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  • Interventi al femore entro 48h dal ricovero. L’Ortopedia dell’ASST Rhodense terza in Lombardia

    Interventi al femore entro 48h dal ricovero. L’Ortopedia dell’ASST Rhodense terza in Lombardia

    Nei risultati del Piano Nazionale Esiti, l’Unità di Ortopedia dell’Ospedale di Garbagnate Milanese, diretta dal dottor Carlo Cardile, ha ottenuto valutazioni positive sui volumi di interventi per frattura del collo del femore e del loro trattamento precoce, per protesi d’anca e di spalla. Tra i dati pubblicati da Agenas a dicembre 2025, ma relativi all’anno 2024, si registrano buoni risultati anche nei volumi di interventi per protesi di ginocchio, indicativi di una propensione dell’Ortopedia di Garbagnate ad una particolare attenzione nel trattamento del paziente fragile.

    Il reparto ortopedico dell’ASST Rhodense risulta al terzo posto tra gli ospedali pubblici della Lombardia e 88esimo, su 650, in ambito nazionale per l’indicatore: “frattura del collo del femore: intervento chirurgico entro 48 ore dall’accesso nella struttura di ricovero”.

    Il PNE rappresenta, ormai da tempo, molto più di un semplice sistema di monitoraggio: è diventato uno degli strumenti strategici di governance del nostro SSN. Racconta la qualità dell’assistenza erogata in Italia, offrendo a cittadini, operatori, istituzioni e decisori pubblici una fotografia sempre più chiara e utile per orientare le politiche sanitarie.

  • Fnp Cisl Milano Metropoli: “Nelle Rsa dovrebbe esserci conforto, non violenza”

    Fnp Cisl Milano Metropoli: “Nelle Rsa dovrebbe esserci conforto, non violenza”

    La notizia di gravi violenze nei confronti di anziani in una RSA di Parabiago lascia senza parole. È necessario, però, parlarne e denunciare questo orrore quasi indicibile e anche la denuncia non basta. Un fatto così grave deve diventare uno spunto per riflettere sulla vecchiaia e sull’inadeguatezza degli strumenti e delle strutture esistenti.

    Le forze dell’ordine e la magistratura indagheranno e, ce lo auguriamo, puniranno i colpevoli. Eppure, c’è da domandarsi come fatti del genere possano succedere senza che le direzioni delle strutture e le autorità competenti ai controlli siano state in grado di prevenirli o, perlomeno, di denunciarli per tempo. Da quanto si legge sui giornali, la denuncia è venuta da familiari delle vittime e non dalla direzione.

    Bisogna riflettere sulla natura e sul funzionamento delle residenze socio-assistenziali partendo da un presupposto. Le RSA dovrebbero essere strutture (che hanno, peraltro, tariffe carissime e non alla portata di tutti), dove si cerca un conforto, un luogo dove vivere gli ultimi anni di vita. Spesso, però, gli anziani ci arrivano in condizioni di salute molto precarie e in età avanzata. Così, le RSA assomigliano sempre più ad ospedali di lunga degenza piuttosto che a strutture di residenza, vengono posti limiti alla libertà dei degenti, alla presenza dei familiari, alla libertà di movimento (spesso preclusa anche dalle condizioni di salute). È questo contesto che favorisce lo sviluppo di abusi verso persone fragili. La carenza di personale e spesso il loro sfruttamento non fa che peggiorare la situazione. Dopo il periodo del Covid, non in tutte le RSA si è tornati agli orari di apertura per i parenti previsti in precedenza. Il rapporto con le famiglie per gli anziani ricoverati è prezioso, perché è l’unico legame che ancora hanno con la loro vita precedente. L’isolamento favorisce la demenza e, in questo modo, un luogo che dovrebbe favorire il benessere degli ospiti, ne accelera il decadimento cognitivo e fisico.

    Le RSA vanno completamente ripensate, va applicata la legge sulla non autosufficienza che ancora una volta non è stata adeguatamente finanziata dalla legge di bilancio. Va avviato un confronto ampio su RSA e loro alternative tra Regione, ATS (adibite ai controlli delle RSA), comuni, sindacati dei pensionati e associazioni dei familiari. Le RSA vanno aperte al territorio, devono essere più trasparenti. Gli anziani ricoverati sono innanzitutto delle persone che vanno ascoltate, rese partecipi, pur nei limiti delle loro capacità cognitive. Solo attraverso una maggiore trasparenza e un maggior controllo del territorio potremo prevenire altri fatti gravissimi come quelli di Parabiago.

    Luigi Maffezzoli, Segretario Generale Fnp Milano Metropoli

  • Quindicenne sequestrato e rapinato a Milano, la madre: ‘nessuno è intervenuto’

    Quindicenne sequestrato e rapinato a Milano, la madre: ‘nessuno è intervenuto’

    “Mio figlio è un ragazzo coraggioso, ci ha detto di non aver avuto paura. Ha qualche livido, ma a fargli male è stato altro: il fatto che nessuno sia
    intervenuto”. Punta il dito contro l’indifferenza di MILANO la
    madre del 15enne che domenica sera è stato sequestrato e
    rapinato in corso Buenos Aires. “Nonostante abbia fatto capire
    la situazione alle persone che incrociava per strada, nessuno si
    è mosso”, dice la donna in una intervista a la Repubblica e il
    Giorno.

    “Hanno visto in tanti – insiste la madre -. Decine di
    persone. E poi magari sono le stesse che, tornando a casa,
    versano una lacrima vedendo le scene che arrivano dai teatri di
    guerra. Legittimo. Ma, non appena vedono un ragazzino rimasto
    scalzo, a 4 gradi, non fanno nulla. Non chiamano il 112, non
    seguono questo gruppo magari nascondendosi dietro a un palo,
    nulla. Poteva morire, mio figlio”.

    La donna ha deciso di parlare proprio per questo motivo, “per
    non fare come quelle persone di corso Buenos Aires. Perché serva
    a qualcuno. Questa società produce disgrazia e indifferenza.
    Gente che si lamenta, che invoca sicurezza, chiede galera, ma
    guarda e passa oltre. Dico: hai paura? Io, che ho sessant’anni,
    forse non sarei intervenuta in prima persona. Ma non molli un
    ragazzino rapinato e sequestrato”.

  • Magenta non dimentica i suoi consacrati: testimoni di fede nel mondo uniti dalla preghiera

    Magenta non dimentica i suoi consacrati: testimoni di fede nel mondo uniti dalla preghiera

    Oggi Magenta ricorda con affetto e riconoscenza i suoi consacrati, vicini e lontani. Un pensiero che attraversa confini e continenti, nato dall’iniziativa di Francesco Bigogno, con l’obiettivo di non dimenticare mai quello che fanno e chi sono. “Sono le anime elette della nostra Magenta e fanno tanto bene, ognuno con il proprio compito – ha spiegato Bigogno – con alcuni teniamo uno stretto collegamento, altri abbiamo dovuto cercarli. È essenziale ricordarli e pregare per loro”.

    Un invito semplice ma profondo, che diventa occasione per riscoprire volti, storie e missioni che portano il nome di Magenta ben oltre i suoi confini. Sono numerosi i consacrati ricordati, impegnati in realtà diverse ma uniti dalla stessa vocazione: Don Claudio Mainini, missionario in Camerun, Frate Luigi Tomassini, cappuccino da oltre 40 anni, oggi al servizio dei poveri a Milano, Suor Rosita Lanticina, per molti anni missionaria in Albania, Don Marco Cozzi, sacerdote a Cairate, Don Giovanni Olgiati di Pontevecchio, Don Paolo Masperi, Madre Carmela Colombo, Piccole Suore della Provvidenza: 30 anni in India, oggi a Frascaro, Don Riccardo Bollati, insegnante in Vaticano, Suor Loredana Peri, Canossiana, oggi insegnante a Monza, Don Angelo Sgobbi, per tanti anni parroco a Inveruno, oggi in cammino in un percorso eremitico. L’elenco continua con altre testimonianze preziose: Don Tarcisio Colombo, parroco a Paderno Dugnano, Maria Baldo, missionaria laica in Brasile, Suor Letizia, suora di clausura, Frate Marco Garavaglia, della comunità di Bose ad Assisi, Frate Fabio Ceriotti, sacerdote ad Arenzano, Maristella Bigogno, in missione in Togo.

    Un pensiero speciale va anche a madre Virginia Beretta, sorella di santa Gianna, che ci ha lasciato proprio quest’anno. Alcuni dei consacrati hanno risposto con gioia all’iniziativa di Francesco Bigogno: le loro lettere e testimonianze possono essere ascoltate nel video dedicato, offrendo parole di fede, speranza e incoraggiamento. Infine, Francesco ha voluto ricordare anche due sacerdoti che hanno profondamente segnato la storia della comunità magentina e che oggi non ci sono più, lasciando un grande vuoto: Don Fausto Giacobbe e Don Luigi Castelnovo. Il loro ricordo resta vivo nel cuore di Magenta, come quello di tutti coloro che, con discrezione e dedizione, continuano a seminare bene ogni giorno.

  • Trasporto sanitario d’urgenza per un 12enne a Malpensa

    Trasporto sanitario d’urgenza per un 12enne a Malpensa

    Concluso ieri un trasporto sanitario d’urgenza effettuato da un velivolo G650 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare. Il volo ha permesso il trasferimento immediato dall’aeroporto Militare di Napoli – Capodichino, all’aeroporto civile di MILANO – Malpensa di un bambino di 12 anni, in imminente pericolo di vita.

    La missione di soccorso è stata attivata su richiesta della
    Prefettura di Napoli. Il giovane paziente, precedentemente
    ricoverato presso l’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon di
    Napoli, necessitava di cure specialistiche urgenti che sono state
    assicurate attraverso il trasferimento immediato presso l’Ospedale
    di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.

    Il volo, così comeaccade per questo genere di attività, è stato autorizzato dalla
    Presidenza del Consiglio dei Ministri che gestisce e coordina le
    attività della flotta dei velivoli di Stato.

  • Caso Signorini, Corona: fatti i nomi al Pm, pronte due denunce

    Caso Signorini, Corona: fatti i nomi al Pm, pronte due denunce

    “Ho fatto i nomi ai pm. Ho la mail aperta e abbiamo un sacco di segnalazioni. Anche a verbale ho parlato del ‘sistema Signorini’. Tre minuti ho parlato del revenge porn e un’ora di Alfonso Signorini, di tutti i suoi giri e di tutte le sue amicizie. Ho più di cento testimonianze e sono già pronte due denunce contro di lui”.

    Lo ha spiegato ai cronisti Fabrizio Corona, al termine dell’interrogatorio, di meno di un’ora e mezza, avvenuto ieri in Procura a MILANO nell’inchiesta che lo vede indagato per revenge porn, ma che parte dalla sua trasmissione ‘Falsissimo’ in cui ha parlato di un “sistema” di favori sessuali richiesti dal giornalista e conduttore tv – questa la versione dell’ex agente fotografico – ad alcuni
    partecipanti del Grande Fratello o a chi aspirava ad entrare nella ormai famosa “casa”.

    “Due denunce devono essere depositate, entrambe entro questa settimana. Medugno depositerà domani o dopodomani e poi c’è un altro che non vi dico”, ha aggiunto Corona, che aveva già scritto che l’ex concorrente del GF Vip Medugno aveva denunciato Signorini per violenza sessuale e tentata estorsione. “Se gli prendono il cellulare a Signorini trovano Sodoma e Gomorra”, ha aggiunto l’ex ‘re dei paparazzi’.

  • Maxi sequestro della Finanza, oltre 30mila articoli griffati falsi tra Milano e Como

    Maxi sequestro della Finanza, oltre 30mila articoli griffati falsi tra Milano e Como

    Maxi sequestro della Guardia di Finanza di Como di oltre 30mila articoli contraffatti tra borse, foulard, cinture, scarpe e accessori con i loghi di noti marchi del lusso, tra cui Hermes, Louis Vuitton, Yves Saint Laurent, Chanel, Gucci, Prada. Sono stati oltre 80 i finanzieri impegnati sul territorio nazionale con perquisizioni nelle province di Como, Varese, Milano, Firenze, Prato, Napoli e Vicenza, nei confronti di 24 soggetti, ritenuti coinvolti nella produzione e vendita di prodotti contraffatti.

    L’attività ha consentito di smantellare due filiere
    produttive del falso, interrompendo un illecito giro d’affari
    milionario. Durante le perquisizioni è stato anche trovato e
    sequestrato denaro contante per 620.000 euro in diversi tagli.
    Sono state poi ritrovate 47 banconote da 500 euro e 147
    banconote da 200 euro. Sono state inoltre sequestrate tre
    autovetture di grossa cilindrata, utilizzate per il trasporto
    della merce contraffatta. La prima filiera, ramificata in
    diverse regioni, ha riguardato soggetti di nazionalità italiana
    e cinese che avevano allestito un autonomo canale di produzione
    e vendita di prodotti griffati.

    Nell’hinterland milanese è stato trovato un capannone clandestino, con macchinari, matrici, minuteria metallica e oltre 1.000 metri lineari di pellame e
    tessuti tecnici, destinati alla lavorazione di borse griffate,
    oltre a un laboratorio domestico, allestito in un’abitazione a
    Milano, in cui venivano assemblati i prodotti semilavorati e gli
    accessori. Gli articoli finiti venivano affidati a corrieri
    incaricati di consegnarli ai rivenditori finali, in alcuni casi
    negozianti compiacenti ovvero soggetti completamente abusivi che
    pubblicizzavano i prodotti su note piattaforme digitali.

    La
    seconda filiera del falso aveva invece come suo promotore ed
    organizzatore un cittadino italiano collegato ad un opificio
    milanese operante nel settore della pelletteria che era in grado
    di realizzare prodotti identici agli originali. Le indagini
    hanno anche rivelato come borse di alta gamma, del valore
    compreso tra 1.000 e 5.000 euro nel mercato legale, venivano
    vendute, in base alla griffe, a cifre oscillanti fra i 300 e i
    700 euro.

  • Pavia: minaccia operatori di una comunità, arrestato 39enne

    Pavia: minaccia operatori di una comunità, arrestato 39enne

    I carabinieri della Stazione di Belgioioso, in provincia di Pavia, hanno arrestato un uomo di 39 anni ritenuto responsabile di reiterati comportamenti aggressivi e minacciosi nei confronti degli operatori di una comunità del territorio pavese.

    Il provvedimento è scattato a seguito dell’esecuzione di un’ordinanza di sospensione della misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano dopo una segnalazione per gravi violazioni delle prescrizioni imposte.

    Secondo quanto ricostruito dai militari, il 39enne avrebbe più volte assunto atteggiamenti intimidatori nei confronti del personale della struttura, mostrando una condotta incompatibile con il percorso di recupero previsto dalla misura alternativa. Oltre alle minacce, l’uomo non avrebbe rispettato le regole di convivenza stabilite dalla comunità, contribuendo a creare un clima di forte tensione, paura e preoccupazione tra gli operatori e gli altri ospiti.

    Alla luce della situazione e del rischio per la sicurezza delle persone presenti nella struttura, l’autorità giudiziaria ha disposto la revoca dell’affidamento in prova. L’uomo è stato quindi rintracciato dai carabinieri e trasferito in carcere, dove resterà a disposizione dell’autorità competente.

  • Maltrattava la madre 91enne affetta da Alzheimer, arrestato a Vigevano

    Maltrattava la madre 91enne affetta da Alzheimer, arrestato a Vigevano

    Ha picchiato e maltrattato ripetutamente la madre, una donna di 91 anni affetta da
    Alzheimer. Per questo un uomo di 66 anni, B.L., incensurato, è
    stato arrestato dai carabinieri di Vigevano in flagranza differita.

    L’attività investigativa è iniziata nel 2024 in seguito a una
    segnalazione relativa alla presenza di numerose ecchimosi sul
    corpo dell’anziana donna. L’indagine ha poi accertato che
    l’uomo, che viveva con la madre, ogni giorno e più volte usava
    violenza fisica, verbale e psicologica contro di lei che era
    costretta in sedia a rotelle a causa di problemi a camminare. Lo
    scorso 14 dicembre il comportamento sempre più aggressivo
    dell’uomo ha portato i carabinieri ad arrestarlo, con la misura
    dei domiciliari.

    L’anziana madre è stata invece accompagnata in
    una struttura protetta. Il 18 dicembre il gip di Pavia ha
    convalidato l’arresto disponendo nei confronti del 66enne il
    divieto di avvicinamento alla madre e ai luoghi da lei
    frequentati.

  • Romentino e Galliate, controlli straordinari dei CC: oltre 100mila euro di multa

    Romentino e Galliate, controlli straordinari dei CC: oltre 100mila euro di multa

    Nella giornata di lunedì i militari hanno svolto un servizio coordinato nei Comuni di Galliate, Romentino e nell’Alto Novarese, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza sul territorio. I controlli sono stati mirati a prevenire reati predatori,
    come furti in abitazione e truffe, in particolare ai danni delle fasce
    più deboli della popolazione, e a contrastare fenomeni di microcriminalità legati allo spaccio di droga e alle violenze in contesti di degrado urbano, soprattutto in vista delle festività natalizie.

    Parallelamente, l’attività si è concentrata sulla verifica di alcune
    attività imprenditoriali considerate sensibili per l’impatto sul
    territorio. In particolare, sono state ispezionate una cava a
    Romentino e due autolavaggi a Romentino e Galliate, mentre altri
    controlli hanno interessato una sala slot, un bar e un ristorante nel
    Comune di Galliate.

    Nel corso dell’operazione, sono state identificate oltre 170 persone e
    controllate 90 veicoli, mentre le ispezioni hanno fatto emergere
    presunte violazioni penali e amministrative in materia di sicurezza
    sul lavoro e sicurezza alimentare. Ai legali rappresentanti delle
    attività controllate sono state contestate sanzioni amministrative per
    oltre 5mila euro e ammende penali per più di 102mila euro, per un
    totale che supera i 107mila euro.