscono la credibilità e l’autorevolezza che il portavoce deve avere. Non mi sento di aggiungere altro”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il deputato di FI e vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, dopo le scuse per il post sulla strage di Bologna da parte dell’ex estremista nero Marcello De Angelis che, su decisione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, resta al suo posto.
    “Dalle altissime cariche istituzionali ai semplici militanti di FdI – sottolinea Mulè -, ci sono state uscite che gli stessi protagonisti hanno definito sbagliate e che io chiamo improvvide, legate a fatti della storia, o della storia giudiziaria, che hanno marcato l’Italia negli ultimi 60 anni. Rigurgiti che, nel caso di De Angelis, sono esasperati da vicende personali o familiari, ma che da parte di altri sono frutto di un’elaborazione che fa a pugni con l’anima del Paese”.
    In merito alla decisione della premier Giorgia Meloni che non ha ritenuto di intervenire, commenta: “La leader e i dirigenti di Fratelli d’Italia avranno fatto delle considerazioni che conducono in questa direzione. Non voglio entrare nelle scelte di altri partiti”.
    Il fatto di avere come principale alleato un partito che non riesce a smarcarsi da tentazioni o condizionamenti neofascisti “per noi non è un problema – aggiunge Mulè -, nella misura in cui abbiamo rimarcato con forza il nostro carattere antifascista, il nostro carattere che è sempre stato lontano dal revisionismo, seppur di maniera o di opportunità. In questo c’è la distanza evidente fra Forza Italia e gli altri partiti. Vede, la nostra può essere giudicata come attività di disturbo e invece c’è un fatto identitario che reclamo e rilancio. Le radici culturali di Forza Italia non sono cambiate: e sono quelle del Berlusconi di Onna, del Berlusconi degli ultimi tempi”.
    “Weber – prosegue Mulè – ha detto una cosa che può anche essere accolta con un’alzata di sopracciglio: Meloni e altri devono dimostrare di essere al fianco dell’Europa che lui ha in mente. Il Ppe in Polonia sta con Tusk, che sfida Morawiecki, uno dei leader dei Conservatori. Se il vento di centrodestra che è calato in Spagna dovesse scemare anche in Polonia, la prospettiva europea cambia decisamente. Una cosa è certa: noi, oggi, dobbiamo marcare le differenze”.
    E alla domanda se è sbagliato fare un’alleanza fra Ppe e Conservatori, risponde: “Dico che rinvierei la corsa ad amalgamarsi al dopo elezioni europee, con un dato di ingovernabilità già acquisito. Noi abbiamo nel dna il popolarismo e non il populismo, abbiamo una diversità di approccio. Poi, dopo il voto, se è il caso faremo di necessità virtù. Alle Europee non corre il centrodestra unito, corrono Forza Italia e il Ppe. Non dobbiamo avere paura a sottolineare la nostra identità, le nostre idee che possono essere diverse dagli altri, dal patto di stabilità all’immigrazione. E’ un’opinione personale, sottolineo”. Poi, in merito alla guida del partito e ad una sua eventuale autocandidatura, commenta: “Macchè. Ci potranno essere una, dieci, cento candidature. Ma finora abbiamo solo la data del congresso, non abbiamo le regole. Tajani ha detto che di qui a poco saranno stabilite. Aspettiamo”.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Mulè “In Fdi improvvidi rigurgiti contro l’anima del Paese”

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    ROMA (ITALPRESS) – “Rocca avrà fatto una valutazione, avrà ritenuto che le scuse profonde e sentite di De Angelis ristabiliscono la credibilità e l’autorevolezza che il portavoce deve avere. Non mi sento di aggiungere altro”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il deputato di FI e vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè, dopo le scuse per il post sulla strage di Bologna da parte dell’ex estremista nero Marcello De Angelis che, su decisione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, resta al suo posto.
    “Dalle altissime cariche istituzionali ai semplici militanti di FdI – sottolinea Mulè -, ci sono state uscite che gli stessi protagonisti hanno definito sbagliate e che io chiamo improvvide, legate a fatti della storia, o della storia giudiziaria, che hanno marcato l’Italia negli ultimi 60 anni. Rigurgiti che, nel caso di De Angelis, sono esasperati da vicende personali o familiari, ma che da parte di altri sono frutto di un’elaborazione che fa a pugni con l’anima del Paese”.
    In merito alla decisione della premier Giorgia Meloni che non ha ritenuto di intervenire, commenta: “La leader e i dirigenti di Fratelli d’Italia avranno fatto delle considerazioni che conducono in questa direzione. Non voglio entrare nelle scelte di altri partiti”.
    Il fatto di avere come principale alleato un partito che non riesce a smarcarsi da tentazioni o condizionamenti neofascisti “per noi non è un problema – aggiunge Mulè -, nella misura in cui abbiamo rimarcato con forza il nostro carattere antifascista, il nostro carattere che è sempre stato lontano dal revisionismo, seppur di maniera o di opportunità. In questo c’è la distanza evidente fra Forza Italia e gli altri partiti. Vede, la nostra può essere giudicata come attività di disturbo e invece c’è un fatto identitario che reclamo e rilancio. Le radici culturali di Forza Italia non sono cambiate: e sono quelle del Berlusconi di Onna, del Berlusconi degli ultimi tempi”.
    “Weber – prosegue Mulè – ha detto una cosa che può anche essere accolta con un’alzata di sopracciglio: Meloni e altri devono dimostrare di essere al fianco dell’Europa che lui ha in mente. Il Ppe in Polonia sta con Tusk, che sfida Morawiecki, uno dei leader dei Conservatori. Se il vento di centrodestra che è calato in Spagna dovesse scemare anche in Polonia, la prospettiva europea cambia decisamente. Una cosa è certa: noi, oggi, dobbiamo marcare le differenze”.
    E alla domanda se è sbagliato fare un’alleanza fra Ppe e Conservatori, risponde: “Dico che rinvierei la corsa ad amalgamarsi al dopo elezioni europee, con un dato di ingovernabilità già acquisito. Noi abbiamo nel dna il popolarismo e non il populismo, abbiamo una diversità di approccio. Poi, dopo il voto, se è il caso faremo di necessità virtù. Alle Europee non corre il centrodestra unito, corrono Forza Italia e il Ppe. Non dobbiamo avere paura a sottolineare la nostra identità, le nostre idee che possono essere diverse dagli altri, dal patto di stabilità all’immigrazione. E’ un’opinione personale, sottolineo”. Poi, in merito alla guida del partito e ad una sua eventuale autocandidatura, commenta: “Macchè. Ci potranno essere una, dieci, cento candidature. Ma finora abbiamo solo la data del congresso, non abbiamo le regole. Tajani ha detto che di qui a poco saranno stabilite. Aspettiamo”.
    foto Agenzia Fotogramma
    (ITALPRESS).

  • Sanità: Tronca commissario del PAT, Regione revoca accreditamento a Rsa incendiata

    MILANO Francesco Paolo Tronca, in passato già prefetto di Milano, capo dipartimento Nazionale dei Vigili del Fuoco e commissario straordinario di Roma Capitale dal 2015 al 2016, è stato nominato commissario del Pio Albergo Trivulzio di Milano, la più grande rsa d’Italia.

    “La nomina del Commissario Francesco Paolo Tronca rappresenta la strada individuata da Regione Lombardia, sentito il Comune di Milano, per risanare i conti e costruire un’azione di rilancio per il Pio Albergo Trivulzio”, spiegano in una nota congiunta il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e il sindaco di Milano Giuseppe Sala, gestori della rsa. “Regione e Comune – proseguono – ritengono prioritario l’obiettivo di salvare l’Ente da una situazione di grave criticità contabile ormai consolidata negli ultimi dieci anni, come segnalato a più riprese anche dai vertici succedutisi negli anni ed evidenziato da ultimo dalla due diligence. Sono state vagliate tutte le possibili soluzioni e la scelta di un Commissario con poteri straordinari è quella che consente di rispettare la missione sociale del Pat e il suo patrimonio immobiliare”. “Convergenza assoluta – concludono Fontana e Sala – anche sulla nomina dell’ex prefetto Tronca per ricoprire questo ruolo che, con la sua professionalità e preparazione costituisce una figura di assoluta garanzia”.

    RSA INCENDIATA
    Regione Lombardia sospende per 180 giorni l’accreditamento alla Rsa Casa dei Coniugi di Milano, gestita dalla cooperativa Proges, la struttura di via dei Cinquecento a Milano dove nella notte tra giovedì 6 e venerdì 7 luglio è scoppiato un incendio che ha provocato la morte di sei persone. Lo ha deciso la giunta della Regione, riunita oggi per l’ultima volta prima della pausa estiva, a seguito “dei provvedimenti emessi dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco per gravi fatti accaduti e per la conseguente situazione di grave rischio per la salute dei cittadini”, oltre “al mancato mantenimento dei requisiti”, ossia in relazione ai problemi riscontrati sul funzionamento dei rilevatori antifumo.

  • Il vincolo ora c’è: San Siro non si può demolire

    Il vincolo ora c’è: San Siro non si può demolire

    MILANO Lo stadio di San Siro non potrà essere demolito. La decisione arriva dalla Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia, che ha dato l’ok definitivo alla proposta della soprintendenza.

    “Nella seduta del 27 luglio scorso la Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia ha espresso all’unanimità parere positivo di sussistenza dell’interesse culturale per il secondo anello dello Stadio di San Siro, in vista di futura verifica ex art. 12 del D. Lgs. 42/2004 (all’avveramento del requisito di vetustà ultrasettantennale), avallando quindi la proposta della competente soprintendenza” si legge nel documento inviato al Comune di Milano, ministero della Cultura e soprintendenza. “Si precisa inoltre che la soprintendenza archivistica e bibliografica per la Lombardia, nel corso della medesima seduta, ha richiamato la valenza come ‘archivio esposto’ della tribuna ovest dello Stadio per le targhe/epigrafi che documentano i successi nazionali e internazionali di Inter e Milan. Trattandosi di ‘archivio pubblico’, in quanto di proprietà comunale, esso è tutelato ex lege ai sensi dell’art. 10, comma 2, lettera b) del D. Lgs. 42/2004”. Il documento della Commissione è la risposta alla richiesta avanzata dal Comune di valutare in via anticipata l’interesse culturale del secondo anello dello stadio, che acquisirà il requisito della vetustà quando compirà 70 anni, prima della prevista fase di demolizione e della cerimonia di inaugurazione di Milano Cortina Gennaio 2026.

    Un motivo che spingerà una volta di più Milan e Inter, come in realtà avevano già deciso, a costruire i loro nuovi stadi altrove e separatamente. Il Milan, in particolare, sembra più avanti, con l’area San Francesco di San Donato Milanese designata per ospitare il nuovo stadio rossonero. L’Inter, invece, nelle ultime settimane ha ufficialmente stretto un accordo con il comune di Rozzano per il diritto di esclusiva (fino al 30 aprile 2024) sullo studio di fattibilità. Hanno vinto gli storici innamorati del vecchio Meazza, che resterà dov’è. Ma, allo stesso tempo, diventa anche un problema in più e di non poco conto per il Comune di Milano, che rischia tra qualche anno di ritrovarsi un impianto vuoto e dai costi di manutenzione elevatissimi.

  • Toyota presenta il nuovo Land Cruiser

    Toyota presenta il nuovo Land Cruiser

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Toyota presenta il nuovo Land Cruiser, un modello che attinge a piene mani dalle storiche qualità che hanno reso il suo nome, sinonimo di forza e affidabilità per oltre 70 anni. Il suo Dna si unisce a nuove tecnologie per offrire prestazioni più elevate sia fuoristrada che nell’uso quotidiano. Il risultato rafforza la reputazione globale di Land Cruiser quale mezzo di trasporto dall’affidabilità assoluta, in grado di giungere a destinazione e riportarti a casa in sicurezza, nelle condizioni più estreme. Toyota aprirà le prevendite europee del nuovo Land Cruiser a ottobre, con le prime consegne previste nella prima metà del 2024. Il Land Cruiser nasce 72 anni fa come “Toyota BJ”, il 1° agosto 1951. Poco dopo ha dimostrato la sua forza e le sue capacità diventando il primo veicolo a raggiungere con successo il checkpoint 6 sulle pendici del Monte Fuji.
    Da allora, la mission del marchio delle tre ellissi con Land Cruiser è stata quella di fornire alle persone un veicolo che li portasse a destinazione in sicurezza, anche negli ambienti più difficili. Le diverse esperienze dei clienti di tutto il mondo si sono dimostrate preziose per sviluppare i punti di forza essenziali del Land Cruiser in termini di affidabilità, durabilità e capacità di affrontare condizioni stradali accidentate.
    Non sorprende che la sua reputazione in tutto il mondo l’abbia resa uno dei modelli più venduti di Toyota, con 11,3 milioni di vendite fino ad oggi, in oltre 170 paesi e regioni. Il nuovo Land Cruiser conferma la classica e affidabile filosofia costruttiva “body-on-frame” e segue il più grande Land Cruiser 300 (non disponibile in Europa occidentale) nell’adozione della piattaforma GA-F di Toyota, che svolge un ruolo chiave nel migliorare significativamente le prestazioni fuoristrada.
    Allo stesso tempo, il nuovo modello è facile da guidare e più confortevole nella guida convenzionale su strada, fedele all’impegno di Toyota nel rendere questo veicolo pratico e su misura per le esigenze quotidiane dei propri clienti. Il nuovo telaio è più rigido del 50% e la rigidità strutturale di carrozzeria e telaio è incrementata del 30%. Questi aumenti sostanziali contribuiscono a migliorare la reattività, la maneggevolezza e il comfort di guida. Anche le prestazioni delle sospensioni sono state migliorate, in particolare per contribuire a garantire una maggiore articolazione delle ruote, un fattore chiave per le performance di guida in fuoristrada.
    Questo è il primo Land Cruiser ad utilizzare un sistema di servosterzo elettrico (EPS). Ciò riduce la quantità di contraccolpi che possono verificarsi quando si guida su superfici accidentate, restituisce una risposta più fluida e diretta nonchè una migliore manovrabilità a tutte le velocità. L’utilizzo dell’EPS consente inoltre al nuovo Land Cruiser di essere dotato del Lane Tracing Assist come parte del pacchetto di sicurezza attiva e assistenza alla guida Toyota Safety Sense.
    Il nuovo modello migliora ulteriormente nelle sue capacità fuoristradistiche grazie ad una nuova barra stabilizzatrice anteriore scollegabile. La tecnologia – SDM (Stabiliser with Disconnection Mechanism) – è una “Toyota first” e consente al conducente di modificare lo stato della barra stabilizzatrice utilizzando un interruttore sul cruscotto. Questa flessibilità consente una migliore guidabilità su strade accidentate nonchè più comfort e maneggevolezza nella guida su strada. Gli aggiornamenti al Multi-Terrain Monitor e al Multi-Terrain Select forniscono ulteriore supporto durante la guida fuoristrada. Utilizzando una telecamera e un display ad alta risoluzione, il Multi-Terrain Monitor offre al conducente una visione chiara dell’area immediatamente attorno e sotto il veicolo; il sistema Multi-Terrain Select adatta automaticamente le prestazioni del veicolo in base alle diverse condizioni di guida fuoristrada.
    Il propulsore riflette l’attenzione di Toyota nel garantire che il modello sia progettato e ingegnerizzato per accompagnare al meglio i propri clienti nella vita privata e lavorativa, portando avanti la consolidata reputazione del modello in termini di affidabilità e durabilità su strada e fuoristrada. In Europa occidentale, il nuovo Land Cruiser sarà lanciato con un’unità turbodiesel da 2,8 litri progettata per ottenere un grande equilibrio tra efficienza nei consumi e prestazioni. Sviluppa 204 CV / 150 kW ed è abbinata a un nuovo cambio automatico Direct Shift a otto rapporti, combinazione che permette di trainare carichi fino a 3.500 kg. Più avanti nel 2025, sarà disponibile un propulsore elettrificato che combina il potente ed efficiente motore diesel con la tecnologia mild hybrid a 48 Volt. La tradizione si unisce alla modernità per creare un look senza tempo che esprime la capacità del veicolo affrontare e resistere alle condizioni di guida più difficili. Il design esprime inoltre la bellezza funzionale propria dei migliori strumenti professionali. Il look robusto esprime un ritorno alle origini del nuovo Land Cruiser, ma è anche molto pratico con un approccio “form-follows-function”. Le prestazioni fuoristrada sono supportate da sbalzi più corti, angoli scolpiti e un sottoscocca più stretto, mentre diverse parti della carrozzeria sono state progettate per una facile sostituzione in caso di danni.
    Di profilo, il design esterno mostra la classica silhouette Land Cruiser, con forti linee orizzontali. La lunghezza complessiva è di 4.920 mm, la larghezza 1.980 mm e l’altezza 1.870 mm; Il passo è di 2.850 mm. Gli interni saranno disponibili in configurazione a cinque o sette posti, con un design che evoca la forza e la funzionalità di un autentico fuoristrada. Ciò è testimoniato da dettagli come il cruscotto a sviluppo orizzontale e gli interruttori disegnati per un facile utilizzo anche durante la guida su terreni impegnativi. Assoluta priorità è stata data alla visibilità del guidatore in tutte le condizioni, coadiuvata dalla calandra ribassata, dal cruscotto orizzontale e da una linea di cintura più bassa che consente l’utilizzo di finestrini laterali più ampi. Il nuovo Land Cruiser sarà dotato del più recente sistema Toyota Safety Sense all’interno del pacchetto di funzionalità di sicurezza e assistenza alla guida Toyota T-Mate, in grado di ridurre lo stress del guidatore. Il nuovo Land Cruiser sarà introdotto in Europa con uno speciale allestimento First Edition, disponibile esclusivamente nel periodo iniziale di pre-ordini a partire da ottobre di quest’anno.
    Questa versione in edizione limitata – di cui 50 esemplari destinati al mercato italiano – sottolinea l’heritage di Land Cruiser con caratteristiche di design esclusive e un look off-road senza compromessi. I dettagli includono i classici fari rotondi e due colorazioni esterne bi-tone dedicate: Sand e Smoky Blue. Ulteriori dettagli saranno forniti in prossimità dell’apertura dei pre-ordini.

    foto: ufficio stampa Toyota Motor Italia

    (ITALPRESS).

  • Faccia da non voglio vedere – Di Massimo Moletti

    Un paese non giusto ma da politicamente corretto con una visione poco imparziale della realtà

    Molto spesso mi chiedo se questa nazione stia arando un solco tra due o tre popolazioni: i ricchi top, i ricchi e i pezzenti ..
    In un paese dove le ingiustizie sono in ogni singolo secondo tanto da creare un bipolarismo sociale e culturale..
    Perché la gente si lamenta? Perché molto spesso è condizionata?
    Le città italiane e piccoli centri sono deserti e commercialmente morti. Beh, se per 20 anni fai aprire centri commerciali con parcheggi e nel frattempo togli parcheggi al centro città con pagamento e multe a iosa la formula è perfetta …
    Ma le amministrazioni non paghe continuano a investire sul centro per farlo diventare zero auto …
    Non vogliono vedere ma soprattutto sentire…
    Forse esistono dei secondi e terzi fini??? Stile prima Repubblica??
    Le nostre città profumano di kebab e involtini primavera con spruzzate di gelato…ormai da 20 anni..
    Ad Agosto molta gente resta a casa ma poi sempre in ferie ma il paese deve essere in ferma…
    Una donna viene uccisa solita storia dell’uomo col piccone ma non voglio nè vedere nè sentire…
    Purtroppo, oltre a non volere ascoltare si nega e si crea una giustificazione..
    Sempre da miracolati e raccomandati …
    Paese delle grazie il nostro ma sempre ai soliti senza neppure bisogno dell’offerta in molti casi …
    E quando uno ha ricevuto la grazia non vuole nè sentire nè ascoltare gli atei anzi bruciarlo al rogo